Posta Elettronica Certificata?

Venerdì 23 Aprile 2010 - 11:03

di Massimiliano Scorza

Lavoro

Non so che titolo dare a questo post. Mi sembra un argomento attinente con Edit, ma c’è troppa confusione in giro. C’è chi dice che la PEC è una specie di raccomandata digitale, e nulla più; c’è chi dice che non serve a niente; c’è chi dice che rivoluzionerà il rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadini.

Leggo una news di sei mesi fa e mi pare che nulla sia cambiato. E’ la notizia più chiara che ho trovato sulla Pec, e questo la dice lunga…;-)

Io, cittadino qualunque, non ho capito perchè devo farmi attivare una casella di Posta Elettronica Certificata. E quindi non farò nulla.

Voi?

Tags:

Categoria: Lavoro | Permalink

Commenti

1

neanch’io ho capito nulla, boh.

# - postato da mixio - 23 Aprile 2010 - 11:37

2

http://www.youtube.com/watch?v.....CNO_ZAHfR8

# - postato da gianiaz - 23 Aprile 2010 - 11:47

3

Ma le aziende sono obbligate ad attivarla, no?

# - postato da Alessandro - 23 Aprile 2010 - 12:54

4

Le aziende di nuova costituzione sono obbligate ad attivarla subito, i professionisti “nuovi” idem (e mi risulta debbano comunicarla anche al loro albo), per chi già opera invece c’era e c’è del tempo per mettersi in regola. Non mi ricordo quale sia di preciso la scadenza.
La PEC funziona e ha senso se tutti e due, mittente e destinatario, ce l’hanno e la usano perché così certifica invio e ricezione, come una raccomandata. Altrimenti non serve a nulla o meglio certifica solo l’invio che è come dire, appunto, che non serve a nulla :-)
Servirà con la PA se i cittadini avranno la propria PEC e se la PA cui devono inviare la raccomandata ha attivo il servizio.
Dico “se” perché qui in Italia di obblighi ce ne sono sempre tanti, poi fattivamente a volte finisce tutto nel nulla…
In ogni caso a me risulta che da lunedì 26 sarà possibile collegarsi al sito dedicato per richiedere la propria casella. Qualche info in questo PDF.
Ribadisco: il tutto avrà senso se applicato in modo diffuso, altrimenti se ci saranno le solite 300mila proroghe per quanto concerne i termini di adeguamento finirà nel nulla.
Per usare efficacemente la PEC anche nie rapporti di lavoro (evitano così un sacco di raccomandate…) devo potere contare, per es., sul fatto che l’azienda o il libero professionista a cui scrivo una PEC ce l’abbia e il tutto non sia demandato solo al suo buon cuore o alla loro passione per le novità :-)

# - postato da maurizio - 23 Aprile 2010 - 13:29

5

Se non sbaglio il termine ultimo per liberi professionisti e società era per il 30 novembre (ma prendilo con le pinze).

L’idea era quella di renderlo uno strumento per tutti, ma chissà per quanto tempo rimarremo in questo limbo.

Comunque sta cosa è assurda, con la firma digitale che esiste da una vita e con la tesserina sanitaria avrebbero potuto fare grandi cose, certo avrebbero dovuto (a mio avviso) distribuire gratuitamente i lettori di card, ma alla fine credo che la cosa sarebbe costata meno che mettere in piedi sto casino di cui nessuno sa nulla.

# - postato da gianiaz - 23 Aprile 2010 - 13:39

6

Qualsiasi cosa relativa all’informatica, organizzata da un governo (qualunque) è sbagliata in partenza.
Non hanno l’interesse e le competenze per farla correttamente.

# - postato da Andy - 23 Aprile 2010 - 14:41

7

Credo che l’idea che una comunicazione elettronica abbia lo stesso valore legale di una cartacea non sia malvagia.

