L’anti-glossario

Giovedì 23 Marzo 2006 - 10:05

di Francesco de Francesco

Contenuti e Web Writing

…o, se preferite, il dizionario dei termini da cancellare dai siti in lingua italiana.

Se avete letto Firma anche tu per un mondo senza offering e non siete d’accordo, non state a leggere quest’articolo. Non ci trovereste nulla d’interessante.

Se invece siete d’accordo, proseguite pure e, se volete, segnalate eventuali estensioni per questo nuovo Dizionario del Piccolo Web Editor.

Quali sono, dunque, le parole incriminate, che vorremmo togliere definitivamente dalle pagine web scritte in lingua italiana?

P.S.: Se le trovate in testi miei, siete autorizzati a bacchettarmi! Mi rendo conto che l’abitudine ad usarle è così forte, che spesso ci casco io stesso :-D

Expertise – quando usato al posto di esperienza. Sempre della serie che straniero fa bello, anche quando la nostra parola significa esattamente la stessa cosa. “Expertise acquisito in vari settori…”

Funzionalità – quando è usato al plurale, solo a sostituire “le funzioni” o il funzionamento “di molte funzioni”. Nella stragrande maggioranza dei testi web, funzionalità ha senso solo al singolare. “Collaudo la funzionalità del programma” non “collaudo le funzionalità del programma” come spesso si legge.

Listing – quando inteso come lista, elenco o approntamento degli stessi. “Nei listing del motore, il sito non è entrato”. Perché listing? Elenco, risultati, lista, ecc. ecc. non vanno bene?

Location – quasi un anno fa, dico ad una mia amica che fotografo i piatti le cui ricette metto su uno dei miei siti e questa, tutta sorridente, esclama “Ahhhhh! Bellissimo. Se vuoi ti presto la location.” Io mi blocco, la guardo e rispondo – “Intendi casa tua?” – lei risponde – “Sì, certo, e cosa se no?” Si tratta di un’amica, quindi non vado oltre…

Metodologia – quando usata a sproposito, al posto di metodi, visto che la metodologia è lo studio dei metodi, non l’insieme di alcuni metodi, per cui basta il semplice plurale del termine metodo.

Mission – Boh. Missione aziendale? Obiettivi strategici aziendali? Semplicemente missione? “Qual è la nostra mission” non può essere “Qual è la nostra missione”? No? Perché?

Offering – ok, abbiamo già detto….

Panacea di tutti i mali – Panacea significa già “rimedio a tutti i mali. Scrivere “panacea di tutti i mali” è come scrivere “rimedio a tutti i mali di tutti i mali” :-D

Posizionamento Organico – già trattato nel E baaaasta con ‘sto posizionamento organico.

Problematica – quando è usato al posto del plurale di problema, cioè, problemi. La problematica è l’insieme dei problemi legati ad un certo tema. Dire che si risolvono i problemi è una cosa diversa rispetto al dire che si risolve la problematica. “Le problematiche”, poi, è un non-senso. Si tratta di un plurale di plurale! Si potrebbe usare in pochissimi eccezionali casi. Non credo sia quello che intende la maggior parte degli autori di pagine web.

Profittabilità – si usa negli ambienti commerciali per indicare quanto un’offerta possa risultare vantaggiosa per l’azienda, in termini economici. Peccato che il termine non esista su nessuno dei vocabolari italiani. Tollerato nel parlato, no nello scritto. Tanto più che esistono termini corretti per dire la stessa cosa.

Strategies – Questa e tutte le altre parole straniere, di qualunque lingua, non si mettono mai al plurale nei testi italiani. Che sia diventata una sorta di moda comune, non significa che sia corretto farlo. Si salvano solo quei termini che sono entrati al plurale (senza il singolare) nel dizionario italiano. Neanche Files, quindi.

Tipologia – La tipologia è l’insieme dei sistemi di classificazione. Noi usiamo i tipi di qualcosa, non l’insieme dei sistemi che classificano i tipi di qualcosa. Quindi, noi usiamo i tipi di documenti, non la tipologia dei documenti.

