Alla luce delle evoluzioni nel panorama dei browser degli ultimi mesi, Clarke ha modificato recentemente quella che potremmo definire la clausola IE6. Ve la riporto in traduzione:

Se il progetto include markup HTML e template CSS, noi li svilupperemo usando HTML5 e CSS2.1 e CSS3 per gli stili. Il panorama dei browser e dei dispositivi cambia di continuo, e il nostro approccio è quello di guardare avanti, non indietro. Tenendo cià presente, testeremo tutto il nostro markup e i CSS nelle versioni correnti di tutti i principali browser desktop per assicurarci di ottenere il meglio da ciascuno di essi. Gli utenti di browser datati e meno capaci otterranno un design che si adatta alle capacità  del loro software. Per le persone che usano Microsoft Internet Explorer 6 cià si traduce in un design universale, centrato sulla tipografia, ma non sul layout. Testeremo anche i template su Apple iPad

Che ve ne pare? Troppo avanzato come approccio? Qualcuno di voi ha già  sperimentato approcci simili?

9 CommentiDi' la tua

Io specifico chiaramente al cliente che non sviluppo per IE6. Se insiste o la compatibilità  é strettamente necessaria allora si fa presente il lavoro in più che questo comporta (solito si risolve tutto scaricando chrome). A mio parere non esiste motivo per continuare anche solo a crearsi problema di IE6 perché nessuno é più obbligato ad utilizzarlo. Nei casi citati da Paolo#7 nessuno é obbligato ad usare un solo browser: si può tenere ie6 per il programma di contabilità , chrome per il web, word per scrivere ed excel per sviluppare fogli di calcolo. Lo so che é un approccio estremista però stiamo parlando di un software del 2001...

sganassa
sganassa

vado un po' off-topic per quanto riguarda ie6 ma vorrei comunque rimanere nell'ambito dei contratti ribaltando il problema: in questo caso si parla di compatibilità  col passato, ma che dire della compatibilità  col futuro? Ad esempio, realizzando ora un progetto che sfrutta una certa tecnologia client-side, perfettamente compatibile con i browser in circolazione, fra qualche anno sicuramente qualcosa non funzionerà  più ad esempio con IE11 o FF7, in questo caso come comportarsi con il cliente che si lamenterà  di questo? Sarebbe troppo accennarlo nel contratto?

Xscratch
Xscratch

ma quando non é possibile fare l'upgrade a versioni successive al 6 perché siti "statali" non sono pensati per verisoni più nuove come la mettiamo? mi riferisco alla rete della notartel, a siti e servizi per gli studi di commercialisti e contabili/paghe. se si aggiorna non funziona nulla...

Paolo
Paolo

@Gabriele: Così però, ce ne libereremo molto più lentamente e a fatica. Se tutti (o poco meno) adottassimo questo stile di pensiero, quello di Clarke intendo, dando poche o nulle possibilità  al cliente di trovare chi ti sistema il sito per il "fin troppo longevo" IE6, allora forse il problema anche corretto entro una certa ottica che poni tu, neanche ci sarebbe bisogno di porselo.

Stefano
Stefano

Non penso sia un approccio corretto, almeno fino a quando IE6 non scenderà  al di sotto di una certa soglia d'uso. Clarke può fare lo splendido perché la sua é una web agency che macina clienti con fatturati a molti zeri, ma che dire di una piccola web agency che fatica a star su, specie poi con sta crisi? e che dire di un freelance? no, ci vuole un approccio più pragmatico che dica: "bon, IE6 é al di sotto del 5%? ok, liberiamocene". :-)

Gabriele Romanato
Gabriele Romanato

Secondo me é un approccio veramente corretto che sto già  utilizzando da un po'. Inoltre la soluzione é veramente efficace poiché non viene lasciato il layout "disastrato", ma semplicemente viene tolto lasciando solamente il css di tipografia. Il sito pertanto risulterà  perfettamente navigabile e il cliente non avrà  molto da ridire (ammesso che non sia proprio lui ad utilizzare IE6).

Marco
Marco

mi hanno chiamato circa un'ora fa per farmi notare che un progetto recentemente rilasciato su uno dei 10 computer dell'azienda si vedeva... "male" :D Dopo due minute di verifiche chiaramente centrava IE6. Ho risolto in un minuto sistemando un margine ad hoc visto che sono buoni clienti. Io nel contratto indico IE7+ più che altro per difendermi. Poi in base al cliente e alla complessità  della modifica decido come comportarmi.

Maurizio
Maurizio

Più che daccordo. Con certi clienti é sempre meglio pararsi il cu_o. Sarebbero capaci di non pagarti solo perché nel computer del nonno non va l'immaginina. Almeno, in Italia é così.

yk
yk

Mi sembra un approccio più che corretto, soprattutto dopo l'ovvia considerazione che IE6 é il vecchio che ha per troppo tempo tolto spazio al nuovo. E' bene togliergli spazio, anche e forse soprattutto partendo dagli sviluppatori che si apprestano così anche a lavorare più velocemente escludendo certi test su IE6 che prendono tempo e consumano risorse che potrebbero essere indirizzate meglio verso il nuovo.

Stefano
Stefano