Caro Bill…
Lunedì 22 Gennaio 2007 - 10:35
di Alessandro Fulciniti

Una delle caratteristiche che più apprezzo di un blogger è la capacità di riprendere segnalazioni a notizie, risorse e articoli (magari anche non troppo
recenti) e aggiungerci del proprio, tali da renderli dei veri e propri inviti alla lettura, alla riflessione e al commento dei lettori. In questo credo che Roger Johansson sia in grado di eccellere. Ne è un esempio la recente segnalazione di Seven Accessibility Mistake (parte uno
e due) di Chris Heilmann pubblicato tempo fa su Digital Web Magazine.
Ho trovato davvero notevole poi Bill Gates on Web standards: Huh?,
la segnalazione di Who Questions Bill Gates Commitment to Web Standards?, l’intervista di Molly E. Holzschlag a Bill Gates sui Web Standards pubblicata a dicembre dell’anno scorso, la cui segnalazione ci è sfuggita qui sul blog.
Johansson commenta il fatto che la Microsoft ha mostrato il suo impegno nel fornire strumenti per gli sviluppatori di applicazioni, un po’ meno nel rendersi conto
che anche i web developers sono importanti; e che Bill Gates, a giudicare dalle risposte date a Molly, non sa cosa siano e quanto sono importanti i web standards. Oserei dire monumentale la conclusione di Johansson, che riporto tradotta:
No Bill, non è questo il motivo per cui la gente è scettica. È scettica perchè trova difficile da credere che la compagnia più ricca del mondo non possa riuscire a realizzare un browser il cui supporto per i web standards è pari a quello di browser creati da organizzazioni non-profit, progetti open source e da singoli individui.
Amen.
Categoria: Software e Servizi | Permalink
Commenti
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molto interessante…
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Infatti, nemmeno io, come tanti altri, credo che la Microsoft non sia in grado di sviluppare un browser che possa supportare i web standards.
Credo invece che probabilmente gli standards per il web forse li vorrebbe dettare lei .
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Infatti, nemmeno io, come tanti altri, credo che la Microsoft non sia in grado di sviluppare un browser che possa supportare i web standards.
Credo invece che probabilmente gli standards per il web forse li vorrebbe dettare lei .
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Le specifiche CSS riportano due problemi:
- Proprietà la cui implementazione è facoltativa (es: generated content);
- Limitazioni nell’implentazione della specifica (contemplate per esempio a proposito di alcune caratteristiche come il ‘text-indent’ negativo)
Allo stato attuale, ossia con una mancanza di modularità, i browser sono liberi di supportare o non supportare determinati aspetti delle specifiche. Se si legge le tesi di laurea di Hakon Wium Lie, si capisce come i CSS abbiano ancora molta strada da fare, non solo i browser.
In altre parole, oggi un browser può liberamente scegliere di non implementare, poniamo, il contenuto generato, perchè le specifiche, non modulari, lo consentono.
Con i CSS3, che saranno modulari, un browser sarà ipso facto costretto ad implementare un modulo
in toto. Ma per ora non è così.Le polemiche contro MS e B. Gates sono sterili.
Anche Opera, per esempio, ha un’interpetazione parziale e quel che è peggio proprietaria dei CSS Aural, quando potrebbe, seguendo la logica di Molly, implentarli in toto, favorendo così l’accessibilità delle pagine Web.Che lo vogliamo o no, MS e IE hanno tra l’85% e il 90% del mercato. Come hanno scritto su Position Is Everything, fare la lagna non serve a niente.
Piuttosto il WASP dovrebbe spingere il W3C a darsi una mossa con le future specifiche.
:)
# - postato da Gabriele Romanato - 22 Gennaio 2007 - 13:06
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IE arriva si e no all’80% … certo non è poco ma il dato è in declino da tempo e la percentuale utile solo ad indicare il rapporto utenti VS utonti di wondows.
