Blogosfere parte tra Web 2.0 e politica

Martedì 18 Ottobre 2005 - 17:03

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Eventi e segnalazioni

Da alcuni giorni si fa un gran parlare di Blogosfere, il network di blog ideato e curato da Marco Montemagno. In queste ore il network vede ufficialmente la luce con la nascita dei primi due blog: uno dedicato al Web 2.0 (curato dallo stesso Montemagno) ed uno riservato all’analisi delle prossime elezioni del 2006 (curato da “Apologeta”). Sottoscrizione completata, blogosfere sott’occhio per vedere come si evolverà l’idea. In bocca al lupo ai curatori del progetto ed a tutti coloro i quali vi entreranno con una collaborazione fattiva.

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Commenti

1

Ribadisco quanto già espresso nel mio blog.
I mezzi, le idee e le risorse per creare un network di qualità ci sono.

Ciò farà la differenza saranno gli autori dei blog sperando che l’obiettivo di raggiungere 100 blog entro fine anno non lasci in secondo piano la qualità rispetto alla quantità.

Curato da: Apologeta (nickname di un noto osservatore politico)

Non mi occupo di politica quindi potrei anche dire una strafalcionata e l’autore potrebbe essere famosissimo.

Tuttavia, un consiglio: dietro ai nick ci sono delle persone. Fate conoscere le persone (gli autori) prima dei nick.
Eviterete di ripetere uno degli sbagli che ha recentemente compiuto MSN con il suo network lanciato qualche mese fa.

Ovviamente, rinnovo il mio in bocca al lupo. :o)

# - postato da Simone Carletti - 18 Ottobre 2005 - 18:21

2

Concordo Simone.
Infatti sarà così.
Ma nel caso di apologeta ha chiesto lui di rimanere anonimo.
Che faccio lo obbligo con la forza a svelare la sua vera identità ?

Marco :)

# - postato da Marco - 18 Ottobre 2005 - 18:26

3

In certi casi, forse, a ben pensarci l’anonimato non è poi così male. Tutto è opinabile, a maggior ragione quando si parla di blog, ma forse in certi casi l’anonimato è una misura ottimale per misurare il reale valore dei contenuti. Una stessa frase, se detta da due “nomi” diversi, può essere letta e girata in modi differenti. Se invece “Apologeta” riesce a dare un’idea di sé, del proprio pensiero e della propria critica senza essere giudicato per il proprio nome, allora potrebbe uscirne qualcosa di nuovo e importante. L’anonimato, se accompagnato da un buon lavoro contenutistico, può diventare un valore aggiunto.

Ma aspetto di verificare questa ipotesi alla prova dei fatti.

# - postato da Giacomo Dotta - 18 Ottobre 2005 - 18:30

4

Che faccio lo obbligo con la forza a svelare la sua vera identità ?

@ Marco
Io parlo da semplice e curioso spettatore.

Se poi ci sono ragioni sotto, a priori io non le potevo sapere e, ovviamente, se la scelta è giustificata assume un valore differente. ;o)

@ Giacomo
Quello che dici è vero, ma c’è un problema di fondo.
Di blog ce ne sono tanti oggigiorno, anche troppi e come per la rete in generale si sta ponendo il problema del reperimento di informazioni valide.

Non dico che un utente “normale” debba essere creduto meno di un nome noto, tutt’altro.
Dico solo che, come Nielsen ha ribadito giusto in giornata, conoscere (anche senza conoscerlo) l’identità dell’utente ispira più fiducia.

# - postato da Simone Carletti - 18 Ottobre 2005 - 22:52

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