Il 2018, invece, è iniziato all’insegna delle soluzioni di Disaster Recovery, Business Continuity e Back-Up. Questa impennata di richieste è probabilmente da ricondursi al GDPR, che prevede la protezione del dato fin dalla progettazione dell’infrastruttura, motivo per cui diventa indispensabile avere soluzioni di Disaster Recovery o di Back-Up affidabili e sicure.
Il GDPR gioca un ruolo centrale in questa partita, non solo in termini di tutela della privacy ma anche al fine di evitare la perdita di dati, di garantirne la disponibilità e la portabilità.

In questo contesto affidarsi al cloud vuol dire affidarsi a standard di sicurezza, affidabilità, resilienza dei sistemi di livello professionale dov’è il cloud provider ad occuparsi di tutti gli aspetti infrastrutturali - a cominciare dal data center.

Novità per la CloudConf 2018

Proprio a questo proposito, nel corso della conferenza CloudConf 2018, Aruba presenta il Global Cloud Data Center, il data center campus più grande d’Italia: una struttura di oltre 200.000 mq dotata delle più moderne tecnologie. Questo centro dati è stato realizzato per offrire i massimi standard di sicurezza e prestazioni e garantire il massimo livello possibile di efficienza energetica, non solo per ridurre il più possibile l’impatto sull’ambiente, ma anche per assicurare qualità e convenienza dei servizi.

Presentato anche il programma "We START you UP", un percorso pensato e progettato per sostenere le startup nello sviluppo del proprio progetto d’impresa. Il percorso include due diversi livelli di adesione, START e UP, che coprono due livelli diversi di servizi per startup con esigenze rispettivamente piccole ed in crescita.

Il Cloud è uno strumento che consente di semplificare, risparmiare ed essere più veloci nell’amministrare alcuni processi, e questo è il massimo vantaggio per il quale viene scelto da PMI, grandi aziende e Pubblica Amministrazione.

commenta Massimo Baldinelli, Marketing Manager di Aruba Cloud.

La large enterprise, fascia di clientela più grande e strutturata, sta migrando al cloud privato dove, a fronte di un impegno maggiore, si ha la possibilità di usufruire di un’estrema flessibilità ed un uso esclusivo delle risorse. Le PMI, invece, optano maggiormente per il cloud pubblico, poiché grazie alle diverse declinazioni dell’offerta, è possibile ottimizzare risorse e consumi con un impegno estremamente basso. In ultimo, la Pubblica Amministrazione, invece, si sta aprendo al cloud soprattutto per quei servizi che prima dovevano necessariamente essere erogati all’interno dei data center di proprietà dell’ente. Si tratta di un passaggio fondamentale che vede maggiore consapevolezza da parte degli enti e delle istituzioni pubbliche del potersi fidare e affidare a queste soluzioni: il cloud diventa una tecnologia che abilita la semplificazione dei processi e l’integrazione con le applicazioni che la Pubblica Amministrazione eroga, i servizi dedicati ai cittadini.

Il cloud ibrido potrebbe quindi essere la soluzione adottata per la maggiore: basso costo di entrata, buona scalabilità e supporto per gli standard più recenti. Secondo il report di HTML.it sul CloudConf, il 2018 è tutto Machine Learning, Serverless ed IoT, ma il cloud è quel passaggio fondamentale per la transizione da un modello strutturale classico ad un nuovo tipo di infrastruttura web.

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