Web standards: play o pausa?
Martedì 19 Giugno 2007 - 11:45
di Alessandro Fulciniti

Riprendo il discorso iniziato da Cesare in Ma conta ancora il W3C?
per segnalare qualche lettura e riflessione sullo stato attuale dei web standards e il loro futuro prossimo o remoto che sia.
La prima segnalazione è Whither W3C? di Andy Budd, che propone una breve panoramica sullo stato attuale di XHTML 2, HTML 5, CSS 3 e WCAG. Budd rilancia poi i CSS 2.2, proposta citata qualche tempo fa
qui sul blog.
In sostanza suggerisce che per velocizzare la transizione verso i CSS 3 ci vorrebbe un livello di passaggio che racchiuda selettori e proprietà CSS 3 che contano ad oggi almeno un’implementazione sui browser. Il che significa che i CSS 2.2 potrebbero contenere alcuni selettori CSS 3, le multicolonne, gli sfondi multipli
e molte altre cose implementate qui o là su Firefox, Opera o Safari.
L’idea di Budd ha raccolto un feedback molto positivo e anche il favore di Hakon Lie, Chief Technology Officer di Opera e ideatore dei CSS. Interessante poi la riflessione di chiusura di Andy Budd sul Working Group del W3C, che riporto tradotta:
Le mailing list potranno essere anche ancora popolari tra gli accademici, ma denotano una chiara mancanza di comprensione su come la gente usa il web ai giorni nostri. Piuttosto che essere critici sulle persone che postano le loro idee sui propri blog, dovrebbe abbracciare la comunità di sviluppatori. […] Se davvero vuole feedback, dovrebbe offrire maggiore trasparenza e rendere più semplice contribuire.
Anne Van Kesteren, anch’esso impiegato presso Opera e attivo soprattutto sul versante markup, fa il punto sull’HTML 5 in Fixing the Web!:
Apparentemente non è chiaro cosa sia l’HTML 5. Non si tratta solo di introdurre nuove caratteristiche. Il 90% dell’HTML5 si propone di fissare gli standard esistenti
così che essi siano implementati interoperabilmente dagli user agent.
Potrà risultare in controtendenza il pensiero di Molly Holzschlag in
HTML5 and XHTML 1.1+ MUST Stop for Now. La proposta di Molly? Aspettare la piena aderenza a HTML 4.01, XHTML 1.0 e CSS 2.1 da parte di browser e dispositivi prima di guardare avanti.
Personalmente, devo confessarvi che sono abbastanza confuso. Da una parte penso che sarebbe perfetto vedere tra un paio d’anni al massimo implementati sui maggiori browser l’HTML 5 e i CSS 2.2 (se mai verrà presi in considerazione dal W3C la proposta di Budd), ma conoscendo la rapidità con cui si muovono il W3C e alcuni produttori browser, la vedo molto difficile. D’altra parte, sarebbe già bello avere il pieno supporto dei CSS 2.1 e non doversi preoccupare troppo nel breve
futuro di test e supporto cross-browser. Voi, cosa pensate che sia meglio: aspettare il pieno supporto delle tecnologie attuali o guardare avanti a quelle future?
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Commenti
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Se si rilascia una nuova specifica per HTML o CSS bisogna anche che i browser possano implementarla in breve tempo.
Se no è inutilizzabile mi sembra ovvio.
Organismi di standardizzazione e produttori di browser dovrebbero lavorare nella stessa direzione, ma a me sembra che ci si muova in direzioni divergenti.
Di conseguenza sono per fare un passo alla volta, fissare gli standard di adesso e non pensarne a nuovi che non fanno altro che perpetuare la situazione di confusione e incertezza del settore# - postato da Alessio - 19 Giugno 2007 - 13:42
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Sembra quasi vogliano complicare una situazione già abbastanza intricata. Mi aspetto che qualcun’altro si svegli e comincio a sviluppare un ipotetico HTML -7.2, tanto per far sentire la loro voce in capitolo. Al posto di pensare tutti nella stessa direzione (come dice Alessio) produttori di browser e organizzazioni varie si fanno quasi la guerra pensando e facendo cose opposte. E’ frustrante vedere che la situazione tende a peggiorare. Come si dice, la speranza è l’ultima a morire.
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io credo sia meglio aspettare che la situazione si stabilizzi almeno su CSS 2.1 e XHTML 1.0. Poi si vedrà… è inutile parlare di HTML 5 o XHTML 2 o CSS 3 se nemmeno tutti noi sviluppatori utilizziamo correttamente e completamente ciò che è già stato predisposto dal W3C.
