Il mercato dei libri dedicati allo sviluppo web
Venerdì 22 Febbraio 2008 - 08:23
di Cesare Lamanna

Come ogni anno, su O’Reilly Radar viene presentata una serie di post che illustra con dati, tabelle e analisi comparate lo stato attuale del mercato dei libri tecnici e informatici. Il primo post è dedicato ad uno sguardo di insieme sulle tendenze emerse nel corso dell’anno 2007 (i dati fanno riferimento al mercato americano e riguardano tutte le case editrici, non solo O’Reilly).
Restringendo l’ambito di questo mio post agli argomenti di cui più ci occupiamo su Edit, mi limito a segnalare un dato. Due delle tre categorie che hanno denotato un calo piuttosto significativo di vendite sono quella legata alla creazione di pagine web (HTML e CSS, per intenderci) e ancor di più quella legata alla programmazione per il web (PHP, Javascript, Ajax, etc). La mappa allegata al post non è chiarissima ma rende l’idea: le aree in verde significano ‘andamento positivo’, quelle in marrone/rosso ‘andamento negativo’.
Siete stupiti da tutto ciò? Qualcuno ha dati del genere sul mercato italiano?
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Commenti
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No, assolutamente. In fondo con la velocità con cui si evolvono le tecnologie in rapporto al costo dei manuali/libri ed in rapporto anche con la grande diffusione di tutorial gratuiti che ci sono sul web è normale che le vendite sono calate.
Personalmente ho acquistato libri due anni fa per completare la mia preparazione in php, javascript e css ma ora come ora non credo ne prenderei altri per questi argomenti anche perchè su forum o sul sito di php c’è tutto…
dovessi iniziare con un nuovo lunguaggio (ad es ASP o JSP) potrei pensarci ma dubito…
2
Personalmente tranne anni fa poi non ho acquistato più nessun libro di informatica.
Penso che sul web troviamo molto di più e spiegato molto meglio.
Di conseguenza il libro rimane una spesa inutile… tra l’altro una grande spesa visti i costi dei libri tecnici.
# - postato da Nothing - 22 Febbraio 2008 - 09:39
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Concordo con Paolo, ho comprato 3-4 libri negli anni e praticamente prima che riuscissi a studiarli per intero erano già uscite le versioni del software successive. I libri costano 50-60 euro, e hanno una vita media decisamente corta per giustificarne la spesa.
Inoltre online c’è tutto, ed è tutto aggiornato, quindi possono andare bene per un’infarinatura ma poco di più.# - postato da \\Dav - 22 Febbraio 2008 - 09:39
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Concordo con voi;resta però il fatto della comodità cartacea che in molti casi è decisamente conveniente. Inoltre sul web c’è si di tutto, ma anche materiale di dubbia esattezza, e va sempre vagliato attentamente, capire se l’autore ed i contenuti siano attendibili.
Quanti rispettano tali requisiti?# - postato da Alex - 22 Febbraio 2008 - 10:04
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Per me la versione cartacea è irrinunciabile, posso avere la libertà di studiarmi le cose anche senza PC acceso. Magari, se ho un tarlo che mi rode in testa, posso leggere qualcosa anche prima di andare a dormire!
Io ho acquistato libri tecnici e continuerò a farlo. Gli ultimi due sono stati su Python e Django. Qui in Italia sarebbero costati un occhio della testa, su Amazon, con sconto del 34% e cambio favorevole, li ho pagati circa 20 l’uno. Anche con l’aggiunta delle spese di spedizione, il prezzo è rimasto decisamente accessibile.# - postato da BackInTime - 22 Febbraio 2008 - 10:16
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Quando un libro da 30 o più euro (se ben fatto) fa risparmiare un’ora di lavoro, anche una sola volta nella vita del libro, allora il costo è ripagato. Se una spesa di 30-60€ per la propria formazione è eccessiva, allora forse c’è qualcosa che non va nella professione (o nel modo in cui ci si forma).
Inoltre si spera che un libro sia completo, strutturato, referenziato, controllato e ricontrollato.
Io personalmento ho comprato e compro libri, quando ho necessità di una buon supporto per la formazione.
Ammetto che questo mio discorso potrebbe pure essere influenzato dal fatto che un paio di libri li ho scritti anche io.