Aggiungete, aggiungete..

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Commenti

1

sono completamente d’accordo, tuttavia essendo sempre più globalizzato il nostro modo di vivere è necessario standardizzare alcuni termini… i biglietti da visita ne sono un chiaro esempio … “marketing manager” “responsabile pubblicità” ecc…. piuttosto sarebbe molto civile e rispettoso degli usi locali mettere sempre la doppia traduzione… es. “la nostra mission (missione aziendale)” ecc..

# - postato da Rex - 23 Marzo 2006 - 10:50

2

“Questa e tutte le altre parole straniere, di qualunque lingua, non si mettono mai al plurale nei testi italiani.”

Questa te la sei inventata tu… perchè in quanto prestiti linguistici secondo me il plurale va messo…

ah ti segnalo pure un errore (sicuramente di battitura :P )
“Tollerato nel parlato, no nello scritto.”

O metti “Tollerabile nel parlato e non nello scritto.” oppure “Tollerabile nel parlato, intollerabile nello scritto.”

hi hi hi

ciao,
Andrea.

# - postato da Andrea Paiola - 23 Marzo 2006 - 10:59

3

Aggiungerei il verbo “utilizzare” al posto di “usare” e “venire” al posto di “essere” nel passivo: “questo prodotto viene utilizzato da…” dovrebbe diventare “questo prodotto è usato da…”.

Il plurale delle parole straniere non va messo in italiano, non è un’invenzione dell’autore. Però c’è la parola “mass media” che è plurale e spesso viene usata a sproposito al singolare: la televisione è un media :(

# - postato da Luciano Ghione - 23 Marzo 2006 - 11:20

4

Questa te la sei inventata tu… perchè in quanto prestiti linguistici secondo me il plurale va messo…

Confermo quanto detto da Francesco.
Si usa file, non files anche al plurale, così per tutte le parole inglesi.

# - postato da Simone Carletti - 23 Marzo 2006 - 12:05

5

Mah, forse web agency a pensarci bene in Italia fa un pò ridere ( ammetto che comunque è un termine che uso anch’io )

# - postato da Web Design Genova - 23 Marzo 2006 - 12:07

6

Aggiungerei anche

Check - quando usato al posto di controllo di un elenco o lista di procedure da effettuare. “Ho fatto il check di tutto il sistema” o ancor peggio “Ho fatto il check delle cartelle” forse è meglio affermare “Ho fatto il controllo di tutto il sistema” e “Ho visto il contenuto delle cartelle”.

Set e i suoi orribili derivati - quando si deve inserire e/o modificare alcuni parametri operativi. “Ho settato tutti i parametri” molto meglio “Ho impostato tutti i parametri”. Alcuni dicono pure “nel nostro software è possibile settare diversi parametri”. Impostare e basta!

# - postato da davide ardizzoia - 23 Marzo 2006 - 12:15

7

per davide ardizzoia:

settare non è un’inglesismo, ma è una parola italiana

Link

Ciao ciao

# - postato da Alessio Michelini - 23 Marzo 2006 - 13:06

8

Ho notato che questa tendenza ad anglofonizzare ce l’abbiamo soprattutto noi italiani. Qualche esempio: webdesigner in spagnolo si dice diseñador web (in particolare, in Argentina, quando dissi che svolgo la professione del uebdesainer mi risposero con un sopreso “Eh?!?”.
Addirittura download, che credo sia un termine usato in tutto il mondo, in Francia viene sostituito con un più patriottico téléchargement.
D’altronde l’italiano medio ha sempre avuto l’attitudine a fà l’americano. :D

# - postato da Angelo - 23 Marzo 2006 - 13:09

9

Non per essere eccessivamente pignolo, e certamente non esco dall’Accademia della Crusca, ma in un tuo paragrafo scrivi: “Tollerato nel parlato, no nello scritto”.

Credo che questa frase contenga un inglesismo. Mi risulta infatti che in italiano la forma corretta dovrebbe essere: “Tollerato nel parlato, NON nello scritto”.

