Professione blogger
Mercoledì 22 Aprile 2009 - 08:50
di Nicola Ferrari

Oltre che lettori, molti di noi sono anche blogger in prima persona: per hobby o per passione, alzi la mano chi non vorrebbe però fare di post e commenti anche la propria professione.
Negli States questo “lavoro” esiste già e ha un discreto numero di seguaci: stando a Repubblica, che riprende il Wall Street Journal, 452 mila persone trovano la loro prima fonte di stipendio nei weblog.
E con una busta paga di rispetto (grassetto mio):
Secondo i calcoli del WSJ con centomila visitatori unici al mese un sito può guadagnare 75mila dollari all’anno. Per un buon “post” i blogger possono prendere da 75 a 200 dollari, qualcuno può fare addirittura lo ’spokeblogger’, pagato dai pubblicitari per “bloggare” un prodotto.
Considerato che è un lavoro che non prevede spese di trasporti, che ha costi iniziali bassi (ma un orario tra le 50 e le 60 ore settimanali) è naturale che attiri tantissimi giovani. I professionisti, quelli che sono assunti e lavorano per una società, sono pagati tra i 45mila e i 90mila dollari l’anno, una piccola percentuale raggiunge anche i 200mila.
Una vera categoria di top blogger insomma. La lettura di queste stime colpisce, pur nella consapevolezza che questi “vip” rappresentano tutto sommato una minoranza rispetto all’interno dell’universo blogger.
Sfogliando le cifre mi sono chiesto quale scenario viviamo invece in Italia. Fatte le debite proporzioni su ampiezza e relativa “giovinezza” del blog nel nostro paese, esiste già anche qui la figura del blogger professionista capace di “vivere” sui propri post?
Categoria: Contenuti e Web Writing | Permalink
Commenti
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Qua sarebbe impensabile una cosa del genere, ma credo che dipenda soprattutto dagli stipendi medi del settore infinitamente più bassi dei corrispettivi americani..
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In Italia la televisione (fuffa per altro, che proprio in occasione del terremoto ha mostrato il peggio di sé) è ancora troppo importante, la banda larga langue. Il Web è li che aspetta, prima o poi questi lavori li avremo anche qui da noi.
3
Ovviamente in Italia i numeri sono molto più ridotti e non so quanti riescano a vivere solo tenendo un blog, credo che sia più una cosa di passione, alla fine ognuno ha il proprio lavoro e scrivere richiede tempo, lo si fa per tenere i contatti, per farsi conoscere ma temo che le motivazioni economiche non siano tra le prime.
# - postato da Mauro Accornero - 22 Aprile 2009 - 09:51
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In Italia certamente le cifre sono diverse, ma comunque ci sono piccoli editori come Robin Good o il circuito di ISayBlog che vanno molto bene. Credo che bisognerà ancora pazientare un paio d’anni per poi raccogliere ottimi frutti. Un altro problema enorme è quello dello scandaloso carico fiscale: non è possibile dare il 50% di quanto si guadagna in tasse!
5
Nicola, basta dare un’occhiata alle offerte di lavoro per articolisti e blogger: i prezzi per un post sono da 50 centesimi (ma ho letto anche 20 centesimi) a massimo massimo 2 euro… Capisci che per quelle cifre mi scrivo articoli per i miei vari siti e non per quelli di altri.
Sto cercando di migliorare il mio inglese scritto, perché la situazione in Italia sta diventando insostenibile. Non c’è il minimo rispetto per il lavoro. Qui si richiede professionalità, si richiedono articoli unici e originali e in cambio danno l’elemosina.
6
argomento molto stimolante…
…due considerazioni…NUMERO 1.
in Italia non prendi un caxxo* (scusate l’eufemismo, ma quando ci vuole…) se scrivi per Repubblica o per un altro dei grandi quotidiani di oltre (molto oltre) 50 pagg. (tra parentesi: tante pagg. solo per aumentare lo spazio pubblicitario**), figuriamoci per una dimensione di “serie B” come viene considerata quella del web writing…*amici che scrivono per quotidiani (pseudo)impegnati devono sottostare a condizioni di “ricatto” che ti aspetteresti da tutta altra parte: in pratica sono dei cinesi (quelli in 20 in una stanza di 4m.X4m. a un tozzo di pane all’ora per un prodotto scadente venduto come alto-artigianato-made-in-italy) del lavoro intellettuale…
**per un periodo ho venduto pubblicità e so che un quarto di pagina su un quotidiano arriva a costare, mediamente cinquemilaeuriiii (più i miliardi del contributo statale per la carta, come viene chiamato…)
NUMERO 2
del resto la nostra “grafomania” sta ormai mostrando la corda…
cosa scriviamo a fare paragrafi su paragrafi quando la nostra soglia di attenzione non supera le due righe?