Gli standards non sono solo css … IE ha tante carenze in meno rispetto gli altri, passando per ECMAScript, DOM e tanto altro ancora ma una cosa è certa, le polemiche a Gates sono sterili, non tanto perchè non servano a lui per capire meglio cosa si aspetta la gente dalla sua azienda, quanto perchè probabilmente non sa veramente di cosa si parla quando si fa riferimento ai Web Standards o a cosa non vada bene in IE nei loro confronti, dato che ritengo sia difficile che una persona a capo di un’azienda enorme con decine di divisioni software sotto possa conoscere veramente tutte le reali problematiche di ognuno di questi.
Non a caso ha scritto di chiedere a Dean … ma si spera che a forza di sentirsi dire sempre le stesse cose riguardo IE ci parli lui con Dean, dandogli anche una bella tirata di orecchie.
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Faccio presente che la Microsoft non vuole realizzare un browser conforme al W3C per il semplice motivo che lo ritiene uno standard ostile.
E’ convinta, da sempre, di essere lei lo standard…..
Qualunque altro viene rifutato o viene incorporato solo quando se ne può prendere il merito o torna utile alla sua politica di mercato…..# - postato da Ratamusa - 23 Gennaio 2007 - 11:37
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Io personalmente sono favorevole agli standard, e quindi non sono favorevole a M$ ed ai suoi prodotti.
Ma non credo che la cosa sia dovuta a “non capacita`”, o generica “non volonta`”; ma ad una specifica politica commerciale della M$.
Se i prodotti Microsoft non seguono gli standard e` perche` questo conviene.Io credo che anzitutto M$ voglia mantenere la compatibilita` con le versioni passate, e questo conviene piu` della adesione agli standard: in effetti questo porta ad una fidelizzazione della clientela: ormai abituata a lavorare in un modo, non vuole cambiare. Inoltre la introperativita` tra i vari prodotti e` piu` importante della adesione a quello che fa la concorrenza. E modificare un prodotto puo` voler dire perdere questa interoperativita`.
C’e` anche un’altra considerazione: la capacita` totale di produzione: i prodotti aperti possono contare su una “manodopera pensante” di milioni di persone, ciascuno magari da` un contributo piccolo, quasi trascurabile, ma messi tutti insieme diventano imbattibili. Chiaramente una ditta non puo` lavorare in questo modo: deve avere i suoi brevetti e sfruttarli al massimo, e deve sviluppare tutto al suo interno. Per quanto bravi siano i suoi dipendenti non possono competere con l’enormita` dell’intelligenza distribuita della concorrenza.
Per concludere: ognuno fa` i suoi conti: finche` i prodotti M$ rendono, e finche` la strategia aziendale consigliera` una certa linea non ci sono speranze che le cose cambino. Comunque negli ultimi anni abbiamo assistito ad un cambiamento enorme: prima era un monopolio assoluto, ora c’e` concorrenza: la “ditta” deve fare i conti con un’altra entita`, che in qualcosa e` migliore e in qualcos’altro e` peggiore (senza entrare nel merito di quanto e` meglio e quanto e` peggio): il futuro si presenta incerto, difficile ma molto stimolante, sia per i diretti concorrenti, che per noi utilizzatori: comunque dovremo conoscere le due (o piu`) realta` e confrontarle, per operare una scelta.
# - postato da Mich_ - 23 Gennaio 2007 - 11:38
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Il problema di Microsoft non è la compatibilità verso se stessa (nel presente, nel passato e nel futuro), spesso parecchio difettosa (pacchetti office o internet distanti 2 o 3 anni fra di loro),
ma verso l’esterno, evitata per quanto possibile se non è possibile monopolizzarlo.
……Zune docet…… E’ suo diritto farlo, ovviamente, se, però, ne venisse qualcosa di positivo per tutti sarebbe meglio…..Non mi sembra sia capiatato molto spesso, ultimamente….# - postato da Ratamusa - 23 Gennaio 2007 - 11:53







