La prima considerazione è la più semplice: essendo le piattaforme di social media le più variegate, ognuna di essere richiederà tecniche specifiche per rendere al meglio le immagini.

Formati

È molto importante prestare attenzione ai formati nativi di ogni piattaforma, soprattutto in termini di risoluzione in pixel. Questo per evitare che la fotografia venga tagliata rovinosamente nelle anteprime, ad esempio nelle visualizzazioni a griglia delle gallery o nella timeline delle bacheche. La maggior parte dei portali odierni sembra privilegiare il formato quadrato, di conseguenza è bene orientarsi verso questo standard.

La risoluzione cambia a seconda della tipologia di fotografia che si andrà a caricare. Sebbene i vari social tendano a cambiare nel tempo, in linea generale ci si può attenere a questa guida:

  • Facebook: 828x315 per la copertina, 180x180 per l'immagine del profilo, qualsiasi formato quadrato per la bacheca, preferendo però alte risoluzioni;
  • Twitter: 1.500x500 per la copertina, 400x400 per l'immagine del profilo, 506x253 per le immagini condivise nella timeline, allegate a un link;
  • Google+: 1.080x608 l'immagine di copertina, 250x250 l'immagine del profilo, formati rettangolari o quadrati per la bacheca, purché in alta risoluzione;
  • Instagram: 110x110 l'immagine del profilo, 161x161 le anteprime della grigia, 1080x1080 le singole immagini. Il sito provvede automaticamente al downscaling.

Ottimizzazione e SEO

Sebbene molto spesso i contenuti social rimangano estranei alle richieste in tema SEO dei motori di ricerca, è bene comunque prevedere una forma base di ottimizzazione per le proprie immagini. A partire dalla scelta del nome, che dovrà riprendere le chiavi principali dei soggetti inquadrati, separate da un underscore: alcuni portali rinominano automaticamente il file, assegnando un codice alfanumerico univoco, altri invece sfruttano l'originale.

Molto spesso, tuttavia, capita che le immagini sui social network non siano altro che le anteprime di contenuti ospitati altrove, ad esempio un articolo o un post su un blog. In questo caso, si possono sfruttare le opzioni previste dal proprio CMS o agire direttamente in termini di HTML, specificando sempre il titolo dell'immagine ("title") e una definizione alternativa ("alt"). Se si utilizzano software professionali per l'editing fotografico potrà essere utile agire anche a livello di meta.

Si ricordi, inoltre, come alcuni social network - Twitter e Facebook su tutti - offrano opzioni avanzate per catalogare, anche in ottica SEO, le proprie immagini, con la possibilità di inserire testo, didascalia, parole chiave e hashtag.

Rilevanza e consistenza

Ovviamente, il successo delle immagini social non dipende unicamente dalle ottimizzazioni tecniche dell'immagine, ma anche e soprattutto dal contenuto e dal raggiungimento del target. Ogni gruppo d'utenza ha orientamenti e gradimenti diversi per gli stili d'immagine, di conseguenza sarà necessario analizzarne le consuetudini, sia navigando fra gli hashtag a loro rivolti nonché osservando le strategie comunicative dei grandi brand a loro rivolti.

Ancora, non ci si deve limitare a fotografie asettiche, ma utile sarà un post-editing con l'aggiunta di filtri o testi, così come il ricorso a formati animati come le GIF.

Naturalmente, bisogna prestare attenzione anche alla consistenza delle proprie condivisioni. Bisognerà seguire sempre lo stesso stile, per favorire la memorizzazione da parte dell'utente, trovare modalità comunicative uniche e molto altro ancora. Ad esempio, si potrà giocare con la griglia di Instagram per spezzettare una grande immagine in più parti, così da ottenere un mosaico virtuale, nonché approfittare dell'effetto viralità.

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