Il fatto è che ci si perde sempre in burocrazia e pasticci tecnici…

# - postato da Andrea - 23 Aprile 2010 - 16:08

8

non serve a nulla!! è uno standard tutto italiano e non approvato dalla comunità europea, insomma la usiamo solo noi… e non è preciso dire che la usiamo solo noi in quanto la usano in pochissimi.
Le garanzie che offre la pec (sicurezza della ricezione e certificazione digitale) sono già ottenibili con molti client di posta elettronica.
Facciamo un esempio: ormai quasi tutte le regioni hanno distribuito la CRS (carta regionale dei servizi), con questa carta è possibile firmare digitalmente a nome proprio, per cui è possibile anche firmare in digitale una mail. Detto ciò inserire la conferma di recapito e di lettura all’invio di un nuovo messaggio non mi sembra un’operazione complicata.
Quello che manca in italia non è lo strumento informatico che risolva tutti i problemi perchè non esiste, quello che manca è l’alfabetizzazione informatica!!!

# - postato da mik - 23 Aprile 2010 - 18:32

9

Ulteriori utili informazioni al riguardo

buonaidea.it: Posta elettronica certificata della Pubblica Amministrazione: servizio gratuito per il cittadino

ecco un breve sunto:


Attenzione però, il servizio consente lo scambio di messaggi di posta elettronica certificata esclusivamente con indirizzi PEC della Pubblica Amministrazione. Tramite la “PEC al Cittadino” infatti, non è possibile scambiare messaggi con indirizzi di posta elettronica certificata che non siano quelli della Pubblica Amministrazioni. Quindi non può essere adoperata con le e-mail “comuni”. Inoltre non è consentito accedere ad un’utenza “PEC al Cittadino” per conto di terzi o cedere la propria utenza a terzi.

Ma quali sono gli uffici pubblici che permettono l’uso di questo comodo servizio? Per scoprirlo esiste “L’Indice delle Amministrazioni Pubbliche”, un database online che è possibile consultare in diversi modi: per alfabeto, per categoria, per area geografica e per servizio.

# - postato da Andrea - 25 Aprile 2010 - 02:53

10

Rispondendo a mik dico che “non è approvato” in quanto l’unione europea non ha approvato nessuno standard particolare, oltre al fatto che non capisco perché questa tecnologia non debba essere solo italiana, in quanto serve solo a velocizzare la comunicazione tra i cittadini ITALIANI, anche residenti all’estero, e lo stato (è come dire che gli avvisi cartacei che manda il comune devono essere scritti in inglese per essere conformi con la lingua europea…).
Per quanto riguarda la campagna ideologica e pretestuosa dell’Adiconsum ci sarebbe molto da dire, in quanto non solo è stata spiegata l’utilità e l’utilizzo nei siti ufficiali, basta aver voglio di leggerli, ma l’intero articolo mi sembra un modo di fare disinformazione per muovere critiche politiche, basta vedere l’enfasi della frase “pagata dai contribuenti ed imposta dall’alto”… ma una qualsiasi nuova tecnologia da chi dovrebbe essere pagata se non dagli italiani stessi? Imposta dall’alto, ma se riguarda la comunicazione tra gli italiani e lo stato, è giusto che venga imposta dall’alto ma sopratutto chi altri dovrebbe imporla?

# - postato da Mauro - 27 Aprile 2010 - 10:44

11

Avete provato a mandare una mail tramite PEC a centroservizi@postacertificata.gov.it per chiedere informazioni, come pubblicizzato sul sito ufficiale? Guardate il risultato:
—– The following addresses had permanent fatal errors —–

(reason: 553 Impossibile inviare il messaggio)

—– Transcript of session follows —–
…. while talking to smtp.postacertificata.gov.it.:
>>> >>> DATA

# - postato da Lauro - 02 Maggio 2010 - 15:10

12

non so se sono autorizzato ad intervenire; non ho alcuna conoscenza tecnica specifica ma vorrei sottoporre la mia recente esperienza con postacertificat@ governoitaliano.
Da due giorni ho ricevuto conferma che la mia casella è attiva. Se mi collego dal sito web pare sia effettivamente attiva. Se invece cerco di utilizzarla tramite il mio client di posta - Windows Live Mail - continuo a ricevere segnalazione di errore perchè “user e/o password” non sono corretti; mi viene richiesto continuamente di reinserire tali dati ma sempre con la stessa risposta. Naturalmente la configurazione del client è stata effrettuata inserendo tutti i valori indicati. Qualcuno ha già avuto questa esperienza? Ho contattato il numero verde suggerito ma ci sono solo registrazioni vocali di quanto ho già letto nel sito web.

