Gli sviluppatori nello staff di una web agency
Venerdì 18 Dicembre 2009 - 08:14
di Cesare Lamanna

Dice Jeff Croft, pur ammettendo che si tratta di una pura e semplice impressione, che all’interno delle web agency la maggior parte dello staff è concentrata soprattutto nell’area dello sviluppo front-end (HTML/CSS/Javascript), molto meno su quella dello sviluppo di applicazioni web propriamente dette. Al massimo, aggiunge, di questi tempi, c’è nel team l’esperto supremo di CMS che mette alla fine tutto insieme. Ma se arriva un cliente e chiede un’applicazione di un certo livello, magari da realizzare partendo da zero, i CMS non servono più. E allora che si fa?
Curiosità: è una situazione reale? La riscontrate in qualche modo nel vostro lavoro?
Commenti
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Cesare, forse è il caso di ripensare il concetto stesso di web agency. Sta ormai emergendo un nuovo modello di agenzia (o di singole competenze), specializzata in progettazione d’interfacce o d’interazione, con staff che si occupano di fare design, disegnando, prototipando e testando e infine producendo la parte front-end, delegando all’esterno lo sviluppo dell’applicazione. In questo modello, può aver senso avere nello staff anche solo una figura senior dedicata allo sviluppo server-side, che si occupi però più che altro di supervisionare lo staff e facilitare i rapporti con i vari partner.
# - postato da Matteo Balocco - 18 Dicembre 2009 - 08:53
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l’Italia è una democrazia fonda sul lavoro… degli altri
Le web agency nascono per fatturare non per realizzare prodotti/servizi, per questi si delega all’esterno (devo realizzare un’animazione flash per il sito? chiamo la più grande web agency del pianeta che subappalta ad un freelance esterno e poi fattura al cliente finale un importo dieci volte superiore).
Figuriamoci se le webagency moderne dispongono di sviluppatori interni…
# - postato da Michele - 18 Dicembre 2009 - 09:35
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Stanno anche prendendo piede numerose web agency formate da pochissime persone (magari due) con una parte legata al design e una parte alla programmazione.
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(devo realizzare un’animazione flash per il sito? chiamo la più grande web agency del pianeta che subappalta ad un freelance esterno e poi fattura al cliente finale un importo dieci volte superiore).
io lo ripeterei 10 100 1000 volte… e lo tatuerei sulla fronte dei committenti prima e dei freelance poi…
ma quando caxxo ci si sveglierà…i freelance fottessero il lavoro alla webagency
e i clienti non si facesso fottere soldi in più…(devo realizzare un’animazione flash per il sito? chiamo la più grande web agency del pianeta che subappalta ad un freelance esterno e poi fattura al cliente finale un importo dieci volte superiore).
(devo realizzare un’animazione flash per il sito? chiamo la più grande web agency del pianeta che subappalta ad un freelance esterno e poi fattura al cliente finale un importo dieci volte superiore).
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Ma per carità… niente CSM. Noi facciamo tutto a mano, artigianalmente e in maniera certosina. E i clienti svegli se ne accorgono e ci ringraziano.
# - postato da Troglos - 18 Dicembre 2009 - 10:31
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…ovviamente non parlavo del Consiglio Superiore della Magistratura, ma dei CMS ;)
# - postato da Troglos - 18 Dicembre 2009 - 10:32
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Non sono così d’accordo con Jeff Croft. O meglio, diciamo che lui mette in risalto una parte dello staff e non buona parte dello staff. O meglio ancora, lui mette in risalto parte del lavoro dell’intero team, sì concentrato sullo sviluppo di siti che per la maggior parte delle volte si concretizzano in temi e non applicazioni vere e proprie. E dunque la maggior parte dello staff è concentrata (specializzata? perchè no?) sullo sviluppo front-end. Ma un professionista del web oltre che HTML+CSS conosce pure almeno uno fra PHP e Python, fra Ruby e JSP. E di conseguenza almeno un framework col quale creare in modo efficace applicazioni ex-novo! Almeno questa è la mia esperienza! La maggior parte delle richieste riguarda lavoro su temi, poche volte su uno sviluppo da zero a cento di un’applicazione. Anche perchè (blog e miniportali) ormai vengono realizzati estendendo e “adeguando” i più importanti CMS oggi in circolazione. Quest’ultima è una mia esperienza diretta!
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Non lavoro + in webagency, e non so come sia la situazione.
Posso solo dire che faccio fatica a trovare colleghi programmatori in rete che non siano installatori di framework e plugin.
