Gli utonti esistono?
Lunedì 19 Ottobre 2009 - 07:53
di Gabriele Romanato

Steve Krug diceva che l’utente medio si trova in un sotterraneo del CERN di Ginevra. Battute a parte, credo che sia utile spendere qualche parola sul tipo di utenti che naviga sul web.
Io ho iniziato facendo assistenza ai clienti per la rimozione malware e ne ho viste di tutti i colori, cose che se le raccontassi in questa sede dubito che mi credereste (o meglio, mi credereste un bugiardo). Tuttavia, non mi lascio andare a facili generalizzazioni e mi limito qui ad esporre alcuni tratti che accoumunano la maggior parte degli utenti.
Il primo punto è la scarsa alfabetizzazione informatica. I dati statistici parlano chiaro: la maggior parte degli utenti usa il computer ed il web ignorandone completamente il funzionamento. Non è raro che questi utenti digitino un URL direttamente nel campo di ricerca di Google o che identifichino tutto ciò che ruota intorno ad internet (connessione, ecc.) con Internet Explorer. Quando dicono: “Internet non va” possono indistintamente riferirsi al browser o alla loro connessione. E ovviamente ignorano cosa sia un browser. Per esperienza so che tale alfabetizzazione non dipende dall’età. Conosco 70enni che sono degli autentici geek e dei diciottenni che usano il pc come un elettrodomestico.
È una questione di cultura e curiosità nell’apprendere cose nuove.
Il secondo punto, forse più importante, è di natura psicologica e riguarda una sorta di ansia dell’errore che investe chi si mette davanti ad una
tastiera. Persone che normalmente vanno in autostrada a più di 160 km orari messe davanti ad un computer temono inconsciamente che premendo un tasto sbagliato si inneschi una reazione nucleare a catena, tipo Homer Simpson che preme a casaccio i tasti del suo terminale per evitare la tanto temuta fusione del nocciolo. Si tratta di una specie di blocco, che disorienta l’utente e gli impedisce di risolvere le piccole routine della navigazione in modo autonomo.
Io credo che la regola d’oro per ogni buon sito web sia quella di mantenere un certo livello di semplicità nell’utilizzo del sito stesso, così come vuole Krug nel suo “Don’t make me think”. La domanda “gli utonti esistono?” è retorica: parola di ex utonto.
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Commenti
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Secondo me, bisogna avere l’umiltà che siamo tutti utonti in qualcosa. penso che il tecnico amico di famiglia che ogni tanto viene a sistemarci la caldaia, di fronte a un browser, si troverebbe molto in imbarazzo. Almeno quanto io mi trovo in imbarazzo con i problemi di termo idraulica che lui affronta a occhi chiusi ogni giorno.
E lo stesso si potrebbe dire per il mio meccanico, per un qualsiasi infermiere, etc, etc. Tutti ambiti che hanno un utilità immediata maggiore di quella offerta da un qualsiasi sito web.Penso che sia normale che i più utilizzino il browser in maniera approssimativa. Non facciamo così con tutte le tecnologie che sono diventate basilari (e quindi non utilizziamo per hobby, cosa che implica uno studio dato dalla passione)? Cosa sappiamo dell’automobile che guidiamo ogni giorno? La maggior parte degli utenti si limitano a fare benzina, controllare la pressione delle gomme e far eseguire i tagliandi. Non ci interessa come funzioni o se c’è un modo migliore di farla funzionare.
Per quanto riguarda l’ansia d’errore che investe i novizi quando usano un PC: anche questa è normale. Con le tecnologie digitali non si trova quella consequenzialità causa-effetto alla quale le più familiari tecnologie meccaniche ci hanno abituato. C’è da dire, poi, che il predominio di Windows, con tutti i problemi di malware, troian, virus etc. che conosciamo, ha reso ancora più paranoico il cosidetto utonto… Se il battesimo informatico dei neo utenti fosse stato veicolato dal Mac, per dire, magari molti non ne sarebbero stati “scottati” da subito e avrebbero un approccio più “rilassato” col PC e il web in generale.
# - postato da idrolitina - 19 Ottobre 2009 - 09:00
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Sono d’accordo con Idrolitina, ognuno è alla propria maniera utonto di qualcosa, e penso che sia normale e se vogliamo “bello” essere così.
