HTML5: tra innovazione e ritorno al passato

Giovedì 18 Agosto 2011 - 09:00

di Gabriele Romanato

Web Standards

HTML5, che non è ancora uno standard ufficiale ma di fatto è sempre più usato, è un pericoloso mix di innovazione e ritorno al passato. Innovativo, perché presenta nuovi elementi, nuove API e caratteristiche sempre al passo con le esigenze degli sviluppatori ma anche rivolto al passato, per aver abbandonato quello che si era faticosamente raggiunto con XHTML: il rigore della semantica e della sintassi.

Perché non XHTML 2? E perché non definire HTML5 come (X)HTML5? HTML5 parte dal presupposto che il web è fatto per lo più da zuppa di tag, a cui non c’è rimedio. Quindi si è permesso ad un documento HTML5 di essere privo dell’elemento body, poiché tutti i browser lo aggiungono automaticamente nel DOM. Ma non è forse vero che così il lavoro di un browser si complica?

Qualcuno potrebbe parlare di un nuovo tipo di semantica per HTML5, ed è giusto farlo. Ma che tipo di semantica? Una semantica basata sulle statistiche d’uso dei nomi degli attributi degli elementi: quindi dato che il 90% usa id="header" o id="footer" abbiamo gli elementi header e footer. Un passo indietro rispetto alla distinzione semantica che XHTML fa tra un div e un p: dal generico allo specifico.

Abbiamo quindi un’accettazione della zuppa di tag come dato di fatto ed una semantica presentazionale. In più notiamo come alle chiare regole grammaticali di XHTML relative al rapporto genitore/figlio tra gli elementi si sia sostituito un più generico rapporto tra gruppi di elementi accomunati da alcune astrazioni incomprensibili ai più che fanno in modo che la maggior parte dei nuovi template in HTML5 abbia problemi di validazione.

In realtà la validazione è ancora sperimentale, e quindi i risultati che ne derivano sono del tutto passibili di variazioni in futuro. HTML5 è sicuramente molto potente e versatile per quanto riguarda le nuove caratteristiche introdotte, ma pecca di quel rigore formale e semantico che certamente servirebbe a riportare un pò d’ordine in un web dominato dalla marcatura malformata e non valida.

Non si tratta di semplici requisiti accademici: validità e semantica fanno si che i siti possano dialogare tra di loro, scambiandosi non solo dati ma anche template e layout. Andy Clarke aveva proposto l’adozione di una nomenclatura più semantica per gli elementi: non è stato ascoltato, e quello che lui scrive in Transcending CSS si perde nel turbinio delle statistiche che hanno di fatto sancito la nomenclatura, la sintassi e la semantica di HTML5.

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Commenti

1

La semantica è essenziale anche per il web-scraping, che è sempre più utilizzato.
Io sono tra quelli assolutamente a favore di qualcosa che evolva microformati/microdata e vedrai che sarà una necessità crescente che imporrà de facto maggiore rigore. La cosa spiacevole è che ci arriveremo sicuramente e quando ci saremo arrivati guardandoci indietro ci chiederemo? perché non lo abbiamo fatto subito? E lì chi sosteneva xhtml2 si morderà le mani :-)

# - postato da seralf - 18 Agosto 2011 - 09:23

2

Pensa che un documento HTML5 può anche essere costituito solo dal DOCTYPE, , da html, da head e dal contenuto. Questo perchè si è pensato di ridurre tutto al minimo comun denominatore dei browser, che automaticamente aggiungono body alla struttura DOM. Non è un caso che l’estensione DOM di PHP non supporti HTML5, almeno per ora. Il metodo DOMDocument::loadHTMLFile() restituisce un errore con HTML5.

# - postato da Gabriele Romanato - 18 Agosto 2011 - 10:07

3

se l’html5 permette la “tag soup” permette anche di continuare a scrivere pagine utilizzando il rigore della semantica di XHTML, quindi basta non perdere le buone abitudini ed utilizzare i nuovi strumenti che ci vengono messi a disposizione

# - postato da ndo - 18 Agosto 2011 - 11:54

4

Comunque, a quest’ora dovevamo essere già ad HTML15.

