Una conversione o mille che ne danno una?

Lunedì 17 Dicembre 2007 - 09:17

di Francesco de Francesco

Web Marketing

Problemino da risolvere.

  • Opzione A: Una conversione ci costa 5 euro e produce 50 euro, per cui ci guadagniamo 45 euro.
  • Opzione B: Una conversione ci costa 0,5 euro, produce 5 euro, ne scateniamo 10, per cui abbiamo 5 euro di costo, 50 di introiti ed alla fine guadagniamo ancora 45 euro.

Lavorereste sperando di ottenere il primo risultato o il secondo? Perché?

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Commenti

1

dipende unicamente dal tipo di bene/servizio che vendo. Se è un bene “di lusso” o comunque difficilmente ripetibile preferirei la prima. Se sono beni “di massa” o l’acquisto comporta una fidelizzazione o è facile che sia un acquisto ripetuto punterei alla seconda e all’ampliamento della base clienti.

# - postato da Tambu - 17 Dicembre 2007 - 10:13

2

La prima comporterebbe probabilmente meno fatica nella gestione. Per cui sarebbe preferibile.. però se guardiamo alla continuità è forse meglio la seconda. Se per esempio saltiamo una conversione nel primo caso non guadagnamo nulla, nel secondo una quarantina di euro li abbiam fatti. Per cui forse è meglio la seconda.

# - postato da Fabio - 17 Dicembre 2007 - 10:48

3

sono d’accordo con tambu…

dipende molto da cosa stiamo parlando… a freddo opterei generalmente per la seconda in quanto se ha la capacità di scatenarsi potrebbe nel breve periodo portare più introiti…

per un progetto più a lungo termine prenderei invece la prima che nonostante le potenziali minori vendite renderebbe di più nel medio lungo… parere personale, ovvio… ;-)

# - postato da Mattia Soragni - 17 Dicembre 2007 - 11:05

4

Ciao,

anch’io, a parità di guadagno finale, voto per la seconda

# - postato da Fabio Sutto - 17 Dicembre 2007 - 11:26

5

mi sembra difficile trovare settori cosi flessibli… non è che si sceglie di guadagnare meno…

comunque sempre meglio la seconda opzione, è più facile r idurre i costi che aumentare i ricavi..

# - postato da Fabrizio Ventre - 17 Dicembre 2007 - 11:27

6

La seconda - per far girare maggiornamente il prodotto

# - postato da Stefano Loberti - 17 Dicembre 2007 - 12:15

7

Anche io starei per la seconda, più possibilità di successo e meno rischio.
La quantità premia quasi sempre :)

# - postato da Matteo - 17 Dicembre 2007 - 13:15

8

Visto così direi la seconda con le stesse motivazioni addotte da Fabio (#2), dato che entrambe le opzioni danno un medesimo ROI, però la seconda mi garantisce qualcosa in più, ed essendo cresciuto al suon di “piuttosto che niente è meglio il piuttosto” mi orienterei sicuramente sulla seconda.

# - postato da Matteo Crippa - 17 Dicembre 2007 - 13:54

9

D’accordo con Matteo Crippa voto per la seconda anche io

# - postato da Jack Solo - 17 Dicembre 2007 - 14:53

10

Dipende dalla difficoltà nell’ottenere conversioni. Se 1 conversione costata 50 euro la ottengo con la stessa facilità di quelle da 50 centesimi, allora la tua domanda si risponde da sola: sarebbe come dire meglio 10 conversioni da 50 euro o 10 conversioni da 50 centesimi ?
Nella domanda hai dimenticato di evidenziare la valutazione della difficoltà: ne hai evidenziato solo il costo
Senza badare alla difficoltà ma solo al costo, l’esempio diventa qualcosa tipo: meglio investire in un “negozio di generi alimentari” o in un “ipermercato” ? I costi del secondo sono maggiori, ma la proporzione con i guadagni è probabilmente in linea con quella del primo….