In ogni caso ormai il web, internet e tutto il mondo che c’è dietro non lo reputo meno importante del mondo meccanico o dell’idraulica…
Questione di tempo, e tra qualche anno nessuno potrà fare a meno del web, perfino gli idraulici e i meccanici (ma questo lo sono già). Arriveranno anche i parrucchieri ad appoggiarsi ad internet per capire che taglio di capelli fare…
In ogni caso gli utonti dell’informatica ora ce ne sono TANTI… ma il problema appunto è che non si vuole rendere le cose semplici… Si riporta sempre l’esempio del Mac dove tutto è semplice, ma perchè? Perchè quando si prende un pc con Windows preinstallato, tutti i costruttori impestano la macchina con ogni tipo di software e demo vari preinstallati… mi sono capitati portatili dove già al primo avvio segnalavano errori con drivers, problemi con periferiche… arrivati in fondo metà del desktop occupato con ogni tipo di icona… se qualcuno non ha la padronanza di capire cosa serve e cosa no, non ne uscirà “mai vivo”.
Molti siti anche illustri fanno la stessa cosa con maree di banner e pubblicità di ogni tipo, se uno non capisce rischia di non aver più la “forza” di usare un pc!
3
Mi trovo in accordo sia con Gabriele Romanato che con il commento di idrolitina.
Però c’è una categoria di utenti che proprio non sopporto. I “saccentoni” che davanti ad un problema ti danno loro la soluzione ma chiamano te per risolverlo. Ti si mettono davanti al pc e non ti danno nè spazio nè tempo di toccargli il pc che ti fanno la diagnosi, la cura e i tempi di somministrazione.
Solo per fare un esempio, una volta un cliente mi porta la sua macchina perchè non si caricava Windows e, nemmeno faccio in tempo a montare il cavo di alimentazione che si sede alla mia postazione e mi dice: “Sicuramente è la scheda video che non manda il segnale al computer e quindi rimane la barretta di Windows che scorre. E’ inutile formattare tanto il problema si ripresenta. Consiglio di cambiare la scheda video con una più potente cosi manda più segnale e risolvo.”
Ora io mi chiedo: ma perchè l’hai portato a me allora?? Ho fatto quel lavoro per alcuni anni e purtroppo di persone appartenenti a questa categoria ne ho trovate fin troppe.Io son d’accordo che molte persone “tremano” davanti ad un PC o, peggio ancora, per loro internet=facebook. E’ normale che ce ne siano come è normale che io non capisca nulla di elettronica e vedo mio fratello riparare qualcosa con la velocità con cui io metto il bordo ad un div. Dopotutto non possiamo essere tutti esperti di PC ma proprio non reggo quella categoria di persone.
Riportando il tutto in ambito web quella categoria di persone io la paragono a quei clienti che smontano ogni tua scelta grafica o di qualunque altro genere perchè il sito del suo amico che gliel’ha fatto il nipote a 50euro non la possiede quindi sono io quello che sta sbagliando.
Secondo me non è giusto classificare “utonto” una persona perchè lo siamo tutti in qualcosa, è un’altra la categoria di persone a cui dover stare attenti.
# - postato da Simone D'Amico - 19 Ottobre 2009 - 09:29
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Però molti sono ancora utonti anche per causa nostra! Certe volte basterebbe spiegare delle semplici basi, facendo capire da dove nasce il problema, per creare una minima conoscenza informatica. Ma spesso non ne abbiamo né la voglia né il tempo.
Ma anche quando creiamo siti stiamo sempre attenti che tutti (ma proprio tutti) possano fare ogni cosa con il minimo sforzo. Forse se non avessimo semplificato all’estremo ogni tipo di procedura magari oggi avremmo qualche utonto in meno.
In fondo la maggior parte di noi ha imparato ad usare il pc proprio perché doveva fare materialmente 4-5 operazioni diverse (e spesso difficili) per eseguire un’operazione che oggi si fa con un click. Le nuove generazioni pensano di essere maghi del computer per il solo fatto di saper condividere un link su Facebook…
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Pur capendo il concetto di base esposto da idrolitina, non sono d’accordo.
E’ vero che tutti siamo utonti a seconda del campo che prendiamo in considerazione, ma l’esempio fatto secondo me non è giusto, infatti un conto è confrontare l’incapacità di fruire un servizio web con l’incapacità di cambiare una lampadina o regolare il termostato (per riprendere l’esempio dell’idraulico), un altro conto è confrontare il lavoro che fa un’installatore con le operazioni comuni di utilizzo del pc.
Quello che voglio dire è che se mi paragonate la realizzazione di un sito web con la realizzazione di un impianto idraulico posso essere d’accordo, per ogni settore esistono dei professionisti e non e il paragone può calzare.