Proprio perché nel parlato si utilizza, ma nello scritto no :)

# - postato da federico carboni - 23 Marzo 2006 - 13:29

10

Per Luciano Ghione

utilizzare e venire usato in luogo del verbo essere sono consentiti e italianissimi.

Basta vedere qui http://www.demauroparavia.it/1.....26552

# - postato da federico carboni - 23 Marzo 2006 - 13:39

11

Non è da web, ma fa accapponare la pelle ugualmente: “obliterare”. Coi vari derivati. Perché? Termini già esistenti come “timbrare”, o “annullare”, o (restando nel linguaggio burocratico) “vidimare” non andavano bene?

Per quanto concerne il citato “mass media”, stroncherei la pronuncia “midia”, considerando che non si tratta di una parola inglese ma latina.

Vogliamo infierire? “Massmediologo”.

# - postato da Pierluigi - 23 Marzo 2006 - 14:12

12

@Andrea Paiola x plurale parole straniere
Vorrei avere il potere di inventare le regole, purtroppo non è così.
La regola che i termini in lingua straniera non si mettano al plurale sono inseriti in testi italiani, esiste ed è ampiamente documentata.
Basta un rapido giro del sito www.accademiadellacrusca.it, una ricerca su Internet o la consultazione di un buon testo di grammatica.

# - postato da Fradefra - 23 Marzo 2006 - 14:33

13

@Federico Carboni
Grazie :-) hai ragione. Mi son perso la n.

# - postato da Fradefra - 23 Marzo 2006 - 14:36

14

@Fradefra

c’hai ragione, ma sta regola per me è sbagliata… sul web almeno…

nei documenti ufficiali e quando si parla ti do ragione: sul web invece deve essere possibile distinguere singolare dal plurale nel caso dei prestiti linguistici… comunque mi informo e vedo se ne hanno già discusso da qualche parte (relativamente al web intendo… l’italiano dell’accademia della crusca è un’altra roba)

# - postato da Andrea Paiola - 23 Marzo 2006 - 16:01

15

Andrea, per distinguere tra singolare e plurare noi abbiamo gli articoli, a differenza degli inglesi.

I file è plurale, il file è singolare.

# - postato da Skid X - 23 Marzo 2006 - 16:36

16

i file - il file

stavo per dirlo io

per la cronaca comunque non siamo solo noi italiani, il punto è che i francesi traducono TUTTO!

rimane poi il fatto che spesso (soprattutto nel colloquiale) viene naturale usare obrobri come “settare”

sono convinto che utilizzare l’italiano ove possibile sia buona norma, ma non penso sia necessario arrivare a estremismi che suonano quasi da ventennio più che da reale utilità.

“click” dove lo mettiamo?

# - postato da Simone Cingano - 23 Marzo 2006 - 16:52

17

mi ricordo i bei tempi in cui il disco rigido
era sol di poco superiore ai dischetti flessibili
e c’erano solo 1024kb di MAC disponibili
poi con l’arrivo dei dischi compatti con memoria a sola lettura ci si e’ ritrovati
con una motherboard al posto della scheda madre :)

# - postato da kentaromiura - 23 Marzo 2006 - 16:55

18

Click e’ un onomatopeico, per i plurali e’ consentito se messi tra virgolette ;)

# - postato da kentaromiura - 23 Marzo 2006 - 16:57

19

Pardon,sono consentiti.. CVD

# - postato da kentaromiura - 23 Marzo 2006 - 16:58

20

Ormai mi conoscete, credo. Io uso un modo provocatorio per lanciare discussioni, col solo scopo di far riflettere ed invitare al confronto.

In relazione all’anti-glossario, quello che vorrei dire è che come al solito, conta il buon senso.
Dovremmo tutti limitarci un po’, usare l’italiano dove è possibile ed ovviamente usare i termini inglesi se realmente c’è una motivazione. L’importante, però, è che l’eccezione non diventi una regola, altrimenti si sconfina nella deregulation.

Click! Martketing, ecc. li uso anche io, ci mancherebbe. Già “marchettaro” mi piace meno, per offering (perfettamente sostituibile da offerta), per mission ecc, faccio fatica a trovare le motivazioni.