# - postato da DAG - 17 Dicembre 2007 - 15:21

11

Cos’e’ una conversione? :)

# - postato da Lucas - 17 Dicembre 2007 - 16:32

12

la seconda, però come già detto dipende dal prodotto.

saluti Jo

# - postato da Jonathan Giustozzi - 17 Dicembre 2007 - 17:40

13

DAG, giusta la tua osservazione. Ho dato per scontato che fossimo a parità di diffoltà, ma sarebbe stato meglio precisarlo, ovviamente :)

# - postato da fradefra - 17 Dicembre 2007 - 19:10

14

@fradefra
Beh, se ottenere 10 conversioni per un totale di 45euro mi costa (oltre che economicamente anche in termini di difficoltà) quanto 1 conversione solamente, opto per quest’ultima.
Vado controtendenza lo so, ma Fra ha parlato di conversioni, non di investimenti.
Un conto è dire: investire 5 euro in un annuncio che ne potrebbe fruttare 50, un altro è dire spendere 5 euro per guadagnarne certamente 50; se la scena presentata da fradefra è questa, vale la pena spendere.

# - postato da DAG - 17 Dicembre 2007 - 21:08

15

Una conversione costo 5 contro 50 potrebbe essere una botta di c**o, tante conversioni da poco sono una certezza sulla salute del meccanismo.

Dovendo scegliere la situazione scelgo la seconda.

Mi sembra chiaro che nella situazione dipinta da Dag questo post non avrebbe avuto senso, è implicito nel senso del post che il dubbio è: meglio centrarne una grossa ogni tanto o tante piccole di fila?

A meno di non voler discutere del sesso degli angeli

# - postato da Kiko - 17 Dicembre 2007 - 21:55

16

Se la metti cosi Dag, potremmo stare qui anni e anni a discutere aggiungendo per esempio se quella conversione è
- ricorsiva,
- se è una tantum,
- se il prodotto prevede costi di assistenza post vendita,
- se il clinte mi resta patrimonializzato in azienda;
- se di lui posso disporre dei dati personali;
- se il prodotto venduto è a canone temporalizzato;
….

Ovviamente nel post iniziale si parlava di parità di condizioni… ;)

# - postato da Fabrizio Ventre - 17 Dicembre 2007 - 22:10

17

@Fabrizio Ventre
Mah, sto solo cercando il pelo nell’uovo per capire se ci sia una remota possibilità di poter preferire la singola conversione alle dieci conversioni.
Di primo acchitto avrei risposto anch’io come Tambu, Fabio e poi via via gli altri, ma c’è qualcosa che mi sfugge: le domande di Fra non sono mai banali
Se tutti rispondiamo: -La seconda! significa che non ci abbiamo riflettuto abbastanza o che Fra ha fatto una domanda tanto per farla (ma scarterei questa ipotesi).
E tra l’altro dopo averci (più o meno) riflettuto, ho in mente qualcosa che mi fa pendere verso la singola conversione…
Se le conversioni hanno il potenziale proporzionato, con quella da 50 euro posso permettermi di prendere 9 fiaschi, prima di perdere una battaglia: 1 su 10 e torno in parità… Con l’altro sistema devo obbligatoriamente fare l’en-pelin (fila il discorso oppure il sonno mi sta).
Forse è solo un discorso di rischi: E tu ? Quanto sei disposto a rischiare ?

# - postato da DAG - 17 Dicembre 2007 - 22:36

18

Beh.. guarda l’opposto.. nel primo caso perdi 1 bottiglia hai perso il 100%; nel seconod perdi 1 bottiglia perdi il 10%.

E comunque dalla mia esperienza, seppur modesta, direi che è più facile tagliare i costi che aumentare le vendite.