La differenza d’età come segnalato da Gabriele sicuramente pone l’accento su una cosa importante, e cioè che chi ha voglia di imparare spinto da curiosità non ha il blocco della differenza di età, ma chi invece non è interessato e vuole usare il computer per quelle 4 operazioni (ed è giusto che voglia utilizzarlo solo in quel modo sia ben inteso) si scontra con la carenza culturale dovuta al fatto che non ha mai ricevuto una formazione sull’argomento. Ancora oggi siamo in una fase di transizione, benchè il computer faccia parte delle nostre vite da molti anni, a scuola ancora non si riceve una formazione adeguata, perchè semplicemente chi dovrebbe insegnare l’argomento (vedi ad esempio maestre all’elementari) non ha le basi per farlo, e così ci rendiamo conto che le nuove generazioni sono sicuramente più abili delle precedenti, ma non per la formazione ricevuta, ma perchè si trovano davanti a un computer nell’età in cui la curiosità di apprendere la fa da padrone.
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per fortuna esistono.
perché se ad usare internet fossero solo gli ingegneri informatici, avremmo ben poco lavoro.
nella misura in cui esistono utenti poco esperti esistono webmaster poco esperti, chiamali webmastertonti, se ti piace.
cito Krug, fare un sito usabile è “come giocare a golf, un solo modo per farlo bene, mille modi per farlo sbagliato, chi ci va anche solo vicino ha il mio rispetto”.
Krug punta poi la nostra attenzione sullo user testing, sono quasi certo che che lo facciano in pochi.# - postato da devsmt - 19 Ottobre 2009 - 10:26
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quoto quoto quoto devsmt
attenzione ai webmastertonti (un po’ di autocritica di categoria ogni tanto!?)
o meglio SANTI SUBITO…
una buona parte dei miei compensi sono dovuti a operazioni di debug del lavoro altrui… che io devo rendere a prova di utEnte
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Ciao ragazzi, se vi interess sul mio blog ho scritto 2 articoli al riguardo, uno più serio sull’analfabetismo informatico in italia
http://www.camminandoscalzi.it.....talia.html
e un altro “comico” sugli utonti
http://www.camminandoscalzi.it.....tonto.html
Magari dategli un’occhiata e fatemi sapere cosa ne pensate :) .# - postato da Ciro Trocciola - 19 Ottobre 2009 - 10:45
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Personalmente non ho mai amato la correttezza politica, quindi non mi crea alcun problema definire tali gli utonti.
Quello che ritengo importante è formare un approccio mentale che ti permetta di mantenere l’attenzione sul problema e di non dare nulla per scontato.
Il metodo che ho scelto è quello di considerare gli utenti come un software di terze parti che sono costretto ad utilizzare e di considerare la mancanza di “praticità” degli stessi come bug che devo aggirare, anche a suon di dirty hack se serve.
Quello che il sistema deve fare in soldoni è generare un trasferimento di denaro o un contatto dall’utente al mio cliente, il resto viene di conseguenza.
Quindi se chiamare utonto il vostro utente serve a non dare per scontato che quest’ultimo compia azioni basate sulla logica o sulla lettura delle informazioni a video o qualsiasi altra cosa, ben venga! ;)
# - postato da Riot - 19 Ottobre 2009 - 11:05
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Sono d’accordo con tutti i commenti precedenti, e aggiungo anche io che in fondo per molti di noi è anche una fortuna che non ci siano tanti utenti esperti (così com’è una fortuna che non tutti siano idraulici, elettricisti o carpentieri). C’è però anche da dire che in campi come l’idraulica, la meccanica, l’elettronica e via dicendo non ci sono così tanti che hanno la pretesa di voler far tutto senza imparare niente: quanti di voi si azzarderebbero a montare un videocitofono senza aver mai cambiato nemmeno l’interruttore della luce? Invece nell’informatica e nel web, come avevo già detto in passato, c’è stata questa pessima abitudine di far diventare tutto un grande CMS, creando una marea di gente che vuole poter fare tutto ma non vuole imparare nulla.
Ribadisco, non tutti devono saper usare un computer alla perfezione, non ce n’è bisogno, non è un obbligo e nemmeno necessario, ma chi lo usa per lavoro dovrebbe quantomeno essere obbligato ad avere una base minima, perché non è possibile incontrare gente che è quasi CEO e non sa aprire uno ZIP.
