Lo stile italiano di Internet
Venerdì 21 Novembre 2008 - 09:28
di Nicola Ferrari

L’Italia? “Bastion of digital indifference” secondo The Guardian che dedica un pezzo al Belpaese dal titolo “This is social networking, Italian style”.
L’articolo (qui la versione originale) punta il dito su alcuni dati che tratteggiano una certa “lentezza” italiana verso l’uso di Internet, andando a citare anche aspetti culturali e sociali.
A colpirmi però certe analisi più “tecniche“, tipo:
Italy continues with older IT practices that many of the digital generation would find puzzling - Flash-infested websites that are less-than-functional shop windows, a sometimes poor response to emails.
Oppure:
The median amount of time Italian internet users spend online has actually decreased between 2007 and 2008, according to one survey by tech trend specialists JupiterResearch. [..] Could it be that Italians have better things to do? Face-to-face networking, old-fashioned chat and time to share news and gossip over a game of cards in the shade of a village piazza, perhaps - the same things that draw thousands weary of net-driven modern life to Italy every year?
che mi suonano come generalizzazioni un pò spinte.
Non ho intenzione di chiamare in causa luoghi comuni nè provocare dibattiti a base di frasi fatte e chiedo: questa è la visione internazione dell’Italia online?
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Commenti
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“The median amount of time Italian internet users spend online has actually decreased between 2007 and 2008, according to one survey by tech trend specialists JupiterResearch. [..] Could it be that Italians have better things to do?”
e sarebbe poi una cattiva notizia, ammesso che sia vero?
# - postato da fiamma - 21 Novembre 2008 - 10:16
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Secondo me hanno ragione, in Italia siamo tremendamente indietro su tutto
# - postato da Paolo Ferretti - 21 Novembre 2008 - 10:23
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IMHO prima di scrivere l’articolo hanno visto Gomorra al cinema e hanno pensato che l’Italia sia tutta così…
Certo una puntina di verità c’è nell’articolo… Ma è uno stile di scrivere sputando (o di sputare scrivendo) che non capiamo e non ci appartiene. Pertanto, da bravi signori inglesi, ignoriamo.
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“questa è la visione internazione dell’Italia online?”
vista la visione internazionale dell’italia OFFLINE direi che questi sono complimenti a confronto… :)
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Secondo me hanno ragione. Per la maggior parte degli italiani adesso internet significa facebook, chat e download di musica e film.
Se contatti un’azienda via email sei fortunato se hai una risposta in settimana. Se invii un CV nessuno risponde.
Se contatti un e-commerce passano giorni prima che qualcuno si degni di scriverti.
Ho fatto la prova con siti americani. Rispondono al volo. Ho inviato CV all’estero (USA e UK) e hanno risposto con cortesia anche se non interessati. Ho contatto e-commerce (Amazon) e hanno risposto nel giro di 2 ore.
Seguo più blog esteri che italiani e il divario che c’è con noi è enorme.
C’è più cultura “informatica” rispetto a noi. Hanno inventato (gli americani) tecniche di promozione online e le seguono secondo le giuste regole, mentre da noi vengono ribaltate a fini spam.
Ci sarebbe da scrivere un libro, ma dubito di avere spazio a sufficienza in un commento.
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considerando che per il resto stiamo a cavallo tra terzo mondo e barzelletta, direi che la visione tratteggiata è piuttosto equilibrata e quasi ottimistica :)
ovviamente c’è tutta una fetta di ottima cultura e uso di internet, ma se qualcuno ha a che fare con aziende e aziendine varie, vedrà che spesso la spesa (anche minima) per avere un sito web è considerata tra l’inutile e l’incomprensibile, e l’email non viene usata
# - postato da opussum - 21 Novembre 2008 - 10:48
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Bravo Daniele!