Se parto dai 2 esempi:
1 vendita, 5 euro di utile (5 euro /conversione);
10 vendite, 5 euro di utile (0,50 euro /conversione);

Se io mi trovo a vedere 1 prodotto per 5 euro di guadagno o aumento il prezzo o aumento le vendite.

E vendere non è tanto semplice.

Se aumento il prezzo devo farlo in modo pesante o non vale nemmeno la pena.

Nel secondo caso posso agire solo sul prezzo (invece di 5 euro posso fare 5,10 euro. 10 cent ripartiti non si notano nemmeno ma in 10 vendite fa 1 euro, ovvero un 20% di utile);

posso agire sui costi (vendendo molto ci sono sicuramente costi… dove ci sono costi ci sono possibili risparmi).

# - postato da Fabrizio Ventre - 18 Dicembre 2007 - 00:29

19

@Fabrizio Ventre
Il discorso delle perdite non fa una piega, ma in quel caso stai analizzando, appunto, le perdite; e se spostassi l’obiettivo sui guadagni ?

Nel primo caso vendi 1 bottiglia hai guadagnato il 100%; nel secondo vendi 1 bottiglia guadagni il 10%.

Considerando quanto affermato da te

E vendere non è tanto semplice.

mettere a segno 10 vendite la vedo un’impresa abbastanza ardua.
Ma credo che a questo punto una case history ci sarebbe molto utile…

Purtroppo l’affermazione

Se io mi trovo a vedere 1 prodotto per 5 euro di guadagno o aumento il prezzo o aumento le vendite.

va contro i princìpi stabiliti da Fra. Se aumenti il prezzo il rapporto non è più 1:10.

# - postato da DAG - 18 Dicembre 2007 - 09:28

20

Io a parità di condizioni preferirei l’opzione 1 (1 conversione da 5 euro).
In questo modo abbiamo la possibilità di analizzare meglio gli utenti convertiti, avendo un numero minore di casi, in più puntando ad incrementare le vendite ogni vendita in più sono 45 euro invece che 4,50.
Ovviamente poi ogni specifico caso ha delle valutazioni proprie che in molti hanno già evidenziato prima di me, ma così, su due piedi, sceglierei la prima.

# - postato da F@bri - 18 Dicembre 2007 - 10:28

21

Posso permettermi di non rispondere.

Ma mentre leggevo i commenti, mi stavo immaginando l’espressione di fradefra mentre assiste al dibattito.

Quasi fosse “Q” (di Star Trek) ;)

Pierluigi

# - postato da P&M - 18 Dicembre 2007 - 14:00

22

@P&M
Ma dai, paragonare fradefra addirittura a Q mi sembra eccessivo… Con tutto il rispetto nei suoi confronti ;)
Se ti riferisci, sarcasticamente, a una delle mie affermazioni tipo

Se tutti rispondiamo: -La seconda! significa che non ci abbiamo riflettuto abbastanza o che Fra ha fatto una domanda tanto per farla (ma scarterei questa ipotesi).

sei fuori strada… Se fossi stato tu a porre la domanda, avrei risposto più o meno allo stesso modo: parto sempre dal presupposto che siamo su HTML.it e che quando si pone una domanda del genere ad una platea composta da migliaia di persone ci si sia soffermati un attimo a pensare… Non credo che Fra abbia scritto questa domanda di getto senza avere un’idea promotrice… Ma forse mi sbaglio.

Posso permettermi di non rispondere.

Ma è un’affermazione? Beh, anch’io posso farlo (ma non l’ho fatto).

# - postato da DAG - 18 Dicembre 2007 - 14:20

23

Ok, DAG, hai ovviamente ragione sul fatto che ho dei miei motivi per ritenere plausibile l’opzione 1 in alcune situazioni.

Ad esempio, poche conversioni a alto valore, in alcuni contesti sono preferibili perché diminuiscono i rischi sulle spedizioni. Vero è che si alza il rischio della singola spedizione, ma tale valore è più basso del rischio ottenuto come somma di tutte le spedizioni.