# - postato da TheStylist - 18 Agosto 2011 - 12:10

5

Credo che html5 sia una delle cose peggio riuscite del w3c, non ha senso creare un markup “perchè le pagine sul web sono fatte male e quindi facciamo male tutti”.

# - postato da Nando - 18 Agosto 2011 - 12:31

6

Sono d’accordissimo.

In molti si sono affrettati a dichiarare XHTML morto, ma come esperimento non era un gran che dato che Internet Explorer non lo leggeva come si deve. Invece si e’ tornati indietro al tag soup… sfottendo un po’ gli “accademici” che volevano XHTML.

E mi sembra vedere la stessa storia ripetersi con il web semantico. Non importa che il numero di pagine semantiche sta’ crescendo: oramai e’ “yesterday’s fashion” per alcuni, ed un chiaro fallimento.

Mi domando se questa stessa filosofia avesse regnato nel 1990 agli albori del HTML se avremmo mai avuto il Web!

Certi standard necessitano tempo prima che raggiungano la massa critica. Bisogna essere pazienti, e perseverare, invece di dichiarare il buzzword di ieri morto per il buzzword di oggi.

Secondo me se Internet Explorer avesse supportato XHTML la storia sarebbe andata in maniera molto differente. E per quanto riguarda XHTML2 la grossa pecca che trovo e’ che il salto da XHTML1 era troppo grande, ma spero che HTML6 o forse HTML7 riprendano altre delle buone idee di XHTML2 (come il tag H).

# - postato da Diego - 18 Agosto 2011 - 12:54

7

In un mondo in cui sempre di più si cerca di usare php anche in ambito professionale, in cui sempre più tool grafici la fanno da padrone (non ultima la porcata adobe) ed in cui essere professionisti significa non arrivare a fine mese cosa ci si poteva aspettare?

# - postato da lordmax - 18 Agosto 2011 - 13:20

8

Sono d’accordissimo con le tue perplessità!
Tempo fa (in un altro commento su un post riguardante HTML5) avevo cercato di spiegarmi allo stesso modo, ma il tuo post ha espresso al meglio la mia preoccupazione!

# - postato da goetas - 18 Agosto 2011 - 14:28

9

Il post non voleva essere una provocazione. Uso HTML5 tutti i giorni ormai da almeno un anno, quindi sarebbe stato incoerente da parte mia. Semplicemente, non capisco alcune scelte a livello di design e implementazione. Per me il discorso della semantica è importante per una questione di sviluppi futuri, quali motori di ricerca semantici, spider che utilizzano RDF e più in generale un web in cui ci sia un’architettuta coerente alle spalle di quello che oggi viene semplicemente tenuto su dal protocollo HTTP. :-)

# - postato da Gabriele Romanato - 18 Agosto 2011 - 16:39

10

Il post non voleva essere una provocazione. Uso HTML5 tutti i giorni ormai da almeno un anno, quindi sarebbe stato incoerente da parte mia. Semplicemente, non capisco alcune scelte a livello di design e implementazione. Per me il discorso della semantica è importante per una questione di sviluppi futuri, quali motori di ricerca semantici, spider che utilizzano RDF e più in generale un web in cui ci sia un’architettuta coerente alle spalle di quello che oggi viene semplicemente tenuto su dal protocollo HTTP. :-)

# - postato da mbt - 19 Agosto 2011 - 09:35

11

Io non riesco bene a capire quali siano le perplessità, che se scrivo br invece di br/ in HTML5 la pagina si visualizza correttamente?
Per quanto riguarda poi microformati/microdata e RDF Google li legge già senza problemi anche in documenti HTML5 per i suoi rich snippets, quindi tecnicamente sarà possibile anche per altri, no?\

# - postato da Fra_T - 22 Agosto 2011 - 12:32

12

Ottimo post, condivido pienamente le perplessità dell’autore. Html5 è la volontà dei produttori di browser di implementare una maggiore multimedialità, interazione, librerie grafiche (vedi webgl) nei browser… fregandosene di usabilità (vedi canvas e tag audio / video) e semantica. Ha portato diverse cose nuove e molto interessanti ma le avrei preferite implementate in xhtml2.

# - postato da luglio7 - 24 Agosto 2011 - 10:17

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