In particolare la EFF (Electronic Frontier Foundation) aveva proposto un compromesso, ovvero estendere il membership agreement del W3C (le cui regole non escludono i DRM automaticamente) in modo che non si potessero citare in giudizio gli utenti per aver bypassato i DRM a meno che non ci fosse stata dimostrata una qualche violazione del copyright o altri atti illegali.

Tuttavia questa proposta è stata respinta in blocco delle aziende che premono per il supporto per l'EME e per la standardizzazione dei DRM. Dunque per evitare altre discussioni Berners-Lee e Cailliau hanno dato il via libera alla standardizzazione dei DRM. Circa il 60% dei membri del W3C ha espresso un parere positivo, confermando di fatto la decisione di Berners-Lee.

Nella storia del consorzio non era mai successo che una decisione della leadership dividesse cosi tanto i membri, per questo motivo EFF ha annunciato il suo ritiro unilaterale dal W3C proprio in seguito a tali eventi.

A parere dei membri dell'EFF questo nuovo standard è stato pensato per controllare gli utenti e privarli dei loro diritti. Ogni compromesso è stato rifiutato, dunque la fondazione avrebbe perso ogni fiducia nel W3C e nei suoi processi di difesa di un Web aperto e libero. Da qui la decisione di un ritiro con effetto immediato.

I DRM sono ormai molto diffusi, nei servizi di streaming di contenuti multimediali rappresentano uno standard e diversi colossi come Google, Netflix, Spotify ed Apple cercano da anni un modo per standardizzarli all'interno dei protocolli web per fronteggiare la pirateria.

Via Boing Boing

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