Electron è sostanzialmente un GUI framework che sfrutta Chromium e NodeJS per rendere le applicazioni Web attivabili in modo simile a quelle native. Diventa quindi disponibile il supporto alle notifiche e alle operazioni offline, mentre i developer dunque sono liberi di sviluppare interfacce grafiche e varie funzionalità a corredo tramite le varie tecnologie standard per Internet (HTML5, CSS3, JavaScript).

Ma le Web App basate su Electron possono effettivamente sostituire le applicazioni native? Da anni Google commercializza diversi suoi prodotti che puntano quasi esclusivamente su soluzioni Web based. La linea Chromebook, per esempio, ha avuto un discreto successo negli USA e l'ecosistema di applicazioni Electron è in costante crescita anche perché gran parte degli utenti utilizza quotidianamente applicazioni Web o comunque servizi interamente fruibili tramite browser.

Sembra quindi che sia possibile utilizzare Chrome OS senza problemi per le comuni operazioni quotidiane anche se, ovviamente, molto dipende dalle abitudini e necessità di ciascun utilizzatore. Se ad esempio siete degli sviluppatori Web, per voi sarà la piattaforma di riferimento sarà probabilmente ininfluente. Gran parte degli IDE più gettonati sono infatti disponibili tramite Web app, basti pensare a Visual Studio Code o Atom.

Ovviamente lo stesso discorso può non avere il medesimo valore per chi deve lavorare con programmi di editing video/audio o per chi si occupa di procedure amministrative tramite un software gestionali.

Per questi ultimi potrebbe quindi essere sempre necessario rivolgersi ad un'applicazione nativa. Ma per la maggioranza degli utenti "standard" è già possibile sfruttare senza problemi un ambiente composto da App Electron. Le Progressive Web App sono poi sempre più diffuse, mentre Chrome OS può eseguire applicazioni native Linux tramite un sistema di sandbox, quindi chi necessitasse di tool nativi può ricorrere ad essi senza particolari problemi.

Il sistema operativo di Google rappresenta quindi un ottimo caso di studio per osservare l'evoluzione del mercato delle applicazioni Desktop.

Via The Verge

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