Quando ho lavorato per un breve periodo in un centro di assistenza MAC m’è capitato di andare a casa di un giornalista che aveva acquistato un nuovo G4 e che non era capace di usare il mouse… Estremizzando, secondo me, è come assumere un autista che non abbia la patente.# - postato da Andrea Bizioli - 19 Ottobre 2009 - 11:10
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Il problema degli utonti fa sorridere, se parliamo di utilizzo del pc in famiglia.
Però sorprende e fa riflettere vedere persone che usano il pc per lavoro, come medici, insegnanti, e altre categorie e che non hanno la minima idea di quello che stanno facendo,ignorano cosa sia un file o un cartella, ma se la cavano solo perché conoscono a memoria che per il software che devono utilizzare basta ‘cliccare qui’.
# - postato da cristian - 19 Ottobre 2009 - 12:11
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Secondo me gli utOnti esistono solo per il blocco dovuto alla paura di sbagliare…
Ho avuto il mio pc a 13 anni, e per il primo anno non avevo nemmeno internet, e per ogni cosa avevo in terrore di dover tornare all’informatica per qualche malfunzionamento dovuto a click casuali..
Poi ho iniziato a comprare delle riviste (Win Magazine) ed ho imparato che qualsiasi problema di può riparare in qualche modo, poi con internet meglio ancora..
Oggi ho 20 anni, e sono Programmatore abilitato Manutentore Hardware…
E’ tutta una questione di riuscire a sbloccarsi, mio padre ad esempio pur sapendo che qualsiasi danno possa combinare ci sarò sempre io a riparare, tutt’ora ha questo blocco…
A pensarci mi viene anche da ridere a vedere certa gente che sposta il mouse tenendolo con 2 dita, e guardando 10 volte lo schermo e il mouse, per poi cliccare con un solo dito, trascinando per sbaglio il mouse e mettendosi le mani ai capelli dicendo “E mo che ho combinato?!”..
Conosco gente che pur avendo nome utente e password, quando vedono un form mi chiedono: cosa metto qui? e dopo aver messo i dati, anche se il tasto dice: “Clicca qui per entrare nel sito”, si bloccano chiedendomi “ora cosa faccio?”…
La mia risposta con le persone che conosco bene è sempre questa: “A me non ha insegnato niente nessuno, leggi e impara anche tu” … Devo dire che l’obbligo di leggere per continuare funziona a meraviglia…
Ovviamente per il web non si può obbligare nessuno, bisogna fare il sito a prova di utonto!
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Persone che normalmente vanno in autostrada a più di 160 km orari messe davanti ad un computer temono inconsciamente che premendo un tasto sbagliato si inneschi una reazione nucleare a catena, tipo Homer Simpson che preme a casaccio i tasti del suo terminale per evitare la tanto temuta fusione del nocciolo.
AHAHAHAHAHAHHAH! Tanto è divertente tanto è vera questa affermazione! :-D
# - postato da TheStylist - 19 Ottobre 2009 - 14:17
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Personalmente credo che gli utonti sul web non esistano: la maggior parte dei problemi/dubbi/frustrazioni sono causati da errori di progettazione.
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Mi cito da solo, pèer la questione degli errori (meglio evitare di presentarli all’utente!)
Un sito usabile deve essere allo stesso tempo robusto (ovvero deve ben reagire agli errori): evitare errori grossolani che potrebbero inibire l’utente medio, ricordandovi di entrare nella sua psicologia (e se potete cercate dei tester): questo concerne il testare gli zeri (spesso i programmi degenerano con valori nulli, quindi attenzione!).
Tendo a far ricadere il problema dell’utonto al programmatore che in quanto perito in materia deve evitare di mettere in difficolta chi non è del settore.
Va preso atto dello stato dell’utente medio e rispondere con adeguatezza.
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Io capisco che l’utente medio non è obbligato a conoscere ogni sfaccettatura del mondo informatico.
@Idrolitina
Io, però, per guidare ho preso la patente studiando e passando un esame. So a grandi linee come funziona un motore di un’automobile.
Gli utenti non hanno invece la minima idea di cosa ci sia dentro un pc ne tanto meno come i vari pezzi comunichino tra di loro.Poi che ognuno è utonto in qualche settore è normale. Ma io non mi metto a fare l’infermiere a tempo perso, ne l’idraulico, ne il meccanico mentre gli utenti che usano il pc lo usano anche se non hanno la minima conoscenza in merito.
Questa è la mia opninione.
Senza considerare che mediamente le conoscenze informatiche in Italia sono veramente ad un livello bassissimo.
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Ma c’e` differenza fra utOnto ed utEnte inesperto?
