Si tratta di un risultato importante per un'iniziativa nata con lo scopo di eliminare i costi di cifratura del traffico Internet. L'idea di automatizzare i processi di erogazione, attivazione, validazione e rinnovo dei certificati SSL, così come le procedure di configurazione dei Web server per il supporto al protocollo HTTPS, si sarebbe rivelata quindi vincente, soprattutto dal punto di vista dell'abbattimento degli oneri di gestione e della diminuzione della complessità di un sistema prima relativamente costoso, soprattutto per il progetti di piccole e medie dimensioni.

Passata dal 5% del maggio 2016 all'attuale 36.68%, Let's Encrypt occuperebbe oggi una quota di mercato quasi doppia rispetto all'operatore in seconda posizione (COMODO CA Limited con il 19.21%) e più che tripla se confrontata con quella della GeoTrust, terzo gradino del podio con l'11.23%. Nettamente più marginali i market share di GoDaddy, Symantec, DigiCert e Amazon, nessuno dei quali riuscirebbe a raggiungere percentuali a due cifre.

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La presenza di Let's Encrypt potrebbe subire un ulteriore incremento nel corso dei prossimi mesi, a partire dal gennaio del 2018 la piattaforma dovrebbe essere infatti in grado di emettere anche i certificati wildcard, fattore che unito al sempre più diffuso monitoraggio lato browser sull'utilizzo di HTTPS per i siti Web dovrebbe determinare una maggiore attrattiva da parte del servizio.

Let's Encrypt, ha avuto anche il merito di spingere buona parte dei principali hosting provider a fornire gratuitamente il supporto ad HTTPS tramite certificati SSL. Ma rimane comunque il problema della centralizzazione: ad oggi oltre 50 milioni di siti Internet si appoggiano ad un'infrastruttura che dovrà dimostrare la sua affidabilità riuscendo a scalare nonostante l'ingente incremento delle richieste.

Via NetTrack

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