# - postato da Gianluca - 22 Febbraio 2008 - 10:39
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Io continuo a comprare libri tecnici informatici. E’ vero costano tantissimo :( ma sulla carta riesco a studiare molto meglio che sul computer. Poi certo, quando sto lavorando ad un progetto la mia prima risorsa è internet; ma durante la fase di “apprendimento” preferisco di gran lunga il libro.
8
Personalmente ho comprato 3/4 libri, non sono mai andato oltre alla 10 pagina, non mi piace proprio il metodo di apprendimento usato sui libri, preferisco pormi le domande per i problemi che devo affrontare di volta in volta e cercare una soluzione con un po’ di logica e con una buona ricerca su google.
# - postato da Alessio Michelini - 22 Febbraio 2008 - 14:32
9
Ciao Alessio,
permettimi di dissentire col tuo metodo di studio. Sapere a priori come funzionano le cose e magari avere un manuale che fornisce gli strumenti per non dover andare a pescare ma per sapere “come funziona” e “perché funziona così” è condizione quasi indispensabile per apprendere in modo approfondito, non superficiale, un argomento.# - postato da Gianluca - 22 Febbraio 2008 - 17:55
10
Ma non credere gianluca che non mi vado a domandare perchè funziona così, solo che leggere un libro che mi dice fai questo quello e quell’altro senza che io ne abbia un immediato bisogno, fa in modo che quello che ho letto me lo scordo dopo 3 secondi.
Ma se io ho bisogno di sapere una cosa per un determinato problema, cercando la risposta “gratis” su internet, risolvo il problema e mi permette di capire le modalità di risoluzione del problema.
Io ho appreso sempre in questo modo, non dico che è il migliore, ma è un metodo che per me funziona, poi magari per te è il contrario.# - postato da Alessio Michelini - 22 Febbraio 2008 - 18:14
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A me piace molto imparare cose nuove e d’altra parte per me è fondamentale, visto che non ho una preparazione universitaria specifica per quello che faccio.
Ho utilizzato molto i libri all’inizio, per imparare le basi (ad esempio di flash o dell’html). Quando sei concentrato ad imparare una cosa di cui sai zero credo sia importante che le istruzioni siano chiare e soprattutto in italiano, per cui considero i libri indispensabili per i newbie
Una volta che sai le basi puoi utilizzare i forum, in assoluto la forma migliore di apprendimento secondo me. Html.it (con i suoi utenti) ha avuto un ruolo fondamentale nella mia preparazione.
Per quanto riguarda invece il design mi piace molto acquistare libri (nonostante il costo) su letterhead, loghi e formati sperimentali. Mi piace sfogliarli la sera, è molto rilassante.
Ad ogni modo per quanto riguarda aspetti più tecnici i libri sono ovviamente indietro, al massimo è possibile trovare qualcosa in inglese, ma rispetto al web sono molto indietro.
Ad esempio non ho trovato assolutamente nulla sul posizionamento, mentre ci sono un sacco di Ebook utilissimi e molto chiari… se solo trovassi come stamparli in brossura!!! le spirali non stanno bene in libreria!
# - postato da Luca Futura - 23 Febbraio 2008 - 00:27
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Alessio, rispetto molto il tuo approccio, ma mi permetto di replicare, giusto per spiegare meglio la mia posizione, dato che temo di essere stato poco chiaro (la solita fretta!).
Il tuo approccio, che definirei top-down, se non ho mal compreso parte direttamente dalla pratica: ho un problema > cerco la soluzione > cerco di capire come e perché funziona così. Nulla di sbagliato, ma credo non sia il solo approccio possibile e neppure quello consigliabile.
La mia idea è che, soprattutto per iniziare, un libro permette un approccio che io definirei bottom-up: comprendo le basi > comprendo i meccanismi > comprendo i meccanismi evoluti. Fatto questo il tuo approccio è il passo successivo, non quello di partenza (sempre, ovviamente, a mio modesto avviso).
Ad esempio, in questi giorni comincio a sperimentare delle cose in Java EE (una infarinature di Java SE ce l’ho) ma mi sto rendendo conto che ho grosse lacune lato Enterprise e che la ricerca di soluzioni a problemi pure banali me la sarei risparmiata con un buon manuale che, passo passo, mi avesse guidato da SE a EE.