# - postato da a.f.b. - 08 Maggio 2010 - 16:54

13

per la posta certificata sia per aziende che per privati, personalmente mi sono trovato molto bene con i servizi offerti da www.postacertificatapec.it . Ho attivato una pec privata con soli 6,90€ (che ammortizzo con un solo invio al posto della tradizionale racc. AR) ma posso inviare pec a chiunque (pubblica amministrazione, assicurazione, datore di lavoro etc). Ottimo servizio, sono stati disponibili e rapidi. Ve la consiglio!

# - postato da Nicola - 15 Maggio 2010 - 11:28

14

Postacertificat@gov.it. - a partire da tre giorni dopo che avevo ricevuto conferma al mio indirizzo mail abituale, non PEC, che la mia casella PEC era stata attivata (e ciò era avvenuto il giorno successivo a quello in cui m’ero recato all’Ufficio Postale indicato per completare e sottoscrivere la domanda, ottenendo una copia di tale documento con timbro postale a conferma dell’avvenuta e felicemente conclusa procedura, non riuscendo però a renderla effettivamente operante attraverso il mio client di posta - Windows Live Mail - anche se il “log in” nel sito web “pec.gov.it” riuscivo a farlo senza difficoltà, ho iniziato a parlare della mia esperienza in “blog” diversi e trattandosi della mia prima esperienza in assoluto ero piuttosto impacciato.
Ho iniziato in data 9 maggio per terminare il 12 dello stesso mese. Non ricevendo risposte o non riuscendo a risolvere il problema nonostante le risposte, ogni giorno allargavo la cerchia dei blog nei quali inserivo il mio messaggio che, salvo poche varianti di carattere letterario, era sempre lo stesso. In totale ho distribuito dai 25 ai 35 blog-messaggi (uno di questi anche al blog del Ministro della Repubblica Italiana, promotore e mentore di questa iniziativa, Dott. Brunetta), ricevendo in totale 5/6 risposte sotto forma di commento alla mia impostazione.
Ho usato tre nomi diversi, “antonio” “anthony” e “antony”, corrispondenti a miei tre precisi indirizzi e-mail (segnalati correttamente, di volta in volta, nella richiesta di ogni blog) rispettivamente nelle domiciliazioni “virgilio.it”, “tin.it” e “gmail.com” non nel tentativo di un puerile camuffamento ma solo per distribuire eventuali messaggi nelle diverse caselle.
Il mio messaggio spiegava chiaramente la mia ignoranza tecnica e specifica, non è un disonore, aggiungendo che il collegamento era in DSL (o ADSL se si preferisce), che tutti i valori inseriti nel client, nessuno escluso, erano quelli precisati nel sito web PEC.gov. (gli stessi suggeritimi anche in un paio delle risposte ricevute): nonostante ciò non sono riuscito a risolvere il mio problema ed ho quindi deciso di rinunciare: dovrò ora approfondire come fare a farlo, perchè accettando avevo anche accettato d’addossarmi alcuni doveri e concedere alcuni benefici alla Pubblica Amministrazione che non voglio certo lasciare loro. Del mio fallimento non addosso la responsabilità a nessuno se non alla mia insufficiente preparazione tecnica, che avevo d’altra parte già confessato sin dall’inizio: se avessi, tuttavia, immaginato - questa riflessione è rivolta anche, se non in special modo e/o solo, al Ministro (i cui blog-segretari non hanno postato alcuna risposta alla mia domanda, ma anche ciò era già ampiamente previsto) che ha sponsorizzato quest’operazione da cinquanta milioni euro, ammesso poi che siano solo cinquanta, studiata per rendere la PA sempre più familiare e vicina al cittadino - che per poter accedere a questo servizio dovevo disporre delle conoscenze assicurate da un “degree” conseguito presso Harward e/o il MIT, entrambe le università nel Massachusset, o di Yale nel Connecticut, non avrei certo neppure iniziato.
Infine non ho nessun reale bisogno, nella mia condizione, di una PEC: se questo bisogno fosse solo anche blandamente esistito avrei già provveduto in modo diverso da tempo; sul mercato esistono offerte collaudate e con un maggior ventaglio di servizi a costi annui irrisori.
L’annuncio della PEC pubblica mi aveva infiammato quasi come un garibaldino, non perchè era gratuita, ma perchè, da cittadino, mi sentivo in dovere di ricompensare, da cittadino, gli sforzi del mio Ministro rispondendo con un minimo d’impegno da parte mia che si è minvece dimostrato quasi un incubo, senza neanche ottenere il risultato sperato.
Questo messaggio, che introdurrò ora in tutti i blog in cui apparve il mio primo, non è un desiderio di visibilità ma una doverosa risposta d’apprezzamento per tutti coloro che mi hanno ospitato, coloro che mi hanno letto, e un ringraziamento caloroso e apprezzatissimo a tutti coloro, pochissimi, che mi hanno risposto. In alcune delle risposte ho trovato veramente il calore di chi, disinteressatamente, vuol esserti vicino e aiutarti al massimo delle sue possibilità. GRAZIE!
firmato da: antonio, anthony, antony

