Dei superlativi sensuali e di altre tesi

Mercoledì 18 Febbraio 2009 - 08:18

di Massimiliano Scorza

Contenuti e Web Writing

65. Non per deludervi, ma i vostri sensuali superlativi assoluti, i vostri sinuosi accordi da copywriter attorno ai diversi sinonimi di accattivante, le coreografiche immagini retoriche e gli ammiccanti aggettivi da romanzo Harmony - revisionati con tanta cura per il packaging e nei comunicati stampa - non ci affascinano, non ci incantano, non ci seducono.

Questa sessantacinquesima tesi tratta dalle 91 discutibili tesi per un marketing diverso non mi va giù.

Come ha detto lo stesso autore, alcune di queste tesi sono volutamente provocatorie. Ok. E come ben posso notare guardando molti post di questo e altri blog, scritti anche da altri autori, spesso si preferisce - e di ritorno, è più gradita - la scrittura terra terra, quella povera, quella, per intenderci, che sto utilizzando in questo momento.

Siccome c’è sempre un però, eccolo servito: i superlativi sensuali, come li chiama Gianluca Diegoli, denotano cura e attenzione per il testo. Fanno capire che dall’altra parte della pagina web c’è qualcuno che si è sforzato di comunicare al meglio, e che probabilmente sa di cosa sta parlando.

La scrittura artistica, la grammatica perfetta e brillante, le sinuosità dell’italiano: non sono aspetti da sottovalutare. Mai.

Insomma, è come se io sbaliassi a scrivere un verbo proprio mentre me ne sto qui a parlare di copywriting. Sarebbe orribile, non trovate? ;-)

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Commenti

1

Sarebbe decisamente orribile sbaliare una cose del genere :D

# - postato da lloyd27 - 18 Febbraio 2009 - 09:15

2

sbaliare è umano! :D

in ogni caso preferisco la tendenza inversa ovvero la maggiore attenzione all’uso delle parole, alla giusta calibrazione dei periodi e relativi concetti.. i testi scritti male, in genere, mi infastidiscono

# - postato da antonio gioia - 18 Febbraio 2009 - 09:32

3

Ma qui non è in discussione l’errore (è dato per scontato che il testo sia corretto grammaticamente e sintatticamente).

Credo che il concetto che voleva esprimere l’autore (e che condivido al 100%) è che non si può pretendere di infinocchiare gli utenti con l’ennesima variazione di “azienda giovane e dinamica” o “azienda leader con consolidata esperienza nel settore”. Se non ho niente di concreto e interessante da dire non acchiappo più nessuno, per quanti voli pindarici possa farci sopra.

Idem per la grafica: posso compiacermi per lo splendido layout infarcito di stock photo con la segretaria con le cuffie, il manager sorridente e la stretta di mano, ma in tempi di web 2.0 e social network se non offro concrete informazioni sui miei prodotti i possibili clienti vanno a cercarle altrove, magari dalla concorrenza.

# - postato da Luciano Ghione - 18 Febbraio 2009 - 10:11

4

Come per la scrittura vale anche per il copywriting… che è scrittura a tutti gli effetti.
Non basta il concetto ma conta anche come viene espresso.
Oggi purtroppo si tende a non considerarlo, probabilmente perché è diventato cool essere ignoranti.

# - postato da lordmax - 18 Febbraio 2009 - 10:56

5

grazie per la discussione innanzitutto.
si’, il concetto che volevo esprimere, ma nella sintesi capisco che puo’ andare perduto, era quello di #3 di Luciano. I testi vanno scritti bene, ma non pensate di infinocchiarci con i minuetti da copywriter ;)

# - postato da gluca - 18 Febbraio 2009 - 11:04

6

Buongiorno Gianluca,

grazie per il tuo intervento.
Anche io davo per scontato l’aspetto grammaticale e sintattico. Ma nella ricerca di qualcosa di diverso, resto convinto del fatto che gli aggettivi che si possono usare non sono solo “bello” e “grande”, e c’è molto altro aldilà di “esperienza nel settore”. Su questo siamo tutti allineati. E’ vero anche che se non si ha nulla di concreto da dire è meglio non dire niente. Il però, però :-D, resta…questo non significa che bisogna trattare un testo come se avessimo la terza elementare. L’italiano è una lingua splendida, le sue sinuosità non vanno dimenticate.

# - postato da Massimiliano Scorza - 18 Febbraio 2009 - 11:27

7

È necessario utilizzare un linguaggio quanto più comunicativo possibile, sopratutto se può essere utilizzato sinergicamente ad altri strumenti (la formattazione, le immagini, i colori,…). Utilizzare un linguaggio semplice non significa che si stia sminuendo significato del concetto che vogliamo trasmettere, ma d’altro canto utilizzare i termini adatti mi sembra opportuno e quantomeno necessario.

Ps: non bisogna perdersi nei giri di parole ;)

# - postato da Mr Kuzio - 18 Febbraio 2009 - 14:18

8

…e d’altro canto proprio la capacità di rendere gradevole un testo, sia semplificandolo, sia arricchendolo, senza farlo diventare stucchevole, commercialese, abbindolatorio, è una delle più grandi difficoltà dello scrivere.

Ovviamente si può decidere di rinunciarvi e scrivere semplice, chiaro e sintetico, o azzardarsi ad entrare nel campo minato della sinuosità, della metafora, del sottinteso, pagandone lo scotto se non si riesce :)

# - postato da fradefra - 24 Febbraio 2009 - 16:39

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