Il divario c’e’ ma non e’ cosi grave, flash infested websites e’ proprio una esagerazione. Il problema e’ piu’ cultura informatica. Quello che invece in pieno e’ la lentezza a rispondere nelle email, se non proprio il non rispondere affatto.# - postato da Martin Sarsini - 21 Novembre 2008 - 10:49
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è anche peggio, ma in senso generalizato non solo online :p
# - postato da Jan Tonellato - 21 Novembre 2008 - 10:49
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@opussum
Parlo per esperienza… calcola che per molte aziende (aziendine o no è secondario), il primo problema è un italiano corretto, sia scritto che parlato… Altro che comunicazione integrata…
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Flash-infested websites
Vero, Flash deve morire o quantomeno subire una bella ridimensionata… si tende ad utilizzarlo troppo quando sarebbe sufficiente un po’ di javascript e css…
# - postato da Alberto - 21 Novembre 2008 - 11:05
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tutta colpa di italia.it e di ciccio rutelli che provava a parlare inglese… “please visit italy!”
lo dicevo io che quel portale non doveva uscire dai pc dei “programmatori”… bella figura ci abbiamo fatto.
speriamo di rifarci con italia.info
# - postato da saibal - 21 Novembre 2008 - 12:46
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Secondo me non è stato compreso bene il senso dell’articolo del Guardian che, invece a mio avviso, dipinge un tratto del tutto positivo degli italiani.
Si afferma infatti che non siamo così condizionati dalla tecnologia rispetto al resto del mondo, e la foto pubblicata nell’articolo ha colpito assolutamente nel segno.
Come hanno scritto a Treviso: “meno internet, più cabernet”.
E finiamola di autocommiserarci e parlarci male addosso che abbiamo una infinità di talenti e pregi che il mondo ci invidia… su… un po’ di sano patriottismo e amor proprio. :)
# - postato da mt - 21 Novembre 2008 - 13:16
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Prendete l’immagine di Napoli, oppure prendete qualche immagine della campagna del sud italia degli anni ‘60, aggiungeteci un po’ di Berlusconi che dice le barzellette, ed avete fatto l’immagine dell’italia che si ha all’estero.
Quindi quello che si dice nell’articolo, corrisponde esattamente a quello che pensano di noi.
Io ci provo a spiegargli che l’italia e’ ben diversa, e quando gli dico che in italia non esistono i Spaghetti Bolognese (o Spaghetti Meatballs) che altro non sono che Spaghetti cotti per 1 ora con delle polpette oscene sopra, ci rimangono male.# - postato da Alessio Michelini - 21 Novembre 2008 - 14:03
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assolutamente d’accordo.
L’Italia è un paese del terzo mondo nell’IT
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Certo che hanno ragione, e ce l’avranno pure tra un bel po’ di anni ;)
… purtroppo, s’intende :(
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Abbiamo tante qualità, abbiamo tanti cervelli, abbiamo tante bellezze, ma sprechiamo tutto in modo assurdo. Avere un’infinità di talenti e pregi assolutamente inutilizzati equivale a non averli.
All’estero hanno capito benissimo quale sia la situazione italiana, sono soltanto gli italiani a (fare finta?) di non capirlo.
Semu misi male…
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Qualche mese fa stavo guardando i siti web di varie universita’ e gruppi di ricerca italiani e non. La differenza era abbissale. A volte le pagine italiane non erano nemmeno state updatate in 2 anni! E c’erano ancora i simboli “under construction”.
Triste ma vero.
Per quanto riguarda la ragione non saprei, ci sarebbero varie possibilita’.
# - postato da Diego - 21 Novembre 2008 - 15:51
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[…] buona lettura […]
# - postato da Anakyn » Blog Archive » belpaese - 21 Novembre 2008 - 15:55
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Ma io dico, che è questa moda di fare articoli e articoli su altri paesi?
Scrivete degli affaracci vostri che noi pensiamo ai nostri.
# - postato da Slam - 21 Novembre 2008 - 15:58
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Slam loro scrivono a tonnellate di articolo “loro”, ma ogni tanto parlano anche degli altri e, puntualemnte, noi italiani siamo subito a farne la discussione di stato.
Pienamente daccordo con l’articolo.
Basta guardare gli annunci di lavoro italiani contro annunci americani su, ad esempio, webdesigner.ITA: Cerchiamo Web designer con almeno 1 anno di esperienza che sappia actionscript, flash, html, asp, php, mysql e che abbia uno spiccato talento per tutto.
USA: Cerchiamo web designer con elevata esperienza di CSS… diamo priorità a chi conosce il progressive enhancement ecc..
no?
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D’accordo cogli ultimi commenti.