Ormai è palese che la dimensione più consona alla nostra voglia di leggere è quella del MICRO-blog, dell’appuntino in bacheca di FB…Professione blogger?! NO, professione EsseEmmeEsseRrr
buona giornata a tutti…
>:>
7
Avevo dei colleghi collaboratori che bloggavano per il sito per il quale lavoravo e ci vivevano tranquillamente.
8
Aranzulla :D
# - postato da Andrea Paiola - 22 Aprile 2009 - 13:40
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Quoto Daniele, salvo i casi più conosciuti come Robin Good e ISayBlog (che su ordini di grandezza diversi sembrano funzionare abbastanza bene), il panorama qui da noi è comunque demoralizzante.
Come spesso accade, chiunque cerchi di “guadagnare bloggando conto terzi” si trova di fronte a paroloni altisonanti e “ricerca dell’eccellenza” per poi scoprire offerte economiche assolutamente risibili.
Capisco che giovani e studenti possano trovare in realtà come queste degli hobby o dei modi per togliersi qualche sfizio il fine settimana, ma non è per questa strada che la figura del blogger professionista si concretizzerà. Non economicamente, ma soprattutto non qualitativamente.
# - postato da Francesco Gavello - 22 Aprile 2009 - 13:59
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I blogger di talento non dovrebbero sminuire le loro qualità.
Ad esempio, nel settore dove opero, il corporate blog, noto un’incredibile dilettantismo.
Le aziende dovrebbero capire che non saper bloggare nel 2009 è una grossa penalizzazione perché i blogger indipendenti (e anche squattrinati se vogliamo ribadirlo) sono in grado di creare un blog a zero reddito ma capace di sminuire i loro prodotti e di mandare all’aria sontuose campagne pubblicitarie sui media tradizionali.
Per le aziende: “Capita l’antifona”?
Alessandro
# - postato da Alessandro Cosimetti - Blog in Azienda - 22 Aprile 2009 - 14:14
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Concordo con tutti i precedenti commenti e segnalo la mia esperienza.
Da quasi un anno sono un libero professionista e bloggo per vivere, oltre a tante altre attività che non sto qui a dire ;).
Reputo che lo scrivere per altri rinomati blog italiani al momento attuale non convenga, (anch’io sapevo degli irrisori prezzi pagati per articolo) mentre bisognerebbe scegliere di aprire un blog professionale o comunque di qualità in proprio, gestendolo come un figlio o come un’estenzione del proprio corpo ;).
I risultati con il tempo arrivano e non è detto che siano scarsi (Robin mi sembra un caso evidente).
Inoltre, proprio fra pochi giorni parteciperò come blogger professionista a dei live blogging per degli eventi legati al territorio della mia zona.
Secondo voi, potrebbe essere una nuova professionalità in Italia, quella del Live blogger?
Cioè un esperto di comunicazione e di tutti gli strumenti web 2 che permettano di seguire in diversi modi un live di un evento in particolare, tramite TV in diretta, live blogging testuali, foto, partecipazione nei commenti, interviste audio e video, strumenti di condivisione e partecipazione etc.
Cosa ne pensate?
Tra 5 anni in Italia il live blogger potrebbe essere una nuova figura professionale oppure no?
A voi.
# - postato da Mirko D'Isidoro - 22 Aprile 2009 - 14:59
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@Mirko, credo che il caso di blog live più noto in Italia, sia proprio quello di Beppe Grillo e la prova del suo “live” è il noto V-Day.
Il suo è stato un lavoro da “spartiacque”.
Alessandro
# - postato da Alessandro Cosimetti - Blog in Azienda - 22 Aprile 2009 - 15:50
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@ Mirko Di Isidoro
Ho fatto un giro sul tuo blog ed ho notato che è tappezzato di annunci pubblicitari, in alcuni casi ben mimetizzati all’interno delle pagine. Non voglio assolutamente polemizzare con questa scelta, né intendo fare domande retoriche. Quindi la mia domanda non retorica è: ci puoi dire, a grandi linee, quanto guadagni con questa pubblicità? Oppure, se preferisci, quanto guadagni ogni 100 visite?
