L'esordio dell'algoritmo per il mobile friendly ranking risale allo scorso aprile, ma da allora Google ha confermato in maniera sempre crescente il suo interesse nei confronti delle pagine Internet mobile first o progettate secondo i dettami del responsive design. A tal proposito basterebbe citare il suo test di compatibilità con dispositivi mobili o la promozione di una tecnologia come AMP (Accelerated Mobile Pages).

Ma quali saranno gli effetti di questo aggiornamento? Sostanzialmente, chi dovesse aver già adattato il proprio sito Web alle esigenze dell'utenza che utilizza device mobili non dovrebbe notare particolari differenze per quanto riguarda il posizionamento. Rimane però da capire se l'implementazione dell'algoritmo rappresenterà un beneficio per le risorse mobile friendly così come una penalizzazione per quelle che non lo sono.

A questo proposito Klemen Kloboves, Software Engineer di Big G, ha voluto specificare che Google dovrebbe comunque privilegiare i contenuti rispetto alla loro presentazione, motivo per il quale anche nel caso in cui una pagina Web non dovesse rivelarsi mobile-friendly essa potrebbe mantenere, o conquistare, un buon posizionamento se i suoi contenuti sono sufficientemente rilevanti da soddisfare una query (high quality content).

Cosa aspettarsi? Probabilmente si ripeterà una situazione simile a quella dell'aprile 2015, quando in molti avevano previsto un vero e proprio mobilegeddon che in realtà non avvenne, l'arrivo del nuovo algoritmo fu infatti meno traumatico di quanto ci si aspettasse.

Viene però da chiedersi se l'annuncio dell'aggiornamento di maggio non rappresenti un velato incentivo all'adozione diffusa di AMP. Dato che l'azienda in possesso del motore di ricerca più utilizzato della Rete è anche la stessa che sviluppa la piattaforma mobile più diffusa, tale sospetto potrebbe essere giustificato.

Via Google Webmaster Central Blog

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