La specializzazione va bene solo per gli insetti?
Martedì 22 Dicembre 2009 - 08:24
di Cesare Lamanna

Non so quanti di voi abbiano mai letto questa celebre frase dello scrittore di fantascienza americano Robert Anson Heinlein. La riporto qui a beneficio di tutti:
Un essere umano deve essere in grado di cambiare un pannolino, pianificare un’invasione, macellare un maiale, guidare una nave, progettare un edificio, scrivere un sonetto, tenere la contabilità, costruire un muro, aggiustare un osso rotto, confortare i moribondi, prendere ordini, dare ordini, collaborare, agire da solo, risolvere equazioni, analizzare un problema nuovo, raccogliere il letame, programmare un computer, cucinare un pasto saporito, battersi con efficienza, morire valorosamente. La specializzazione va bene per gli insetti.
Ora provate a restringere il discorso intorno al mondo dello sviluppo e della programmazione. Magari qualcuno potrà commentare che la specializzazione è cosa buona e auspicabile anche in ambiti diversi da quello strettamente entomologico :) Funziona? Conviene? La consigliereste a chi inizia a muovere i primi passi nell’intricato universo del software e dei linguaggi di programmazione?
Commenti
1
bhe, credo che se si entri in una grande agenzia, un minimo di specializzazione in un settore serva, ma nella realtà di tutti i giorni, e spesso nelle piccole aziende serva sapere fare davero si tutto.
# - postato da graffithouse - 22 Dicembre 2009 - 09:14
2
Secondo me, bisogna avere una specializzazione ma si deve sapere un minimo di quello che ci sta attorno.
Per esempio, un programmatore PHP deve conoscere un minimo di CSS e un grafico deve capire un minomo cosa fa uno scriptino in PHP.
3
Concordo con graffithouse ma, avendo lavorato sia in una grande azienda sia in una piccola, preferisco saper fare “beninio” un pò di tutto piuttosto che diventare un Guru su una tecnologia.
Bisogna sempre sapersi innovare.
# - postato da Marco Rossi - 22 Dicembre 2009 - 10:32
4
Ho sempre letto con piacere i libri di Heinlein proprio perché libri, frutto del pensiero ma non certo Verbo da tenere in conto, altrimenti forse oggi non sapremmo più chi siamo e da dove veniamo come Lazarus Long.
Penso che la specializzazione sia alla base di ogni attività come ad esempio quella di certi insetti, ma ovviamente non una specializzazione fine a se stessa.
Qualunque chirurgo neurologico se messo alle strette saprebbe ricucire una ferita o praticare una tracheotomia d’emergenza, non è la sua specializzazione ma è pur sempre un chirurgo e sa tenere un bisturi in mano.
Specializzarsi significa approfondire un argomento al punto da sapere tutto o quasi su quell’argomento, ma è ovvio che per lavorare in un team devi conoscere anche quello che fanno gli altri.
Ma francamente non ce lo vedo un grafico a scrivere codice.
Altro discorso, vecchio come l’Unità d’Italia sono le richieste delle aziende che cercano personale, ricordo ancora gli annunci sui giornali di 16enni neopatentati, militesenti con cinque anni d’esperienza in campo aeronautico e mission critical, mission critical c’è sempre, riempie bene la bocca, anche se poi devi andare a vendere libri porta a porta.
Quando vedo annunci di aziende che cercano un grafico con conoscenza di HTML, CSS, ASP, PHP, Coldfusion, Apache, Front Page, DreamViewer perché stanno per passare a quell’editor, e magari anche sistemista francamente mi fanno orrore.
D’accordo che tutti dobbiamo lavorare per mangiare e che un datore di lavoro è sempre ben accetto, ma certe richieste sono esagerate.
Una volta per gioco ho risposto, ho detto loro che ero un laureato in Scienze dell’informazione, mi hanno risposto che non erano una testata giornalistica ^__^
A volte più che specializzarsi basterebbe informarsi.M.
# - postato da Marco Grazia - 22 Dicembre 2009 - 10:40
5
sono d’accordo con graffithouse, ma una specializzazione (al massimo 2 altrimenti non sono più specializzazioni) bisogna averla, per differenziarsi dalla cultura dei tutorial che ormai è dilagante e secondo me ne risente molto la qualità dei lavori.
Poi il discorso si farebbe + ampio se parliamo quando una specializzazione si può dire tale: quanto devo approfondire l’argomento?
Secondo me specialista di un settore è chi ha studiato sui libri/manuali un argomento e l’ha applicato per almeno 1 anno.
6
Ho sempre ritenuto il mio saper fare un pò di tutto un limite, perche non sono mai riuscito a specializzarmi in un unica cosa.
Ma visto che a breve spero di diventare freelance credo proprio sia la cosa migliore.
7
Bella citazione, e bella domanda.