Visto che la discussione è sulle opportunità di guadagnare con un blog, potresti fornirci qualcosa di concreto per sviluppare il dibattito. Se ti va, naturalmente.# - postato da Alessandro - 22 Aprile 2009 - 15:59
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@Alessandro Cosimetti:
—————ottima segnalazione, volevo il parere in merito a noi comuni mortali ;).
————
@Alessandro:
————I miei introiti sono un insieme di vari metodi di monetizzazione, dalle affiliazioni alla pubblicità diretta, da google adsense ai text link a pagamento.
Diciamo che solo con il blogging raggiungo un normale stipendio di un dipendente qualsiasi.
Tengo a precisare che non gestisco solo questo blog, ma ne ho diversi in quanto sto per creare un mio piccolo blog network.in questo caso, per alcuni di questi blog, non ho ancora iniziato la fase di monetizzazione, quindi i margini per incrementare di molto gli introiti ci sono.
Inoltre, e finisco, il blogging non è la mia unica fonte di guadagno, sono anche un blog designer e quindi lavoro anche per clienti veri e non virtuali.
E anche qui quindi ci sono altri incassi che si vanno ad aggiungere al resto.
Spero di essere stato esaustivo. Anche in Italia, se il lavoro viene realizzato con constanza, metodo e professionalità, qualcosa di buono esce sempre ;).
Buon blogging ;)
# - postato da Mirko D'Isidoro - 22 Aprile 2009 - 18:12
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@daniele
quoto pienamente
cmq ricordo che la rete può cambiare molte cose e piano piano anche qui in italia magari si avranno non solo lavori simili, ma anche un contesto di blog più vissuto e professionale.
16
@Mirko, come caso “comune” posso citarti quello di Lucia che io stesso seguo in prima persona.
Ne ho parlato anche sul TagliaBlog:
http://blog.tagliaerbe.com/200.....ment-12387
Alessandro
# - postato da Alessandro Cosimetti - Blog in Azienda - 23 Aprile 2009 - 12:13
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@Alessandro Cosimetti:
—————letto l’articolo e mi complimenti per il lavoro svolto in modo metodico sfruttando le varie risorse web 2 che la rete di offre.
Da questo punto di vista, diciamo che abbiamo un profilo comune ;).
Buon blogging.
# - postato da Mirko D'Isidoro - 23 Aprile 2009 - 12:32
18
[…] Ispirata da un post di Edit intraprendiamo oggi una discussione che mi preme. Il “lavoro” del blogger. Anzi senza virgolette. In America guadagnano davvero tanti soldoni, qui in Italia pochi hanno raggiunto quei livelli (Geekissimo con Sayblog che sono diventati una vera testata editoriale in poco tempo) e pochi altri… […]
# - postato da Professione blogger: c’è chi ci campa… | Italian webdesign - 24 Aprile 2009 - 07:44
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ciao ragazzi, io son pagata x bloggare in spagna, mi danno 2 euro, ma ho deciso di mettermi in proprio, sapete fuori ci sono le reti di blogs che hanno gia i loro advertiser fissi, se hai un blog ispano con molte visite ti accettano dentro come socio e quindi si dividono i guadagni, la differenza è che io singola col cavolo convincero mai i advertiser a pagarmi cifroni, ma entrando in societa coi pezzi grossi si, ad ogni modo se vi va di fare qualcosa di corporativo fate un fischio, ho anche due blogs in italiano ma piccoli per ora, ciao e baci
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vorrei scrivere blogg per modellismo. lo fatto gia diverse volte. c’è possibilita di farlo
# - postato da fabrizio - 04 Agosto 2009 - 20:28
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Già la parola “blogger” come professione mi fa ridere, soprattutto se in lingua italiana…
Ma fatemi il piacere…
Gli unici che su internet ci guadagano sono i motori di ricerca (sul vostro “lavoro” di scrittura) e di venditori di servizi software.. e le testate di un certo livello già presenti sul cartaceo..
Beppe Grillo è un caso a parte.
Lui è il so brand e può solo veicolarlo via internet.E chi dice che guadagna 1000 euro vi prende solo in giro…
# - postato da greg - 10 Aprile 2010 - 23:54