# - postato da a.f.b., anthony - 15 Maggio 2010 - 22:37

15

Per accedere alla PEC non bisogna inserire il proprio indirizzo e-mail privato ma dobbiamo inserire la casella di posta certificata= nome.cognome@postacertificata.gov.it sostituendo a nome.cognome i dati veri

# - postato da alexa166 - 19 Maggio 2010 - 12:22

16

Posta certificata: funziona dal sito e configurandola su outlook con i parametri forniti ufficialmente.
Avvertenze:
se provate ad inviarvi una email non funzionerà perché inoltra solamente verso le email della pubblica amministrazione.
Riceverete l’errore 553: significa che il destinatario non è tra quelli autorizzati alla ricezione della PEC.
Secondo me potevano essere più chiari su questo aspetto che penso abbia creato problemi, oltre al sottoscritto, anche ad altra gente.
In ogni caso la PEC mi sembra una cosa positiva, risolti magari questi problemini di gioventù:

l’importante sarebbe farla adottare da tutti gli uffici pubblici.

Il problema è che la gente che ci lavora e la dovrebbe utilizzare trova le stesse difficoltà che troviamo noi.

E’ lo stesso problema dell’alfabetizzazione informatica degli insegnati: ma se neanche certi presidi, come certi capoufficio, sanno come si utilizza un pc…

E se l’esempio che viene dall’alto è questo, cosa sperate?

# - postato da Mauro.mmm - 15 Agosto 2010 - 17:34

17

Si, dovrebbe essere utile, ma..
Sono una libera professionisata, ma NATA ALL’ESTERO!
Apriti cielo!! non ci sono versi x compilare la modulistica x una PEC!! esistono preimpostati solamente comuni di NASCITA italiani!! Come? Sono forse l’unica cittadina italiana nata al’ estero!!
Ma vi rendete conto!!
sono obbligata ad avere una PEC ,ma non la posso attivare!! AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!

# - postato da romina - 17 Febbraio 2011 - 20:25

18

Romina,

pure io sono NATO ALL’ESTERO, ma sono riuscito ad attivare la PEC per il mio studio da questi qui: poste-certificate.it

Non mi hanno obbligato nel modulo ad inserire il comune di nascita, ma solo quello della mia residenza attuale che è in Italia, altrimenti se non esercitassi in Italia starei poi bene anche senza questa PEC, ennesima sciocchezza che ci hanno regalato i politici.

Ciao, ciao!

# - postato da Mario Caracciolo - 14 Marzo 2011 - 16:10

19

Ho provato anch’io su postacertificata.gov.it; ma secondo voi posso usare l’indirizzo mail che mi viene assegnato e che non posso scegliere, anche per la mia azienda di cui sono titolare ?

# - postato da pierluigi - 18 Ottobre 2011 - 16:03

Inserisci il tuo commento:





(puoi usare i seguenti tag HTML per formattare il testo -
a href, b, i, br/, p, strong, em, ul, ol, li, blockquote, pre):

 

Anteprima del commento