Il plurale dei termini inglesi, per esempio, è errore. Grave. Da segno blu in un tema. Un sito, soprattutto se aziendale, non dovrebbe avere segni blu! Che tutti lo facciano non basta.

Sono assolutamente convinto della necessità dell’evoluzione della lingua ed allo stesso modo sono convinto dell’utilità di un certo gergo che chiarisce meglio certi concetti.

La discussione l’ho aperta per rendere evidente come a volte, però, si abusi, in modo gratuito e sgradevole.

Poi, ragazzi, diciamocela tutta. Ognuno faccia quello che vuole :-D
Però, come uno è libero di usare offering, io sono libero di manifestare il mio dissenso. Mi incateno al palo ed al limite nessuno firmerà la petizione.

Se invece ognuno di noi, scrivendo la prossima pagina web, userà anche solo una volta in meno uno di quei termini, sarò soddisfatto. Anche solo una volta in meno.

# - postato da Fradefra - 23 Marzo 2006 - 17:29

21

@Alessio Michelini
Settare non é italiano ma é stato ormai importato come termine nella nostra lingua (come Robot, Garage…):

Etimologia: Calco del v. ingl. to set ‘stabilire, regolare

Obliterare, invece, é esattamente italiano:
Etimologia: Dal lat. obli(t)tera¯re, propr. ‘cancellare le lettere‘, deriv. di litte°ra ‘lettera’

Dal dizionario Garzanti.

Che bella discussione colta. ;)

# - postato da Orlando - 23 Marzo 2006 - 17:34

22

Via, io “web agency” lo salverei, come termine… Agenzia web non vuole dire niente, e “quelli che fanno i siti” è troppo lungo. :D

# - postato da Martin - 23 Marzo 2006 - 18:17

23

Ci sono tanti termini inglesi ormai di uso comune che irritano anche me. Uno su tutti il know-how. Sono sempre di più le persone che tendono a riempirsi la bocca con questo vocabolo quasi che dire conoscenza fosse brutto. Temo dovremo rassegnarci.

# - postato da nicola75ss - 23 Marzo 2006 - 22:16

24

Io proporrei l’eliminazione di “scannerizzare” e, peggio, “scannare” in favore di “scansionare” o “scandire”.

E su tutto… vogliamo parlare delle aziende “giovani e dinamiche”? Google ne segnala 32.000 oltre 93.000 se ci si limta al solo “giovane e dinamica”

# - postato da PiccoloElfo - 23 Marzo 2006 - 22:50

25

Posso votare per l’eliminazione delle citazioni di intere frasi in latino?
Servono solo per dire “hei! l’ho studiato anch’io!” :-)

# - postato da Andrea - 24 Marzo 2006 - 11:31

26

@Andrea
Se fai una ricerca su Google puoi anche non averlo studiato il latino! ;)

# - postato da Orlando - 24 Marzo 2006 - 11:35

27

@Fradefra (commento n. 20) - Deregulation. Aiaiaiaiaia! ;-)

@Orlando (commento n. 21, rif. commento n. 11) - Obliterare è italiano, lo so. Io ho semplicemente detto che è orrendo! (Per me, ovvio).

# - postato da Pierluigi - 24 Marzo 2006 - 12:52

28

Discussione interessantissima.
L’unica cosa sulla quale non mi trovo perfettamente in accordo è la traduzione letteraria di “know-how” con “conoscenza”. Sento (to feel :P) che c’è una sottile differenza, la prima è più completa nel suo significato perchè restituisce insieme il senso di “trasmissione” e “condivisione” del sapere.

Ciao ciao.

# - postato da Katya - 27 Marzo 2006 - 16:39

29

Eheheh… giusto per “ridere”, il trafiletto dei web-awards sul vincitore per le categorie impresa-finanza-economia
Motivazione: accattivante, dinamico con funzionalità di navigazione gradevoli e rilassanti, cool & hype e nel contempo informativo e culturale, quasi didattico(?????).
Una nota di merito aggiuntiva va alla gallery dedicata all’evoluzione dell’advertising ….. nel tempo.