Secondo me si`: l’utente (piu` o meno esperto) e` uno che ha con il computer un approccio pratico e positivo, un utonto e` uno che non sa cosa fa.Continuando l’esempio dell’automobile. Quello che guida a 160 all’ora puo` non conscere il motore, ma ha preso la patente, sa che se accelera la macchina va piu` veloce, se frena rallenta, sa che la frizione stacca il motore dalle ruote. Conosce il significato di (quasi) tutte le spie del cruscotto e sa che se si accende una spia rossa deve fermarsi o prendere qualche provvedimento urgente … Questo e` un utente consapevole: anche se non e` in grado di cambiare l’olio (pero` sa che ogni tanto occorre cambiare l’olio).
L’utonto informatico invece e` uno che ha visto il vicino fare cose strabilitanti con il suo PC e vuole farlo anche lui, senza conoscere minimamente come. Si fa dare “il link” e poi inizia a chiedere senza sapere cosa sta chiedendo.
Concordo che e` una questione di educazione, ma non tanto (o non solo) di educazione informatica: e` l’approccio che deve cambiare.Quando in un liceo classico si dice “be` se non sa la fisica e` lo stesso, perche` tanto non la usera` nella vita” (cosa che mi sono sentito dire quando facevo supplenze, molti anni fa), si fa un servizio pessimo allo studente: questo esce conscio che una certa area scientifica non e` per lui, perche` tanto non la capira` mai e non gli servira`. Questo approccio e` quello che poi genera gli utonti, che esagerando un po’ definirei persone che non riescono a capire (e quindi usare) gli strumenti che saranno il pane quotidiano della vita.
# - postato da Mich_ - 20 Ottobre 2009 - 11:52
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@ Mich_
Concordo in pieno…
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Cavolo, ma a volte ci si scorda le regole base di tutti i gruppi sociali.
Su Internet i tecnici e gli sviluppatori ci sono sempre stati. I nuovi arrivati sono cuochi ed impiegate. Come si può pensare che il livello salga?
Per definizione, il livello non può che scendere e la cosa è facilmente comprensibile. Ogni tecnico nuovo su Internet, ci sono dieci massaie in più!
Lo skill medio, quindi, è in discesa folle, altro che salire! Se salisse, significherebbe che aumentano gli esperti. Vi pare possibile?
Il mondo non è fatto da tecnici, ma è fatto da operai ed impiegati. Sino a tempo fa avevano altro da fare, ora sempre più in massa si avvicinano ad Internet. Ovvio che il profilo scenda :)
Vorrei anche dire che per guidare una macchina, mica serve sapere come funziona il motore!!!
Forse le cose potrebbero cambiare tra una generazione o due, quando Internet sarà un fatto abitudinario come alzarsi e lavarsi i denti. Forse i nostri figli, potranno avere un approccio diverso e accendere un computer e collegarsi come noi oggi prendiamo in mano uno spazzolino.
Ma interroghiamoci su una cosa. Quanti di noi, pur lavandosi i denti tre volte al giorno, conoscono i principi fisico/chimici che regolano la pulizia delle superfici smaltate dei nostri denti? Molti pensano che sia solo un fatto meccanico (ed ovviamente si sbagliano alla grande).
# - postato da fradefra - consulente web marketing - 26 Ottobre 2009 - 19:08
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@ fradefra
spunto interessante il tuo. Non sono però d’accordo.
Hai ragione sul fatto del livello medio di conoscenza informatica ma non si pretende che diventino esperti ma quantomeno che siano in grado di avere un’idea (il così chiamato “modello mentale”) di ciò che stanno facendo.
Sapere la distinzione tra servizio (internet) e software (internet explorer) o sapere cos’è un browser o sapere quando serve fare 1 o 2 click col mouse non credo siano cose da esperti… ma semplicemente conoscenze di base…
Se non sei d’accordo sono ben contento di aprire un confronto di punti di vista.
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Paolo, la tua versione mi piacerebbe, giuro (sono un ex programmatore con 10 anni di C - quello primitivo senza librerie ed effetti visuali - alle spalle). Però con le nostre ricerche, basate sull’osservazione diretta, non sui questionari, purtroppo vediamo esattamente l’inverso.
Però volendo essere provocatorio e per ridere un po’ assieme, vorrei fare un paragone. Da sempre gli italiani mangiano al ristorante. Ma la loro conoscenza di come si impieghi una padella a saltare, di come si usi un forno, di come si gestisca il sale, di quale sia la differenza tra mantecatura e legatura di un risotto, è salita?