Io credo che il lavoro che uno svolge quotidianamente porti in modo naturale a specializzarsi in qualcosa. L’abitudine a programmare, per esempio, in Java piuttosto che in altri linguaggi, o ad utilizzare jQuery piuttosto che altri frameworks ci rende specializzati in questo, giorno dopo giorno. Ma chiunque faccia seriamente lo sviluppatore software sa che la cosa veramente importante è conoscere bene i fondamenti della programmazione ed avere una buona capacità di affrontare i problemi e di trovare le soluzioni giuste. La documentazione su ogni tipo di linguaggio o di framework è ormai è a disposizione di tutti, e una persona intelligente e preparata è in grado di passare da Jsf a Django o a Ruby on Rails in pochissimo tempo. Un datore di lavoro che conosce il suo mestiere più che cercare persone super specializzate dovrebbe cercare persone in gamba. Chi fa domande molto specifiche in un colloquio di lavoro sbaglia tutto. Le risposte a domande molto specifiche si possono trovare in pochi secondi, utilizzando Google, ed è quello che facciamo tutti continuamente nel nostro lavoro di tutti i giorni. Il corretto approccio ad un problema è molto più difficile da trovare su un motore di ricerca.
Lo stesso discorso vale per chi fa il grafico o progetta interfacce utente. I linguaggi, i frameworks e i linguaggi che si utilizzano sono solo strumenti. Preferisco un grafico di talento che non sa niente del web e dei suoi linguaggi ad uno con scarso talento per la grafica ma che smanetta bene con il codice. Il primo, all’occorrenza, sarà in grado di scrivere un po’ di codice in poche settimane. Html e Css non sono fisica nucleare. Il secondo non imparerà mai a fare qualcosa di bello.
8
in ambito lavorativo è sempre bene avere un minimo di conoscenze a 360 gradi.
Se poi il lavoro o le passioni portano a specializzarsi maggiormente in un settore meglio ma è un extra, secondo me.
9
Nello sviluppo non si può essere onniscenti, purtroppo. Bisogna per forza specializzarsi in qualcosa, magari in più cose, ma non conoscere per forza di tutto, a costo di farlo male!
10
Di certo a dire questo Heinlein non è il primo: ben più illustri, molto tempo prima e riferendosi proprio al lvaoro hanno detto che l’unico esperto è chi sa tutto di tutto (e che bisogna sapere tutto su tutto o quanto più si può) - Cicerone.
11
#Cristiano
mi hai fatto rivenire in mente l’aforisma di Einstein:La teoria è quando si sa tutto e niente funziona.
La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché.
Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica:
non c’è niente che funzioni… e nessuno sa il perché!
12
l’ideale sarebbe specializzarsi in tante cose…
# - postato da mario - 22 Dicembre 2009 - 16:20
13
La specializzazione è essenziale, saper fare un po’ di tutto senza eccellere non consente di ottenere grandi risultati. Resta comunque un dovere quello di rimanere aggiornati sugli argomenti affini alla propria specializzazione.
# - postato da Tommaso Baldovino - 22 Dicembre 2009 - 17:08
14
sempre con queste domandce…
è chiaro che la specializzazione estrema ti amputa del resto e che un’infarinatura di tutto ti permette di muoverti un po’ dovunque…
cosa cacchio discutiamo di questo? parliamo di questioni concrete: come reagiamo al tale problema e al tal altro: contratti, clienti piccoli, commesse grosse, passaggio ad html5, contratti, contratti, contratti, quanto chiedere, contratti e poi dimenticavo contratti per quanto chiedere…
questo confronto ci fa crescere… io ho imparato un sacco in questa community prendendo spunto di ciò che facevano gli altri…
aiutiamoci condividendo soluzioni…
15
#EsseZeta: la soluzione è la cooperazione: dove io non arrivo ci arrivi tu… Ma d’altra parte ognuno è sicuro che le cose come le farebbe da solo non le fa nessuno…
Outsurcing è la giusta via di mezzo secondo me: ad ognuno un suo blocco, esempio: realizzo un programma che al suo interno utilizza dei grafici; il motore per i grafici lo fa tizio, tutto il resto io.
16
grazie Crist…
anche per la descrizione del giochino in popup…
buone feste a tutti… :p
17
Mi pare di leggere un certo errore di interpretazione sulla “specializzazione”.
Essere specializzati a fare una cosa non vuol dire saper fare solo ed esclusivamente quello.
Io posso essere specializzato in Seo, ma se devo mettere mani in php, css o js non ho problemi; certo, un css fatto da me sarà sempre meno funzionale e bello di uno specializzato in quello.
Prendo come esempio il settore legale
Caso 1 - Un avvocato specialista in cause matrimoniali
Caso 2 - Un avvocato specializzato in diritto petrolifero.
Caso 3 - Un avvocato generico.
Se devo far causa a mia moglie vado dal primo; se devo far causa a Moratti dal secondo, per il ricorso di una multa al terzo.
Perchè?
Semplicemente fattore di interesse nel caso 1 e 2, fattore economico nel terzo caso.
Maggiore è la mia esigenza, più alto sarà il livello di servizio necessario.