Per contro trovo eserciti di SEO, webmarketer, HTMListi, …
Poi i risultati si vedono, un web sempre più uniforme, fatto con tanti stampini di wordpress, joomla, …
Pur non pubblicizzando la mia attività, dato che seguo solo progetti miei, ogni tanto mi contatta qualcuno che mi vuole dare lavoro.
Ma col cavolo che accetto! “Tanto si fa in un attimo” ma fattelo te se riesci a farlo in un attimo!
# - postato da Mik - 18 Dicembre 2009 - 10:36
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La mia impressione è che il mercato italiano sia saturo di pseudoagenzie che hanno vaghe competenze web ed ancor più vaghe di design, che danno al tutto un sapore decisamente dilettantistico ed improvvisato.
Il CMS in questo è stato un pane, poichè permette anche a questi numerosi non professionisti di fatturare con lavori di dubbio gusto e qualità, aiutati da una clientela che spesso si accontenta della porcata di turno.
Non so in che direzione si vada, io preferisco selezionare la clientela che ha la mentalità giusta per acquistare un vestito di pregiata fattura, rigorosamente su misura e realizzato a partire dalle materie prime :)
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@alex, magari fosse solo il mercato italiano :)
É una situazione piú che reale, ma immagino ognuno faccia le proprie scelte. Lavoro come development manager per una ditta che si occupa principalmente di fornire lavoro a piccole e medie imprese, soprattutto quelli che noi chiamiamo start-ups. I budget di queste imprese sono sempre bassi e le loro aspettative sono spesso “pressapochiste”. I nostri utili vengono principalmente dalla quantità di lavoro piuttosto che dalla qualità. Tuttavia questo va in opposizioni alle mie qualità tecniche, la mia filosofia e ambizioni. Fino ad adesso soltanto raramente abbiamo detto “no” a progetti di Web Application complessi. É infatti per questo che sto cercando di cambiare il piano aziendale. Se non ci dovessi riuscire cambieró immediatamente lavoro.
Il mio presentimento é che andando avanti con il tempo i tipi di servizi che noi realizziamo, cosí come da tante altre web agency, saranno via via automatizzati da migliorati e potenizati CMS. Il cambio generazionale vedrà molte piú persone anche non professioniste in grado di produrre buoni siti anche soltanto CMS. Outsourcing sará maggiormente richiesto fornendo manodopera a basso prezzo.# - postato da Martin Sarsini - 18 Dicembre 2009 - 10:53
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Rispondo alla tua ultima domanda Cesare: NO! :D
# - postato da Giancarlo Moschitta - 18 Dicembre 2009 - 10:57
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Dove lavoro tutto si fa sia la parte di programmazione che quella grafica (naturalmente non le stesse persone) e non siamo in tanti.
Abbiamo creato un nostro CMS abbastanza flessibile che utilizziamo per applicazioni complesse o per sitarelli. In passato è stato utilizzato Joomla (anche se io non ci ho mai lavorato), a mio parere, perché aveva già tutto quello che serviva al cliente. Recentemente abbiamo installato PhpBB con qualche nostra modifica perché sarebbe costato troppo in termini di tempo realizzare un forum.
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Personalmente in qualità di titolare di una webagency ritengo che i CMS non andrebbero presi in considerazione se si vuole fare un lavoro serio e professionale.
Usare i CMS significa non avere la competenza necessaria a sviluppare applicazioni complete e funzionali in ogni singolo aspetto, e soprattutto che rispecchino al 100% le specifiche richieste del cliente.
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Sono titolare di una webagency, ma sopratutto sono programmatore e progettista software di lunga esperienza. Nella mia web agency,ci sono figure che si completano a vicenda e non ci occupiamo certo solo di front end. L’unica cosa che esternalizziamo è la produzione dei testi. Abbiamo un nostro CMS molto flessibile e potente ed in continua evoluzione che usiamo per sviluppare tutti i tipi di siti. Inoltre usiamo agevolmente diversi framework (cakephp, symfony, codeigniter ed altri) per sviluppare applicazioni ex novo. Per dirne una, uno dei software web che abbiamo fatto consente di gestire centri sportivi di grosse dimensioni, controllando l’accesso a tornelli e l’uso di docce e phon con badge rfid. Tutto tramite un lettore rfid di rete progettato ed implementato da noi, che si basa hardware open source ITALIANO -vedi arduino-….). Insomma, forse si deve capire cosa vuole dire WEB AGENCY .. per noi significa _saper_ lavorare sul web a 360 gradi ed esternalizzare (professionalmente, budget permettendo) solo ciò che non si sa fare :-)
# - postato da carlo amoroso - 18 Dicembre 2009 - 11:55
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@Guido disapprovo. Capisco quello che dici ma mi sembri un po’ troppo drastico. Ti potrei fornire una lunga lista di siti che usano standard CMS a cui sono stati aggiunti funzionalità altamente personalizzate e complesse. Con questo sistema proprio di recente ho fatto il sito per un music festival di artisti di fame internazionale. Usare i CMS puó significare non avere la competenza. Ma puó anche significare che per la gestione di semplice contenuti ci si é voluti affidare a qualcosa che offra solidità e rapidità di impiego.
