Le annotazioni sono anche parametrizzabili: ad esempio, se per un attributo si prevede unicamente un setter a livello di accesso protected sarà  possibile indicarlo all’interno dell’annotazione, come osservabile dall’esempio relativo a getter e setter.

Scritte le annotazioni, sarà  Lombok a farsi carico della conversione in nei relativi metodi a compile-time, sollevando lo sviluppatore dalla necessità  di doverli scrivere a mano: in questo modo si riduce l’ammontare di codice necessario rispetto ad una soluzione “classica”, ma si mantiene una perfetta equivalenza in termini di bytecode.

Ottima anche l’integrazione con Eclipse (e suoi derivati): una volta scritto il codice annotato, il compilatore Eclipse riconoscerà  istantaneamente i metodi generati da Lombok, metodi che risulteranno subito invocabili all’interno dell’applicazione.

Per ulteriori informazioni ci sono il sito ufficiale di Lombok ed un articolo su IBM developerWorks.

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[...] JPropel, presente anche in una versione light con meno funzionalità e meno dipendenze, basa il suo funzionamento sulle annotazioni presenti nei già citati Lombok e Lombok-pg. [...]

JPropel, LINQ per Java e molto altro | Edit - Il blog di HTML.it
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