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Vero Paolo, ma bisognerà ben parlare di qualcosa sui blog :-)
# - postato da franco - 19 Giugno 2007 - 15:06
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Perfettamente d’accordo con Molly. Ma cosa pensano di fare al W3C? Prima si obbliga chi di dovere (Microsoft) a implementare XHTML come VERO XML nel suo pseudo-browser e le si fa capire che il supporto ai CSS 2 deve essere nettamente migliore. Poi, quando tutti si sono adeguati, si porta avanti il lavoro, senza tornare indietro e costruendo un vero linguaggio di markup semantico, estensibile e soprattutto RIGOROSO. Resto dell’idea che al web serva UN linguaggio standard, non un HTML 5 e un XHTML 5 insieme, il primo dei quali poi porta solo confusione. Pensano che HTML 5 fissi dei veri standard? Secondo loro è uno standard accettabile far continuare i browser a correggere al volo gli errori del codice di markup? Se è così, hanno bisogno di tornare all’asilo. E poi…aspettate e vedrete i casini che combinerà Wilson con HTML 5! Non dimentichiamo che c’è anche lui dietro IE, il che la dice lunga!
# - postato da seed_squall_it - 19 Giugno 2007 - 15:41
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Che produttori e W3C si facciano la guerra non stupisce. In fondo, da un lato c’è gente che dice cosa andrebbe fatto, dall’altro gente che fa. Il W3C risponde solo a se stesso, e infatti non ammette mai i propri errori, i produttori rispondono agli utenti e a logiche di mercato che hanno tempi molto diversi. dal ritmo compassato con cui si muovono Tim B. Lee e compagni.
Visto che la domanda era: cosa vorreste?, io rispondo che vorrei maggior “reattività” da parte di entrambi, ma penso anche se prima di IE7 la lumaca era Microsoft, ora la palma dei più lenti va al W3C.# - postato da paperogiallo - 19 Giugno 2007 - 19:14
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Ma io mi chiedo cosa fanno a fare i browser se non seguono gli standard…? E’ come se uno inventasse una macchina che ha i pedali messi in posti stranissimi e con funzionalità assurde… l’acceleratore sotto il sedile, il freno nel baule… Ci vuole un pò di precisione nel fare le cose: le regole le dà un consorzio, i produttori le devono seguire! Se non vogliono seguirle che vengano esclusi dal mercato… se non rispettano le regole non possono chiamarsi professionisti e perciò non possono vendere i loro “prodotti”: alla fine rovinano solo il sistema facendo quello che vogliono!
Io sono per la linea dura: un consorzio detta gli standard e chi non li segue deve essere identificato come “sviluppatore non standard” ed avere delle “penalità” (limiti ai prezzi di listino dei software ad esempio).
Se ci pensate bene è così in tutti gli altri settori: un ente legale detta legge e gli utenti sono obbligati a seguire le norme (come gli abitanti di uno Stato che seguono le leggi promulgate dal Governo)
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@seed_squall_it: Ti riferisci esplicitamente a Microsoft nel tuo messaggio, ma il problema non è solo di Internet Explorer. Come ho già detto, si ha sempre più l’impressione che non sia più un consorzio a scrivere specifiche, ma piuttosto le aziende alle quali questo si rivolge.
Io sono per la pausa. Pausa di riflessione, inspirazione, espirazione. Una volta fatto questo si riparte, con cosa? XHTML1.0 e CSS2.1. Perchè? Perchè HTML5 non porterà la giusta chiarezza nè la necessaria sensibilizzazione fra gli sviluppatori.
Le lacune non vengono colmate. Si va avanti, per modo di dire, ma allo sviluppatore cosa resta? Gli stessi identici strumenti che aveva prima, tecnologie nate anni ed anni fa, e mai completamente supportate dalle applicazioni che ne abbracciano le specifiche.
Spiegatemi per quale motivo adesso con HTML5 questa tendenza dovrebbe cambiare. Quale dovrebbe essere l’input, la motivazione giusta che per qualche oscuro motivo rivoluzionerà questa triste mentalità? Io sono scettico, specialmente dopo aver guardato il lavoro svolto attorno a questa nuova versione di HTML, ed aver rabbrividito di fronte ad orrori come o irrilevant.
Se XHTML a suo tempo ha fallito per la sua natura troppo severa e orientata ad XML, cosa dovrebbe cambiare ora con XHTML5? Niente, semplicemente. Io la vedo così.
L’ultimo post apparso sul blog di Molly Holzschlag (siamo fortunati ad avere una personalità così forte e combattiva nel web) parla tremendamente chiaro: Budapest, Amsterdam, Zurigo… Sviluppatori che non conoscono gli standards, che non sono stati istruiti a dovere, che ignorano le infinite (o quasi) possibilità dei linguaggi che utilizzano attualmente. Non c’è stabilità e non c’è educazione. O almeno, non ai livelli adatti. Quindi, continuando a citare Molly, non è il caso di ignorare la situazione e riprovare per l’ennesima volta a stravolgere le cose. Perchè dovremmo usare HTML5 ed esserne felici, se ancora a distanza di anni non possiamo nemmeno usufruire delle potenzalità dei CSS2.1?
