In sostanza Hubzilla dovrebbe consentire agli hubs individuali di entrare in collegamento tra loro attraverso un apposito network denominato "The Grid". Nel caso specifico per "hub" si intendono dei server deputati alla propagazione delle informazioni all'interno della rete così generata; l'infrastruttura risultante non prevederebbe un hub centrale privilegiando invece il concetto channel, praticamente un'identità che potrebbe corrispondere ad un utente, un blog, un forum di discussione e così via.

I channels, indirizzabili utilizzando un formato specifico (ad esempio: "channel@hub.domain"), potranno entrare in connessione tra loro per la condivisione delle identità ad essi associate vincolando tale dato a differenti livelli di accesso; queste identità risulterebbero essere nel contempo "nomadiche" in quanto Hubzilla non richiederebbe necessariamente l'attivazione di un account su un server ed esse potrebbero essere migrate in qualsiasi momento all'interno del network.

I channels saranno clonabili tra più hubs, per evitare la loro perdita in caso di malfunzionamenti gravi o attività di censura, e spostandosi da un hub ad un altro verranno migrati anche tutti i dati e le connessioni associate al channel di riferimento. Alla base dello sviluppo della piattaforma vi è Zot un Web framework basato sul formato d'interscambio JSON per l'implementazione sicura di Internet services e reti di comunicazione decentralizzate.

Il componente per l'autenticazione utilizzato funziona in modo simile a OpenID, almeno a livello concettuale, ma si dovrebbe caratterizzare per l'isolamento dal modello che prevede l'adozione di identità basate sul sistema dei DNS, pur prevedendo una propria soluzione distribuita per il controllo degli accessi. Il codice sorgente del progetto viene rilasciato sotto licenza Open Source per il contributo degli sviluppatori tramite il code hosting di GitHub.

Via Hubzilla

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