Il tramonto del pay-per-click?
Martedì 16 Ottobre 2007 - 11:27
di Giacomo Dotta

Non lo dico io, lo dice Steve Rubel su Micropersuasion. Non mi permetto nemmeno di interpretare il suo punto di vista, mi limito a elencare gli indizi che identifica per giungere alla sua conclusione:
- le pubblicità sono sempre più ignorate (si clicca di meno);
- il cost-per-action è più rilevante, avere traffico diventa sempre meno importante;
- i costi delle keyword si stanno velocemente gonfiando;
- la pubblicità sta trovando nuove e più efficienti vie di sfogo;
- le “search ads” sono viste come inaffidabili.
Rubel, insomma, sostiene che se ancora la svolta non è arrivata, poco ci manca: il mercato è destinato a differenziarsi parecchio e le pubblicità associate ai motori di ricerca potrebbero presto incappare in una battuta d’arresto. E la conclusione la lascio alle sue stesse parole:
However, it’s impossible to deny that pain is coming. As SEM matures it will move to a new model just as spending on digital marketing overall rises and diversifies. This means the market will recede before it expands. In the long run, that’s good for everyone. Just be prepared for what’s coming.
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Commenti
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e se n’è accorto solo adesso?
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Ciao Giacomo,
la cosa mi sembra opinabile, è vero che i costi aumentano ma non direi che l’efficacia stia calando (e parlo della realtà anglosassone, con cui mi trovo spesso ad avere a che fare).
Dobbiamo sempre confrontare il PPC con altre forme di advertising, guardiamo costi e risultati delle pubblicità display di tipo tradizionale: ne trovate qualcuna più economica, altrettanto efficace ed altrettanto misurabile?
Direi che siamo ben lontani dai costi possibili, e che se ci sarà una flessione sarà solo temporanea, sintomo di un mercato forse non ancora maturo
# - postato da Fabio Sutto - 16 Ottobre 2007 - 12:31
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non sono molto daccordo con quello che dice Fabio. Io ho la sensazione che più il mercato matura, più sale il grado di competenza medio da parte degli utenti, minore sarà il click rate sui link sponsorizzati. In altri termini, una volta scoperto il bidone nessuno ci cade più
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Pienamente d’accordo, anzi mi sono già adeguato da tempo …
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Ciaova tutti,
non credo assolutamente che il mercato del K.ADV sia prossimo alla fine. Come afferma anche Fabio, al momento non vedo altra forma di advertising che possa assicurare gli stessi costi, le stesse performance e lo stesso grado di misurabilità.
L’affermazione che invece mi ha stupito è quella di Grabrio:”In altri termini, una volta scoperto il bidone nessuno ci cade più”Scusami ma non capisco perchè ritieni che i link sponsorizzati siano un bidone??
Google, come gli altri motori, fornisce degli spazi di visibilità dove le aziende possono decidere o meno, pagando, di apparire. Un utente può a sua volta decidere di seguire il link al sito di un’azienda che offre un determinato servizio e che è disposta a pagare per avere quella visibilità. I risultati sponsorizzati sono caratterizzati dall’etichetta “collegamenti sponsorizzati” e le aziende pagano solo per il traffico ricevuto. Dov’è il bidone??# - postato da Salvatore Cariello - 16 Ottobre 2007 - 13:05
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Secondo me l’unico “bidone”, se lo si può chiamare così è la non totale democraticità del ppc.
In parole povere: su categorie merceologiche altamente competitive i piccoli inserzionisti sono svantaggiati rispetto a quei soggetti che dispongono di un alto budget.
# - postato da Daniele - 16 Ottobre 2007 - 13:37
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Rubel si contraddice quando dice: i costi delle keyword si stanno velocemente gonfiando.
Se i costi a keyword si gonfiano, vuol dire che rendono, poichè AdSense lavora principalmente con metodo d’asta.
Il PPC è vivo e vegeto, ed è il miglior strumento che sia mai esistito sul web per fare Adv.
Il cost-per-action piacerà a lui e a tutte quelle aziende che vorrebbero mettere sulle spalle di editori e webmaster i costi commerciali e di Brand.
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sinceramente concordo solo questo
> i costi delle keyword si stanno velocemente gonfiando;
per il resto stranamente credo che le cose vadano ancora forte…
# - postato da Francescko - 16 Ottobre 2007 - 18:28
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[quote Gabrio]Io ho la sensazione che più il mercato matura, più sale il grado di competenza medio da parte degli utenti, minore sarà il click rate sui link sponsorizzati. In altri termini, una volta scoperto il bidone nessuno ci cade più[/quote]
Come già evidenziato dagli altri interventi, il navigatore che ritiene che gli annunci PPC siano una fregatura e che solo i risultati naturali siano “quelli giusti” non è particolarmente maturo, anzi…
Ironico che siano due SEO come me e Salvatore a prendere le difese di Adwords :)
# - postato da Fabio Sutto - 16 Ottobre 2007 - 21:30
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Beh è il caso di dire: “chi vivrà vedrà”
Io, per la verità, sono sempre stato scettico ed ultimamente lo sono anche di più. Non ho mai creduto nel pay per click e ho un vero e proprio “filtro” per la colonna di destra di una pagina di risultati di google…
Dozzine di post tecnici consigliano di formattare gli adsense in modo che siano quasi indistinguibili dal contesto. E questo è proprio il “bidone” a cui mi riferivo!
