Una tecnologia di questo genere permetterebbe dunque non solo ai possessori di un device VR (come per esempio l'HTC Vive o l'Oculus Rift di Facebook) di godere di una user experience molto più immmersiva rispetto a quella garantita dai video a 360 gradi, ma sarebbe utile anche in settori non collegati direttamente all'intrattenimento come la modellazione 3D, i software di architettura e di progettazione.

La ricercatrice Maxime Lhuillier, protagonista della prima presentazione pubblica di questo progetto, ha utilizzato il device Garmin Virb 360 per eseguire le riprese e, tramite il software realizzato dal suo team, è stato realizzato un ambiente tridimensionale particolarmente realistico e completo. Ovviamente la qualità dell'output generato non è ancora perfetta, ma si tratta in ogni caso di un processo eseguito interamente da algoritmi, quindi senza alcun intervento manuale da parte dell'uomo. I margini di miglioramento sono potenzialmente molto elevati.

Purtroppo, per il momento i responsabili del progetto non hanno rilasciato il suo codice sorgente, parliamo infatti di un'iniziativa ancora in pieno stato di sviluppo che non sarebbe sufficientemente pronta per essere utilizzata in modo intensivo. In particolare, gli sviluppatori starebbero lavorando in modo da migliorare la creazione (e ricostruzione) delle strutture, il texturing e l'auto-calibrazione degli algoritmi impiegati.

Via 360rumors

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