La Swift stdlib è stata implementata dagli stessi sviluppatori di Apple, per poterla utilizzare sono previsti alcuni requisiti minimi tra i quali innanzitutto un ambiente basato sul Kernel Linux che consenta il building di Swift da sorgente. Si tratta di una configurazione necessaria in quanto attualmente la libreria potrà essere compilata per Android esclusivamente a partire da una distribuzione Linux.

Si dovrà inoltre disporre dell'Android NDK (Native Development Kit) in versione 21 o successiva, il toolset dedicato agli sviluppatori che consente di scrivere porzioni di un'applicazione facendo riferimento a linguaggi nativi per Android ovviando i limiti e i controlli della macchina virtuale del sistema. Sarà infine necessario un dispositivo gestito tramite il Robottino Verde nel quale sia stato abilitato il remote debugging.

Chiaramente, il fatto che il compilatore del linguaggio sia in grado di supportare i sorgenti Swift all'interno della soluzione di Mountain View non significa che la Swift stdlib sia una dotazione sufficiente per la realizzazione di applicazioni Android basate su Swift, rimane infatti la necessità di ricorrere ad un framework per l'interfaccia utente che non viene offerto direttamente dalla libreria della Mela Morsicata.

Almeno in via ipotetica questo limite potrebbe essere superato con Java, ma a differenza di Objective-C il compilatore di Swift non offre un supporto adeguato per il bridging verso quest'ultimo.

Via Swift

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