Idem per il web; se devo promuovere un sito non vado dall’agenzia grafica ma cerco agenzie specializzate in questo cosi come se devo farmi realizzare un sito in flash non vado da una agenzia seo.
Se devo fare un sito generico e voglio spendere il minimo vado dal primo web qualcosa che trovo.
riguardo alla frase di Robert Anson Heinlein penso che se fosse davvero cosi ci saremmo estinti da qualche migliaio di anni…
# - postato da Fabrizio Ventre - 22 Dicembre 2009 - 19:27
18
@Tutti :) ho buttato giù il post su ispirazione di un amico che era accanto a me anche mentre lo scrivevo. mi ha parlato della sua esperienza, del passaggio da tutto-fare-su-tutto a ’specialista’ in due linguaggi su cui alla fine ha deciso di concentrare tempo, energie, investimenti in aggiornamento e formazione. soprattutto di come ha deciso di offrire le sue competenze sul mercato, appunto, come ’specialista’ e non più come so-fare-un-po’-di-tutto. beh, nella sua esperienza la specializzazione ha pagato e paga, e parlo proprio di ‘vil denaro’, nel senso che a livello di retribuzione, considerazione, anche soddisfazione il confronto non regge.
giustamente commentava che c’è sempre in agguato il problema dell’obsolescenza di certe conoscenze, del mercato che cambia, degli scenari che mutano, etc. e in quel caso ti salva la versatilità, che però non significa tanto saper fare in modo giusto decente un po’ di tutto, ma sapersi adattare senza rinunciare all’approfondimento. tutto, ovviamente, in his humble opinion :)
# - postato da Cesare Lamanna - 22 Dicembre 2009 - 19:51
19
#17 Fabrizio: è diverso… quelli sono tutti avvocati e operano allo stesso livello. Prendi un pizzaiolo, un panettiere e un coltivatore di farina: lavorano tutti col grano, ma quanti sanno della fase precedente del ciclo? (Perchè si parla di ciclo di produzione del prodotto, non di adiacenza - un po come la catena di montaggio)
20
Si dice anche che chi sa fare perfettamente una cosa è un virtuoso mentre chi sa fare un poco tutto è un genio.
Meglio genii o virtuosi?
Non consiglierei mai a nessuno di specializzarsi troppo, molto meglio saper fare un poco di tutto, si è almeno certi di sopravvivere ai cambiamenti.
E poi in Italia, nell’informatica, non esiste il concetto di specializzazione, non esiste ancora la differenza fra operaio e programmatore.
21
@lordmax
Ciao Lordmax,
non per essere pedante, ma il plurale di genio è geni, visto che il fonema ‘io’ è uno iato ed al plurale non raddoppia la ‘i’ per il fatto che le due vocali sono prodotte con una stessa emissione di fiato e sono considerate, dalla grammatica italiana, e dal buon senso, come una vocale sola che cambia semplicemente da ‘io’ a ‘i’.
Differente il caso di parole come ‘oblio’, dove la ‘i’ e la ‘o’ di ‘io’ sono due vocali distinte e, al plurale, la ‘o’ cambia in ‘i’ e la prima ‘i’ non partecipa al cambiamento rimanendo immutata. Il plurale è, portanto, oblii.
Buone Feste a tutti.# - postato da Paolo Dodet - 23 Dicembre 2009 - 18:41
22
Propongo il tema “cosa è la web-agency oggi” perché francamente non mi è chiaro.
# - postato da Pino - 23 Dicembre 2009 - 19:33
23
bisogna saper fare un po’ di tutto nel nostro lavoro
altrimenti ogni tipo di specializzazione sarebbe impossibilenessuno riuscirebbe a “specializzarsi” nello sviluppo server-side, senza conoscere almeno l’html… stessa cosa al contrario e con altri soggetti
quindi direi che è tutto collegato e chiunque è (o si ritiene, o diventerà) specializzato in qualcosa, lo deve soprattutto al resto delle sue conoscenze
# - postato da Gunn - 24 Dicembre 2009 - 18:34
24
Sono figlio di un falegname, un artigiano ebanista che all’età di 14 anni iniziò questa strada. Oltre a conoscere perfettamente il proprio mestiere, ha dovuto imparare ad installare una spina, a capire la partita doppia, ma anche ad usare il computer. Oggi, dopo 40 anni, è apprezzato proprio perchè grazie all’esperienza risolve problemi, non costruisce solo mobili. Se siete freelance dovete conoscere perfettamente il vostro mestiere, ma non tralasciare quel che lo circonda. I clienti vogliono risposte e soluzioni vincenti, subito.
# - postato da Ivan - 25 Dicembre 2009 - 11:38
25
Studio Informatica all’industriale… 1° anno di specializzazione… Devo ammettere che è interessante, anche se è davvero dura imparare come al biennio… Numerosi programmi al giorno per imparare un ciclo (for). A mio parere: la prossima generazione sarà caratterizzata da informatici specializzati in sicurezza. Bisogna aumentare le conoscenze per fornire risposte migliori…