Magari saremo tutti quanti immaturi, ma intanto…
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Io ho solo riportato le ipotesi di Rubel e vorrei far notare come a leggere bene il suo interventoda ragione un po’ a tutti. Rubel non dice che le cose vadano male, anzi. Dice che andranno sempre meglio. Ma arriverà un momento in cui il settore “imploderà”, recedendo e poi differenziandosi.
Insomma, stiamo tutti dando ragione a Rubel?
# - postato da Giacomo Dotta - 16 Ottobre 2007 - 22:28
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@Giacomo
Infatti eri stato chiaro in dall’inizio
Secondo me quello prospettato da Rubel è uno scenario possibile, ma delle 5 ragioni che porta a conforto della sua previsione di “recession” faccio fatica a salvarne una.
# - postato da Fabio Sutto - 17 Ottobre 2007 - 03:43
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Basta guardare un’utente normale (io vedo le azioni che fa mia moglie mentre naviga) per capire che i filtri mentali agli annunci li mettiamo solo noi che conosciamo il settore.
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Io credo, che le ragioni stiano sempre nel mezzo, e certamente questa mia affermazione non è fatta per dar ragione a tutti.
Che i costi si siano alzati è un dato di fatto, costa sulla pelle di miei clienti costretti causa la concorrenze non certamente di google o altri, a sborsare cifre che ritengo alte per un click su prodotti con margini decisamente bassi. Qualcuno potrebbe obbittare dicendo che il ppc è anche un mezzo di pubblicità informativa non solo finalizzata all’acquisto, non si discute, ma andatelo a spiegare ai clienti che pagano i conti. In molti casi devo dire però che avviene l’esatto contrario aziende fino a ieri sconosciute si ritrovano con investimenti certamente non da capogiro a farsi conoscere e vendere fin da subito.
Sono anche convinto che una soluzione alternativa, potrebbe riscuotere un discreto successo, non parlo naturalmente di reinventare la ruota, ma un sistema leggero veloce e funzionale… chiedo troppo?
Un saluto
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@ Gabrio
Non ci piove che molti siti si sforzino di mascherare il più possibile quegli annunci e che ci siano tuttora molti click su pubblicità senza che chi li effettua si renda conto subito che si tratta di pubblicità.
Con un vantaggio per chi pubblica quegli annunci ed uno svantaggio per chi li paga.
Però la questione è ribaltabile: più passa il tempo più aumenta la capacità/tendenza degli utenti a scartare quelli annunci.
Considerando che per l’inserzionista, almeno presumibilmente, è meglio pagare per click veri che non per quelli fatti per errore, il trend gli è favorevole.
Come, realisticamente, lo è per chi pubblica gli annunci in maniera trasparente.
Se, invece, quelli che puntano sui click per errore vengono penalizzati dal fatto che qualunque utenza, con il tempo, ne fa di meno, non capisco quale sia il problema.
Peggio per loro.
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beh in effetti neanche io credo al fatto che il ppc sia destinato al tramonto, anzi…
semmai trovo giusta la considerazione che le key più competitive saranno appannaggio solo dei gransi, però con dei limiti evidenti dati dal rapporto costo key/roi che non potrà mai essere troppo elevato (non potrò mai comprare la key hotel roma a 50 euro neanche se mi chiamo expedia!)quindi un certo margine per i piccoli ci sarà sempre.
Anche io credo che la preclusione verso i ris sponsorizzati sia solo di noi addetti ai lavori, anzi molte aziende quando cercano privilegiano i ppc perchè segno di aziende serie che investono..Oltre a pensare che nei mercati maturi maturano anche le aziende e quindi le loro campagne, siti ecc, probabilmente potremmo dividere in due parti il discorso del ppc: da una parte quello sui motori, dall’altra quello sulla rete dei contenuti, che hanno dinamiche molto diverse di visualizzazione e fruizione, anche se in sessun caso li definirei truffaldini :D
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A chi può interessare ho inserito qui alcune considerazioni più articolate sulle “5 reasons” di Steve Rubel
Futuro grigio per il Pay per Click?# - postato da Fabio Sutto - 18 Ottobre 2007 - 11:24
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Salve a tutti…di sicuro Google non morirà mai di fame, non facciamola tanto tragica, ha dimostrato in tutti i modi di saper difendere il proprio gioiello (Adwords) da ogni intemperia
# - postato da York - 18 Ottobre 2007 - 13:51
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Tempo fa riflettevo proprio su questo.
Il miglior mezzo di comunicazione non è quello di massa, in questo caso ppc, (a mio parere reputo che vi sianno più inserzionisti adsense che adword, e la maggior parte di essi cercano di speculare nel proprio sito grazie a questo tipo di pubblicità), ma nel metodo che valorizza quel link.