# - postato da Martin Sarsini - 18 Dicembre 2009 - 12:00
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MAGARI fosse cosi’!!!!
nel senso che MAGARI finalmente ci fossero piu’ risorse dedicate al front-end! Forse si eviterebbero quei bellissimi siti basati su CMS aziendali in cui la pima cosa che vedi e’ un form di ricerca con 3000 campi e qualsiasi cosa cerchi ti viene fuori un bel “result set nullo” (se non un codice di errore ASP… quanti se ne vedevano negli anni 90!!).
Quello che dice Jeff puo’ essere anche vero, ma e’ indice di un problema diverso, secondo me:
1) non che l’allocazione risorse e’ sbilanciata sullo sviluppo front-end
2) ma che i CMS e altri strumenti lato client (vedi framework JS) hanno reso alcuni gruppi di lavoro meno dipendenti dagli sviluppatori back end veri e propri. (SENZA pero’ poter ottenere gli stessi risultati, aggiungo io: si guadagna da una parte ma si perde sempre dall’altra).
Siccome gli sviluppatori back end storicamente sono piu’ legati al profilo “serio” degli ingegneri e quindi piu’ costosi e metodici, in un’epoca di Fesbuk, Web due-palle-zero, drag-n-drop, ci si affida a codice lato server gia’ scritto (vedi i famosi CMS) e si spera che un “accatiemmellista” possa darci il prodotto che cerchiamo con un costo minore.
Questo ha i suoi vantaggi, in termini di interfaccia, ma e’ vero’ che vengono fuori
- o porcate lato server (siti bucati, che non scalano, che nessuno sa veramente cosa stanno scrivendo nel DB)
- oppure siti tutti uguali perche’ basati sui template di default con due modiche e via, oppure entrambe le cose.Bello comunque riflettere sulla diversa impostazione tra uno sviluppatore front-end e back-end. Sono due mondi molto diversi, ed e’ sensazionale cosa si riesce a fare quando dialogano davvero bene (vedi Gmail o Google Maps, una bomba di robustezza e usabilita’ senza dover usare Flash, Silverlight ecc).
# - postato da pbattino - 18 Dicembre 2009 - 12:18
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Ho lavorato in una web agency dove c’era un solo programmatore part-time che quando necessario realizzava da zero il codice richiesto. Ma il cliente tipo era veramente di basso livello, 5 pagine statiche e via… conta poco come esempio.
Altre volte ho visto agenzie partire da un CMS come Joomla per modificarlo, ma non sempre è una scelta felice.
# - postato da Tommaso Baldovino - 18 Dicembre 2009 - 12:25
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Interessante argomento. Penso che dipenda molto dalla tipologia di clienti con cui si ha a che fare.
Se si fanno praticamente solo siti statici, blog o comunque con richieste abbastanza semplici e standard allora è normale applicare sistematicamente i CMS e di conseguenza il lavoro non può che concentrarsi sul front-end; anche perchè in questo caso è l’unico modo per differenziare il proprio portfolio :)
Se invece si hanno richieste più personalizzate e progetti più variegati ovviamente non si può evitare di avere sviluppatori server side in sede :)Credo che queste due situazioni non dipendano dal caso, ma dalla mission dell’azienda e quindi dalla scelta e dalla ricerca dei clienti.
# - postato da Andrea Zilio - 18 Dicembre 2009 - 18:21
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Premetto che non riesco a concepire il voler affrontare un progetto web senza avere una base fondata nella programmazione. Dirigo un piccolo gruppo di lavoro nel quale mi occupo direttamente dello sviluppo nelle parti più “approfondite” di programmazione e gestione dati, però devo dire francamente che la necessità di snellire i costi di produzione per rimanere concorrenziali è sentita. nasce da qui la necessità di usare prodotti già fatti.
