Quanto è cambiato il posizionamento dal 2003 ad oggi?
Giovedì 19 Aprile 2007 - 11:40
di Francesco de Francesco

Premesso che faccio SEO dal 2001 circa e mi occupavo di Web Marketing da qualche anno ancora indietro, devo dire che di cambiamenti ne ho visti molti, in questo lavoro.
Lasciamo perdere le modifiche degli algoritmi che in molti contesti non hanno comportato cambiamenti nei modi di lavorare e concentriamoci, invece, sulle concezioni basi, sui processi, sulle figure coinvolte.
Inizio con quella che in questo ultimo lustro mè parsa una delle più significative modifiche. Mi ricordo che nei primi progetti, cera (dove il team era ben strutturato) la figura del SEO, che ovviamente si chiamava semplicemente il posizionatore. Oggi questa figura sta un po sparendo o, quanto meno, cambia per la funzione che ha. Invece, sempre più spesso le conoscenze SEO, almeno quelle di base, sono un po ripartite su tutti i componenti del team.
Dove questa conoscenza non esista, nelle persone con cui lavoro, ad esempio, io mi preoccupo subito di far loro un corso per insegnare i principi basi. Con ciò, io divento un po meno il SEO del gruppo ed ognuno di loro lo diventa un po di più di quanto non lo fosse prima.
Unaltra evoluzione a cui ho assistito è quella dello spostamento delloggetto del processo SEO dal codice delle pagine ai contenuti. Non che il codice non sia importante, ma come sappiamo oggi molta più attenzione deve essere data al contenuto. Ciò, però, si traduce con una modifica sostanziale anche nel background richiesto al SEO, che se prima era preminentemente di tipo tecnico, oggi deve essere anche umanistico di cultura generale.
Anche lo spostamento del lavoro sul traffico al lavoro sulle conversioni, ha richiesto modifiche sostanziali nello skill del SEO, cosa che per altro ancora non sè del tutto completata. Sono ancora molti i SEO che a parte il leggere a destra e sinistra di conversioni, in realtà non hanno mai fatto un lavoro a tema.
E voi? A quali cambiamenti avete assistito o addirittura ne avete fatto parte?
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Commenti
1
si traduce con una modifica sostanziale anche nel background richiesto al SEO, che se prima era preminentemente di tipo tecnico, oggi deve essere anche umanistico di cultura generale
Puoi spiegarmi come e perchè? Mi interessa molto: io fingo di fare il tecnico, ma ho una formazione prettamente umanistica (latino fin dalle medie, liceo Classico, Giurisprudenza).
Immagino sia qualcosa legato alla contestualizzazione delle informazioni, ma se è così, mi sorge un dubbio: non rischiamo di sopravvalutare chi sceglie le query string (intendo gli utenti dei MdR)?# - postato da paperogiallo - 19 Aprile 2007 - 12:56
2
La cultura umanistica di un SEO può fare moltissimo per il posizionamento dei siti, perché oggi le componenti più importanti sono:
- i contenuti
- come sono organizzati gli scritti
- un ampio glossario
- la conoscenza dei contesti di cui si scrive con la capacità di arrivare ai necessari approfondimenti
- la conoscenza di come si muove la gente sui motori e sui siti
- la capacità di vedere i collegamenti tra gli argomenti
- la capacità di legare l’off-line con l’on-line
…e potrei andare avanti per un bel pezzo.Se la pagina ed il sito hanno una struttura fatta bene in termini di codice, poi è chi scrive che conta per il posizionamento. Nel senso che conta cosa scrive e come lo organizza.
Ecco che un SEO, seppur debba avere conoscenze tecniche di HTML, di HTTP, di Networking, se poi non sa stare al mondo, se non ha una buona cultura generale, se non sa rapportarti alla vita, se non sa collegare, se non sa organizzare i suoi scritti, avrà sempre grossi limiti, dovrà sempre dipendere da qualcuno che gli dice cosa fare, non sarà mai lui a fissare la strategia di posizionamento (salvo eccezioni).
3
Come molte figure professionali che ruotano attorno al web, oggigiorno il SEO non può più essere una sola figura.
In ogni sito tutto dall’inizio alla fine deve essere progettato per l’utente ed i motori, ogni figura da chi scrive i testi, a chi fa la grafica, a chi monta il sito, a chi gestisce il server deve avere un minimo di nozioni SEO altrimenti si rischiano errori difficilmente risolvibili a posteriori.
Ottimo mi sembra l’approccio di Francesco che da SEO Director forma ed organizza il lavoro nel team di sviluppo, così come ormai esiste la figura dell’ART Director.
Saluti
# - postato da homeworker - 19 Aprile 2007 - 15:26
4
Beh, per come la vedo io un SEO dovrebbe essere, nei miei sogni, un consulente per quanto concerne “il buon webbare”.
Il SEOing si puo applicare alla stesura dei testi, quindi un buon copywriter dovrebbe sapere “come” scrivere quello che avra un impatto su chi legge.
Cosi come chi stila il codice.
Credo che piu che una tecnica, o un insieme di tecnicismi, il SEOing dovrebbe essere un modus operandi di tutte le figure proessionali che ruotano attorno ad un sito web.
Ma si sa che in questo campo è difficile definire i limiti di una figura professionale, dato che i know how spesso, e per fortuna, sconfinano e si intrecciano.# - postato da Evi|A|ivE - 20 Aprile 2007 - 02:18
5
Ritengo che una grossa evoluzione sia venuta dal fatto che prima, una sola figura si occupava di quasi tutti gli aspetti SEO senza avere idea di cosa fossero i contenuti. Ad oggi noto che, chi si è voluto evolvere, (perchè secondo me ancora oggi molti sono al primo stadio) ha fatto in modo che le logiche SEO siano ripartite sull’intero progetto, e quindi entrando a far parte del know how aziendale piuttosto che di quello personale.
# - postato da Mariano Montuori - 21 Aprile 2007 - 12:28