Quattro righe dense di motivazione.
Che poi il sito é veramente carino (parere spassionato).

# - postato da Orlando - 27 Marzo 2006 - 16:53

30

Sostengo a pieni voti! Ma mi rendo conto però che ormai molti di questi termini sono entrati nella consuetudine linguistica, e non sarà per niente facile debellarli.

# - postato da Cina - 12 Aprile 2006 - 20:23

31

Magari avete ragione tutti…
I files oppure i file…

Questa lingua atroce, che ci invade…

Fossi colpito come voi da uno strano virus talebano-linguistico (di chiara matrice montanelliano-giornalistica introdottosi forzatamente, per la gioia dell’elite di neo-umanisti e scrittori creativi, nell’orrido mondo informatico della “comunicazione” sul web) dovrei convincermi di quanto dite…

Ma forse se grattiamo la patina di sicurezza dai blog dei molti “guru” (o dovrei dire gurus?) si scopre che poi tutte queste certezze sono solo consuetudini o quasi…

La lingua la fanno i parlanti (e gli scriventi) nell’uso quotidiano e nel tempo e le regole linguistiche sono fatte per essere infrante, superate e modificate.

Ma, se una rondine non fa primavera, duecento rondini tengono sveglio tutto il quartiere fin dalle 5 del mattino e riempiono di merda tutti i davanzali.

Oltretutto mi chiedo: qual è la soglia discriminante tra forestierismi già assimilati e semplici prestiti linguistici, forse l’ambito di riferimento?
Se si tratta di scrittura sul web l’ambito è omogeneo di “default”, in quanto basato sul mezzo “informatico”, oppure diventa settoriale solo sulla base del messaggio o dell’area tematica affrontata?

O forse vale come soglia la valutazione della frequenza d’uso? Quante volte viene detto o scritto un termine inglese con la s plurale o senza in un certo lasso di tempo?

O si tratta della quantità di penetrazione nella lingua? Da quante persone viene usato?

Ma ditei si deve trattare di soggetti normali, soggetti altamente letterati o brillanti “opinion-makers”?
Cazzo! Ho usato il plurale… Sono grave?

E se forse si trattasse di mera autoreferenzialità?
Di persistenza letteraria dovuta alla pubblicazione (a piacere del curatore e sulla base di quanti lemmi ha deciso di pagargli stavolta il suo editore) sul vocabolario cartaceo più in voga e diffuso?

O forse si devono calcolare tutti questi parametri facendo poi una media sulla base di quanti anni e su quanti vocabolari compare?

Ecco si, ci vuole un bell’indice autarchico-littorio di misurazione dell’intensità del forestierismo, inciso sul marmo dall’Accademia della crusca..!

Io credo che la nostra lingua andrebbe liberata, e come debba vivere ed evolvere o involvere dovrebbe deciderlo solo il destino e le genti che la usano, fuori da qualsiasi accademia, sia essa della crusca o della zizzania!

Niente è vero… Tutto è permesso (W.S.Burroughs)

Firmato: uno che vorrebbe fa’ l’americano ma fiero d’esser nato in italy..!

# - postato da System's shutdown - 05 Luglio 2006 - 23:44

32

gentile “scaricante di sistemi” la lingua atroce che ti invade..lo strano virus talebano che ti …si è introdotto……l’autarchia littoria…
puzzano di …Cambronne..!!
Sistematicamente elitaria ,le ..nostre genti …ma non si dice la nostra gente..?
visto che genti sta per popoli, (a meno che non si intendano stirpi , gens sempre alla latina)ha per secoli colonizzato terre e popoli con il ns idioma .
che ..ci azzecca..,per dirla con altro purista,il destino nella evoluzione/involuzione d’una lingua .
e che significa involuzione se allo stato dell’arte la nostra lingua come tutte le altre è in costante evolvendo..?
infine perche ..far l’americano ..quando sarebbe molto più semplice fare il buon ..’ TALIANO..?????
saluti a voi.!!!

# - postato da gentraco - 27 Marzo 2008 - 19:05

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