Il problema nasce secondo me dall’educazione del cliente al prodotto che compra: quanti entrebbero in un autosalone per chiedere “un’automobile”? eppure di clienti che chiedono “un sito” come fosse un prodotto “tanto-al-chilo”… e ce ne sono ancora, e molti purotrppo. e in questo caso spiegare i vantaggi di un sito personalizzato rispetto ad un cms diventa impresa ardua, perchè l’unico fattore che valutano è il “costo al chilo” del prodotto ignorando i parametri che ne definiscono la qualità.
poi quando mesi dopo avranno la necessità di esportare dal un db sql in locale un’anagrafica clienti ed importarla nel db online ed il “programmatore di cms” gli risponderà “che impossibile”.. impareranno. :)
# - postato da Raffaele Boccardelli - 18 Dicembre 2009 - 21:51
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@Martin
Sìcuramente hai ragione nel dire che sono troppo chiuso nei confronti dei CMS, però questa mia posizione nasce dal fatto che li ho provati i CMS in passato per miei test, e in un paio di occasioni anche per clienti, ma mi sono trovato quasi sempre a dover limitare le richieste del cliente, in quanto non era possibile fare quella determinata modifica, o cmq era particolarmente complessa e non valeva la pena farla.
Ritengo che all’inizio può servirti per crescere e migliorarti, ma ad un certo punto vanno abbandonati.
Poi è chiaro, se il sito di cui mi parli è quello del Chorus russo che ho visto sul tuo sito, allora ben venga il CMS vista la semplicità delle richieste e del lavoro.
MA se parliamo di progetti piu complessi dove lo sviluppatore crea il cuore del servizio web, allora lì il CMS non va utilizzato.Essere concorrenziali sui prezzi è fondamentale, e per noi a Napoli lo è ancora di più :-)).
Per questo motivo bisogna cercare in creare dei CMS all’interno della propria azienda.
Noi per esempio abbiamo realizzato un e-commerce grazie ad una commessa di un primo cliente, e adesso quel sistema di vendita, con le modifiche che di volta in volta ci possono venire richieste dai nuovi clienti, lo rivendiamo ad un prezzo minore avendo già il “core” del sistema pronto.Avremmo potuto utilizzare uno dei tantissimi sistemi ecommerce già pronti e modificarne solo la grafica, ma questa soluzione è limitativa sotto troppi aspetti.
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Io da sempre ho evitato l’utilizzo di CMS, creando un mio software sempre più sviluppato, più performante, più ricco di features. Dapprima realizzavo la grafica da me, con evidenti mancanze, poi ho trovato un grafico. Ora mi serve solo che il grafico impari a separare i psd e poi magari ad assemblare HTML e CSS e sono a cavallo tra la distinzione tra creazione contenuti e presentazione degli stessi.
# - postato da Axiomatic.it - 19 Dicembre 2009 - 17:29
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@Guido
Anche io mi trovo in disaccordo con il tuo discorso sui CMS. Il CMS è uno mezzo, la qualità del risultato dipende da chi lo utilizza.Personalmente a me fanno sorridere i CMS privati… tutti descrivono il proprio CMS come “flessibile, potente, veloce ecc.”… non dubito che alcuni lo siano, ma fin’ora mi è capitato di avere a che fare con 2 di questi “CMS interni” ed erano delle ciofeche assurde, la cui sicurezza era basata sulla secretezza del codice e basta
E riguardo a quando usare un CMS la penso al contrario… quando inizi è giusto scriverti il tuo CMS, così approfondisci un pò tutti gli aspetti… ma quando poi inizi a lavorare seriamente preferisco basarmi su un CMS/framework e concentrarsi sulle esigenze del cliente, invece di riscrivere codice che è già stato scritto da migliaia di persone…
Il discorso della flessibilità poi è relativo, tutto sta a scegliere il CMS giusto. Certo, se ci si sceglie il CMS in base al numero di moduli e alla facilità di utilizzo non si può lamentarsi quando poi si scopre di avere le mani legate… ti assicuro che esistono prodotti che fanno della flessibilità e della qualità del codice il loro primo obiettivo (magari a discapito della semplicità, ma questo non dovrebbe essere un problema per un programmatore esperto)
# - postato da Giacomo - 19 Dicembre 2009 - 17:33
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che si fa quando arriva un cliente che si sa di non poter soddisfare? a seconda delle persone si può rifiutare il lavoro, ridurre lo scope, delegare in outsourcing.
Al proposito, esistono realtà specializzate in sviluppo puro, composte da persone con formazione tecnica o ingegneristica, con esperienze che vanno dalla gestione di sistemi, allo sviluppo di applicazioni tradizionali e applicazioni web, che approcciano i problemi con mentalità completamente diversa da quella dei grafici pubblicitari(spesso, formatisi sulla carta stampata).
Il massimo della qualità si può avere quando le competenze necessarie sono disponibili e possono/sanno comunicare efficacemente… detto questo, non sono un grande fan del outsourcing# - postato da devsmt - 19 Dicembre 2009 - 20:09
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3 grafici / 2 svilupptori / 1 copy / 1 project manager / 1 SEO
# - postato da simone - 21 Dicembre 2009 - 09:00







