Sebbene i risultati siano altalenanti - in gioco vi sono moltissimi fattori, dalla fama del personaggio pubblico prescelto al tipo di prodotto promosso - sembra però possano risultare sempre eccellenti su un settore specifico: quello dell'e-commerce.

È quanto rende nota un'analisi condotta da ClickZ: tra tutti i settori in cui sono impiegati, a ottenere maggiori risultati dagli influencer sono le aziende impegnate nel commercio elettrico. Di seguito, qualche informazione utile.

Fiducia

Uno degli elementi fondamentali per approfittare di una vendita online di successo è, come facile intuire, la capacità di conquistare la fiducia degli utenti. Non potendo provare un prodotto o un servizio prima dell'acquisto, così come avviene nei negozi fisici, i clienti vengono colti da mille dubbi prima di effettuare una transazione online. Moltissimi sono i metodi per incrementare questo fattore, dalla presenza di testimonial sullo store online all'introduzione di strumenti di garanzia come il recesso esteso o la sostituzione gratuita, ma nulla che funzioni come gli influencer.

Secondo una ricerca condotta da alcune agenzie pubblicitarie statunitensi, il 90% degli utenti tende a fidarsi delle raccomandazioni fatte da una persona che ritiene vicina alla propria esistenza. Il soggetto in questione non è rappresentato unicamente da amici, parenti e colleghi di lavoro, ma anche e soprattutto da personaggi pubblici.

Negli ultimi anni, con l'apparizione di vecchie e nuovissime celebrity sui social, gli utenti tendono a percepirle come delle voci appartenenti alla loro cerchia amicale.

Comunicazione

Le normali campagne pubblicitarie, per quanto focalizzate sul target, tendono a caratterizzarsi per una modalità di comunicazione abbastanza generica, percepita forse come asettica dal cliente di riferimento. Questo perché, oltre a essere un modo con cui promuovere un prodotto, rimane sempre una comunicazione "istituzionale" dell'azienda. Gli influencer, tuttavia, possono ribaltare questa prospettiva.

Sfruttando piattaforme come Instagram, Twitter e Facebook, si rivolgono al target in modo diretto e privo di filtri, approfittando di linguaggi propri di questi consumatori: non solo sul fronte della parola, ad esempio approfittando di slang giovanili, ma anche sulla comunicazione non verbale fatta di video, fotografie e storie virtuali.

Inoltre, possono dominare gli strumenti - da una videorecensione su YouTube a una breve pubblicazione su Snapchat - in modo più elastico rispetto a quanto potrebbe sperare di ottenere l'azienda con modalità di marketing più canoniche.

Interazione

Il processo d'acquisto di un prodotto online è estremamente differente rispetto all'esperienza tipica in negozio. In una boutique, ad esempio, il consumatore può toccare il tessuto, provare l'abito prima di comprarlo, chiedere ai commessi informazioni sulla qualità di produzione, le politiche di reso, gli sconti e molto altro ancora. In altre parole, può interagire facilmente con l'ambiente e con chi lo vive, fosse anche solo per una chiacchierata con un altro cliente.

Comprando online questa "comunanza" non esiste: in caso di dubbi si leggono le FAQ o si contatta l'assistenza, ma l'intero scambio rimane molto impersonale.

Sfruttando un influncer si può ripristinare parte di questo processo, poiché è un soggetto non solo fidato, ma pronto a interagire con i follower, a rispondere alle domande, a raccontare la sua esperienza con il prodotto e molto altro ancora.

Niente stress da indicizzazione

Una campagna classica sul web richiede, senza ombra di dubbio, un grandissimo sforzo in termini di SEO - e di investimento - affinché sia visibile e facilmente raggiungibile dai motori di ricerca. Si tratta di un'attività stressante, poiché lavorare in termini di indicizzazione impone sempre grandi sfide e dà filo da torcere anche ai più esperti.

Lavorando principalmente sui social, invece, gli influencer saltano questo processo. Non solo la comunicazione è ancora largamente basata sul passaparola - trasformata nel virtuale con gli hashtag - ma il criterio da osservare è più il numero di follower e la capacità di engagement del personaggio scelto, anziché la prima posizione di Google.

Via ClickZ

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