Quindi presto mi comprerò un buon manuale sull’argomento.
Per quanto riguarda l’invecchiamento precoce, non generalizzerei. Pensiamo a linguaggi come HTML, XML, XSLT, CSS: non mi pare che negli ultimi anni siano cambiati molto (o affatto), una buona guida è valida oggi come qualche anno fa.
# - postato da Gianluca - 23 Febbraio 2008 - 11:41
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Ho sempre acquistato dei libri per imparare le nuove tecnologie legate alla rete, questo anche per via di una mia difficoltà a studiare davanti al monitor. Tuttavia la velocità con la quale i manuali divengono obsoleti mi ha indotto a stampare i vari manuali che posso trovare in rete in modo del tutto gratuito. Credo che il dato di cui si parla nel post sia del tutto in linea con i tempi: l’open avrà la meglio. Basta pensare che il New york Time tra poco eviterà l’edizione cartacea. Siamo di fronte ad una rivoluzione culturale.
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Trovo abbstanza inutili molti dei libri che vengono stampati. Grossolanamente li dividerei in:
- reference (più o meno ragionate);
- cookbooks;
E’ rarissimo trovare libri che si discostino da questo schema con un atteggiamento critico e che ti vogliano spiegare a fondo un argomento: quasi tutti i libri non vanno oltre il livello “intermedio”, di avanzato c’è ben poco e se hai bisogno di informazioni più dettagliate puoi trovarle quasi esclusivamente online. Va anche detto che alcuni dei pochi libri avanzati sono scritti in ostrogoto: nel tempo ho visto ad esempio libri che cercano di portare il developer PHP intermedio a capire come usare un framework, ma siamo nell’ambito della lettura ostica, molte cose vengono date per scontate e non si arriva a seguire facilmente un ragionamento. Poi c’è una categoria di libri che cominciano bene e finiscono a pizza e fichi oppure che hanno titoli di paragrafi molto promettenti e contenuti scadentissimi. Insomma… orientarsi è molto difficile, propongo la creazione di un blog OneBook per dissipare dubbi ed avvisare sugli improbabili acquisti che a volte facciamo.# - postato da briga - 24 Febbraio 2008 - 13:39
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Apprezzo l’idea di OneBook, almeno come orientamento. In realtà poi basta andare in una libreria con un divanetto (tipo Feltrinelli o Mondadori), prendersi 15 minuti e leggere un capitolo per capire se un libro merita l’acquisto oppure no.
Io compro almeno 5 libri tecnici all’anno (di quei mattoni da 300 pagine almeno, e 40 euro almeno). Soprattutto PHP e Javascript. Raramente mi è capitato di pensare fossero soldi buttati: alla peggio, una “ricetta” utile la trovi sempre, e riesci a “rivenderla” nel tuo lavoro di ogni giorno per recuperare l’investimento. Nella maggior parte dei casi, mi ha fornito una visione “diversa” sull’argomento.# - postato da paperogiallo - 24 Febbraio 2008 - 16:20
16
@paperogiallo
Io non ho rapporti con libreria “fisiche”, compro online da molti anni (e non penso siano pochi qui quelli che acquistano su Amazon)
# - postato da Mauro - 26 Febbraio 2008 - 09:05
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Anche io compro su Amazon (o meglio, faccio comprare a chi fa la spola con UK e USA), ma solo i libri in lingua inglese. E per questi, ovviamente, non vale la mia soluzione, ma basta un po’ di fiuto… ;)
# - postato da paperogiallo - 26 Febbraio 2008 - 11:03
18
@paperogiallo
Beh, non sempre basta il fiuto, e nemmeno gli anni di esperienza. Ricordo -un esempio tra i vari- un libro sull’OOP in ActionScript scritto da uno sviluppatore piuttosto noto, che si rivelò decisamente deludente. Nello stesso periodo, una firma ignota realizzò un libro molto più apprezzato sullo stesso argomento. Di recente, in un pdf acquistato online sul sito di una grossa casa editrice, ho rinvenuto errori di codice (non esattamente “typos”) inauditi…
# - postato da Mauro - 26 Febbraio 2008 - 13:46







