Pagamenti sicuri e veloci con PayPal Access
Lunedì 17 Ottobre 2011 - 09:45
di Kiko

Per un sito web di e-commerce giovane e poco conosciuto la prima difficoltà da superare è quella di riuscire a fidelizzare l’utente in merito agli acquisti online. Detto diversamente, su portali di e-commerce appena lanciati, specie se di piccole realtà, l’acquisto di un prodotto è possibile solo previa registrazione. Proprio tale passo di registrazione risulta il punto di blocco della procedura: il visitatore non si sente sicuro sul sito, diffida ancora del marchio e finisce con l’abbandonare la pagina, non completando l’acquisto.
Poco conta aver scritto fra le policy che la registrazione è sicura, che i dati non verranno ceduti a terzi, che il sistema garantisce cifratura dei dati di pagamento e così via.
Una soluzione, a questo e ad altri problemi, potrebbe essere perciò il nuovo sistema di PayPal.
Il colosso dei pagamenti online ha infatti presentato, alla recente conferenza promossa da eBay, un sistema di identificazione chiamato PayPal Access.
Applicando il sistema su un sito, all’utente non si chiederà più di registrarsi presso il sito, ma per completare l’acquisto di un prodotto verranno chiesti i dati di identificazione di PayPal. Si salta quel passaggio che, come detto prima, spaventa e scoraggia il visitatore. In più si può sfruttare tutta la comodità e la sicurezza del sistema PayPal.
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Commenti
1
Se hai deciso di fare un acquisto online non c’è motivo di non dare i tuoi dati, dopotutto il prodotto ti deve arrivare.
Il problema di questi “giovani ecommerce”, dove sono capitato pure io, non è che ti devi registrare, ma che ti devi registrare prima di poter usare il carrello, a volte prima di poter vedere i prezzi, e via dicendo. Insomma più di giovani ecommerce direi di ecommerce fatti male, che di certo non vanno poi ad usare questa novità.Così come per i dati personali, il problema non è inserire l’indirizzo di casa, ma quando c’è il codice fiscale obbligatorio, il numero di telefono obbligatorio, la data di nascita obbligatoria (non l’ho mai capita) e via dicendo. Quelli spaventano e soprattutto annoiano.
Ma se ormai ho deciso di fare l’acquisto e mi si chiedono solo i dati essenziali a ricevere l’oggetto, cioè l’indirizzo di casa e i dati per il pagamento, li inserisco e basta, non è che se trovo paypal access sono più stimolato.
Sta roba che dico non me la son inventata, ma c’è su qualsiasi libro che parla di usabilità dell’ecommerce.
# - postato da Dario - 17 Ottobre 2011 - 17:18
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Infatti il tuo commento è assolutamente pertinente.
In realtà, in un certo senso, si faceva riferimento all’autorità del marchio. Quando dico “giovane” dico a un nome che non ha ancora acquisito autorevolezza, ancora troppo poco conosciuto. In questo caso capita sovente che un visitatore venga colto da “ma chi sono questi? perché mi dovrei fidare?” prima di registrarsi e prima ancora di essersi deciso ad acquistare.
In tal senso un esempio lampante mi è capitato un anno fa e adesso, dopo un’accurato periodo di crescita presso alcuni social network, le cose sono sensibilmente cambiate (migliorate).
Non ho la riprova diretta, ma per la mia esperienza, stavolta di cliente, se mi evitano la registrazione sul sito e mi chiedono solo l’identificazione tramite PayPal… beh farei l’acquisto pure su un “giovane ecommerce”.
3
Oppure, potrei aggiungere, qualche utente straniero che non conoscendo “Bancasella” che, con un frontend che indossa le spalline e la felpa della Best Company, potrebbe indurlo ad abbandonare il carrello.
Paradossalemnte un poblema potrebbe darlo il capo o marketing. “perché dare all’utente un servizio come paypal access se con la mia registrazione mi lascia tutti i suoi dati (sì voglio sapere anche quando sei nato) compresa l’EMAIL per le mie newsletter?# - postato da yk - 19 Ottobre 2011 - 23:34
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Sì, @yk, potrebbe anche starci!