@Yaca: ti è mica sfuggito che da noi ogni tanto cercano “programmatori in HTML”? :)
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@Yaka: il fatto e’ che all’estero magari cercano persone che hanno conoscenze in vari campi, come dal sapere bene come usare i CSS, ma anche programmare in Php (o altro), e magari conoscere anche flash, ovviamente piu’ esperienza ha meglio e’.
La differenza con l’italia, e’ che mentre nel “belpaese” vogliono che sai tutto per 3 soldi (e ti trattano pure male a volte), all’estero magari ti pagano molto bene, ti fanno crescere dandoti tempo per la ricerca (ma anche pagandoti corsi spesso), e cercano di tenerti il piu’ possibile.
Per questo me ne sono andato dall’Italia, e finche’ le cose non cambiano non penso proprio di tornare.# - postato da Alessio Michelini - 21 Novembre 2008 - 17:21
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@Yaka: dimenticavo, complimenti per il tuo sito, mi piace molto :-)
# - postato da Alessio Michelini - 21 Novembre 2008 - 17:22
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Grazie!
Hai perfettamente ragione ma il senso che volevo dare al post era leggermente diverso. Volevo sottolineare che qui in Italia siamo rimasti ad annunci di lavoro che sembrano del 2002. I CSS non sono nemmeno accennati come requisito (che per un webdesigner è fondamentale). In altri stati addirittura vanno sullo specifico (progressive enhancement) per fare un esempio.Poi, che le agenzie italiane pretendano di avere un candidato genio ed eclettico, pagandolo 1000euro in cocopro.. questo è un’altra disgrazia italiana :)
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questa non è la visione internazionale,
ma la situazione dell’italia onlinela maggior parte delle aziende sono in mano agli anziani, che non conoscono Internet, e nemmeno chi lo usa ne sfrutta le potenzialità
si salva solo l’entertainment, perché Internet è diventato il luogo in cui gli impiegati nullafacenti (e ne abbiamo parecchi) si imboscano pur di non lavorare
# - postato da Mik - 22 Novembre 2008 - 04:16
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ha ragione..il resto d’Europa è molto avanti nell’it rispetto a noi.
e sicuramente qui non siamo tutti stupidi!
siamo indietro per colpa di certa gente.
Alessio,hai fatto bene ad andartene visto che avevi quest’opportunità.# - postato da studente squattrinato - 23 Novembre 2008 - 11:19
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Ragazzi lo so, duole quando qualcuno fa delle osservazioni che riguardano il “nostro vivere” ma
non dobbiamo pensare che l’Italia, nel resto del mondo sia vista nello stesso modo che noi stessi pensiamo sia vista dagli altri(es: moda,ferrari e quant’ altro)dovremmo essere meno campanilistici è essere il più reali possibili. Internet, o non internet, ritengo che nonostante tutto ci abbiano fatto un complimento, io ho parenti un po sparsi per tutto il globo, e dovreste sentire quando parlano con i loro concittadini “aquisiti” cosa veramente pensano dell Italia degli ultimi anni.
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mah! io addirittura inizio a pensare ad una strategia dolosa dietro l’ignoranza informatica del popolo italico… penso ai comuni senza neanche l’adsl e al terremoto che la rete ha provocato negli USA alle ultime elezioni…
Secondo voi nessuno ai piani alti qui da noi si è chiesto se internet sia più un pericolo che una risorsa!!??# - postato da marcello - 24 Novembre 2008 - 11:31
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Purtroppo hanno perfettamente ragione. L’italia è così, basta leggere i libri di informatica che si usano nelle scuole: “per accedere a Internet, fare doppio click sull’icona chiamata Internet Explorer” :(
# - postato da Gabbianone94 - 24 Novembre 2008 - 14:25
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[…] Prendo spunto da questo vecchio articolo di The Guardian (che trovo ironico ma bonario), ripreso anche la scorsa settimana dal blog di HTML.it, per alcune considerazioni. […]
# - postato da andrea andreutti - 24 Novembre 2008 - 14:40
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“questa è la visione internazione dell’Italia online?”
viaggiando ci si accorge di cosa pensano gli altri paesi di noi italiani….
# - postato da sidvizioso - 24 Novembre 2008 - 23:47
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“per accedere a Internet, fare doppio click sull’icona chiamata Internet Explorer” meno male che non ho mai avuto in mano un libro del genere :O