Esiste una tabella comparativa del supporto agli standards da parte dei browsers tendenzialmente più noti. Anche solo guardando la sezione relativa ai CSS2.1 viene un pò da piangere. Firefox2 li supporta al 91% (poco e niente le proprietà per la stampa e non completamente gli pseudo elementi), Opera al 94% (non completamente nè i selettori di base nè gli pseudo elementi), Internet Explorer 7 ovviamente al 56% (che supporta decentemente solo le unità, una delle cose più banali se vogliamo). Lo stesso HTML4.01 è supportato poco più del 90% da Firefox, all’86% da Opera, e solo all’80% da Internet Explorer 6/7.
Il desidero quindi è quello di inventare HTML5 sulla base della precedente specifica nemmeno completamente supportata (lo stesso vale per la proposta di Andy Budd, che per quanto ottima dubito vedrà mai luce). Si appesantisce il carico, insomma, e la speranza dovrebbe essere quella che in questo modo la tendenza cambierà e finalmente fra qualche anno potremo sfruttare appieno le potenzialità che i nuovi linguaggi ci offrono.
Io, come penso si sia capito, sono del parere che prima vadano rafforzate le basi completando il lavoro arretrato e sensibilizzando a dovere l’utenza: una volta fatto questo si potrà pensare al futuro, non esplicitamente nei termini in cui è delineato con (X)HTML5. Detto questo, ovviamente staremo a vedere. Aspetterò queste nuove specifiche e ne osserverò i cambiamenti con la speranza di percepire validi miglioramenti e/o vantaggi, ma con un sorriso lievemente ironico stampato sulla faccia. :-)
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@Extralife
La fai un po’ troppo facile. Se domani il Consorzio se ne esce dicendo che la proprietà text-align deve supportare il valore “flying”, i produttori cosa dovrebbero fare? Adeguarsi? Un tempo ho letto che “il legislatore fa le sedie tavoli, e i tavoli sedie“, ma non tutto quello che sta scritto nella “legge” è giusto, vero, esatto.
Sono volutamente provocatorio, ma fino a un certo punto: di errori nelle specifiche ce ne sono a bizzeffe, basta leggere qualche testo dei guru (quelli veri, come PPK o Meyer) per scoprirli. Con questo non voglio dire che i produttori siano innocenti, Microsoft ad esempio ha colpevolmente abbandonato per troppi anni il settore browser dopo averne conquistato l’egemonia con un prodotto decisamente scadente. Però le colpe non sono tutte da una parte, mentre spesso si tende a fare l’equivalenza “il consorzio (siccome è indipendente) è buono, le software house (specie se guadagnano milioni di dollari) sono brutte e cattive”. Il che è, a parte pregiudizievole, decisamente smentito dai fatti. InnerHtml è proprietario. XMLHTTPRequest (se ben ricordo) è proprietario, o cmq fuori specifiche. Se fosse per il W3C, avremmo splendidi browser tutti uguali, buoni per leggere il catalogo della biblioteca, magari con interoperabilità massima con il gestionale usato dai bibliotecari; ma avremmo molto meno lavoro noi, xchè quello che ci dà il pane ieri era il DHTML e oggi è Ajax e domani sarà qualcos’altro che sarà nato dalla concorrenza, e non da un consorzio. ;-)# - postato da paperogiallo - 20 Giugno 2007 - 01:40
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Alcuni dati da W3 schools: IE5 era oltre il 50% a gennaio 2002 e ora è ancora a più dell’1%; IE6 era al 30% a gennaio 2002, olte il 60% a gennaio 2006, quasi al 40% adesso.
La conclusione è ovvia: il ricambio dell’uso di un browser è di non meno di 5 anni (e queste statistiche sono relative a un sito frequentato da utenti presumibilmente interessati all’innovazione…).
La progettazione ex novo di un browser aderente a nuovi standard richiede presumibilmente non meno di due anni.
In totale, anche se le aziende produttrici fossero del tutto interessate, ci vorrebbero circa 7 anni affinché i nuovi standard siano utilizzati da qualcosa di più della metà degli utenti. E per altri 3-5 anni ci sarebbe comunque una minoranza di utenti che continuerebbe a utilizzare i prodotti di vecchia tecnologia.
Insomma, l’eccesso di produzione di nuovi standard e assolutamente controproducente e inutile. Come è presentuoso (nei confronti dell’utente) dire: io sviluppo solo per quegli utenti (la minoranza) interessata a tenersi aggiornata sugli strumenti tecnologici.
In soldoni: poche innovazioni negli standard e solo per la gestione delle nuove tecnologie; tutto il resto è fuffa da tecnomaniaci.# - postato da AlPa - 20 Giugno 2007 - 11:12