Va anche considerato che avere molte conversioni significa maggiore gestione, maggiore CRM, maggiore necessità di comunicazioni, ecc. ecc.
Se anche queste finiscono nel conto del costo, per cui apparentemente siamo alla pari, in realtà una struttura con maggiore costo d’esercizio (anche se a parità di ricavo globale) è per sua natura maggiormente dispendiosa in termini di stress per il suo proprietario.

Per queste ed altri motivi simili, non direttamente collegati all’aspetto economico, alcuni preferiscono lo schema 1, non solo on-line ma anche off-line.
Ad esempio, in alcune situazioni io stesso ho scelto questo modello di business, in altre ho scelto l’opzione 2.

La mia domanda era tesa a sviluppare la discussione tra voi perché credo che sia un aspetto su cui non si riflette mai a sufficienza ed ognuno di noi ha da imparare dal parere dell’altro (me compreso).

# - postato da fradefra - 18 Dicembre 2007 - 17:25

24

Come evidenziato dai tanti e interessanti commenti, bisogna sicuramente valutare tanti fattori oltre al solo ritorno dell’investimento.
Provo a fare una mia considerazione dicendo che l’opzione B è preferibile perchè radico il mio prodotto/nome/brand nel tempo, cioè diffondo il mio prodotto in maniera molto più capillare, questo mi porterà sicuramente dei vantaggi nel lungo periodo.

# - postato da Mariano Montuori - 18 Dicembre 2007 - 17:49

25

@ DAG: Paragonare Francesco a Q era un modo per dire che me lo immaginavo davanti allo schermo, rilassato e divertito, intento a sorseggiare del vino, “ad osservare il comportamento degli umani alle sue provocazioni”. È da un po’ che ha preso l’abitudine di lanciare un sasso nello stagno e lasciare che la discussione prosperi autonomamente.

Permettermi di non rispondere era un’affermazione, forse non colta appieno da chi non sa che non mi occupo di web marketing. In tale situazione il mio parere lo ritengo alla stregua della discussione da bar; non posso portare un punto di vista da professionista.

# - postato da P&M - 18 Dicembre 2007 - 20:19

26

Ok gente, mi piego alla massa :D (lo sto scrivendo in tono scherzoso, con il sorriso sulle labbra: ho compreso, più o meno, le vostre spiegazioni)

Ma ho un ultima domanda (ora la butto sul pratico, sul molto pratico):
Collaboro per un sito di vendita vini on-line. Vendono bottiglie da 5euro e bottiglie da 50euro. Sulla base delle vostre affermazioni, deduco che non vale la pena investire 10 volte di più per promuovere i vini da 50 euro ?
Beh, forse non 10 volte, ma di certo ci investirei un po’ di più… Secondo voi sbaglierei?

@P&M
questo blog è tecnico, ma non credo sia elitario o solo per addetti. Neanche io mi occupo di web marketing, spero che questo:
a) non precluda la mia partecipazione ai commenti
b) non atterri al mia credibilità

DI certo non vado a mettere bocca nelle questioni di web marketing quando si tratta di compilare un’offerta per il cliente o per scegliere una strategia da seguire: al limite posso limitarmi ad esporre un punto di vista alternativo (a volte mi riesce bene…)

Ciao :D

# - postato da DAG - 18 Dicembre 2007 - 20:58

27

DAG, posso dirti che ho amici che vendono vino e investono sì, sulle bottiglie da 50 euro. Eccome se investono!

# - postato da fradefra - 19 Dicembre 2007 - 10:10

28

;) I miei clienti no… Secondo me non abbastanza…

Sbaglio o l’analisi pratica del problema ha rivalutato la situazione n.1 ?

# - postato da DAG - 19 Dicembre 2007 - 11:34

29

non direi dag… è solo l’esempio che è tendenzioso…

# - postato da Fabrizio - 24 Dicembre 2007 - 14:27

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