No, per niente, perché ognuno fa il proprio lavoro ed anche se mangiare è un processo vitale, ognuno ne conosce solo l’aspetto che gli serve, quello del mettere il cibo in bocca (e spesso non sanno fare bene neppure quello, perché invece di portare la forchetta alla bocca, scendono loro verso il piatto, come i cani).Per le persone normali non è fondamentale conoscere aspetti come browser, ecc. ecc. Siamo noi a pensare che lo sia, ma loro non lo pensano per nulla. A torto o ragione, bada. Non dico che sia giusto, dico solo che loro la pensano così e non fanno nulla per andare oltre e pensano anche di aver ragione.
Conosco persone che sanno perfettamente di non sapere usare un mouse, ma non gli passa lontamente per la mente di imparare. Per loro è molto più importante saper andare sul tram, saper interpretare un semaforo per strada, saper parlare in cinese, saper chiacchierare con gli amici. Il mouse è una cosa da tecnici e loro non lo sono e se ne vantano anche :)
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ma senti! questa discussione è ancora attiva…
:pora dico ancora la mia…
:p@Fradefra (e Paolo)
mi hai incuriosito con la tua metafora…
di metafore tra mondo web e altri mondi con relativi cfr. se ne potrebbero trovare tante… l’ho fatto anche io in diverse occasioni…
ma ognuna lascia il tempo che trova… o quantomeno cambia la prospettiva…l’utonto è come Renzo Tramaglino di fronte al latinorum… non sapere maneggiare web-e-browser oggi è come l’analfabetismo di ieri… una cosa grave… una cosa da affrontare… ma PRIMA DI TUTTO da riconoscere-e-ammetteree… senza pietà… altrimenti non la affronteremo mai…
io vorrei riflettere con voi due e con gli altri su questa prospettiva… magari Scorza aprirà un post (? che ne dici ?)
fino ad oggi chi non sapeva utilizzare il dizionario era limitato… ignorante… altro… aveva un problema… lo riconosceva e gli veniva riconosciuto/imputato…poi da 4-5 anni a questa parte se io non so usare il browser è colpa di chi lo ha progettato…
Intendiamoci… chi progetta browser e sw ha delle responsabilità, ma è una cosa diversa… non ci se ne può lavare le mani…io lavoro con i docenti… gente che sa usare una tecnologia difficilissima e complessissima come la scrittura… ma poi se gli chiedi di scriverti un documento in .rtf invece che in .doc e precisi che le liste vanno inserite come tali e non come paragrafi che cominciano con un numero… si rifiutano anche solo di mettercisi su a riflettere un attimo…
e sono gli stessi che giurano che la differenza tra un accento grave e uno acuto fa la differenza… e segnano in rosso e magari bocciano…
io mi sono un po’ seccato…
lo scemo del villaggio globale è come lo scemo tout court… mica lo voglio gassare… ma nemmeno giustificare…ripeto:
l’utonto è come Renzo Tramaglino di fronte al latinorum… non sapere maneggiare web-e-browser oggi è come l’analfabetismo di ieri… una cosa grave… una cosa da affrontare… ma PRIMA DI TUTTO da riconoscere-e-ammetteree… senza pietà… altrimenti non la affronteremo mai…
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Sì, EsseZeta, hai ragione in generale, però farei una precisazione.
Tutto il pianeta è d’accordo sull’uso del dizionario, su come si debba fare, su cosa significa non saperlo usare, sull’importanza della differenza tra accento acuto e grave (ed anche io sono tra questi).Invece sull’importanza del sapere usare un browser, su come debba essere fatto, ecc. solo i tecnici la pensano ad un certo modo :p :p :p
Il mondo, però, non è fatto da tecnici (ed io stesso lo sono, purtroppo).
Chiaro che saper usare un browser è un punto in più, ma solo un punto e la vita è fatta da migliaia di punti.
Io onestamente non lascerei mai la mia ragazza perché non sa usare un browser, invece la lascerei se non sapesse usare un dizionario. Tutto qui :)
# - postato da fradefra - Consulente web marketing - 30 Ottobre 2009 - 22:58
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posso aggiungere una battuta?
io le donne le voglio laureate… ma in ginnastica! insomma in roba che si fa dal collo in giù…
come in un vecchio racconto di woody allen…per le donne (e la mia se mi legge): scherzo, siete indispensabili
buon we
:)
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@EsseZeta
:)# - postato da fradefra - consulente web marketing - 02 Novembre 2009 - 18:02







