5 lezioni per ogni sviluppatore web
Mercoledì 16 Luglio 2008 - 08:28
di Antonio Volpon

Il titolo dell’intervento di d’bug, 5 lessons every Web developer must learn, è - a dire il vero - un po’ pretenzioso e il contenuto a volte troppo facile da condividere, ma a volte vale la pena ripetersi.
Ecco in breve i 5 punti:
- Non sei sempre la persona più intelligente nella stanza: considera le diverse alternative invece di puntare i piedi sulla tua
- L’esperienza conta, soprattutto quella dei colleghi
- Non esiste la bacchetta magica, e non esiste il linguaggio di programmazione senza difetti
- Le novità non sono sempre così eccitanti
- Non combattere tutte le battaglie: a volte limitati a esprimere la tua opinione
Troppo banale?
Categoria: Scripting | Permalink
Commenti
1
Si. Penso anche che ognuno di noi avrebbe i proprio 5 punti.
2
Quanto è vero!
E io sono proprio colui che tenta di combattere i mulini a vento.
Scapperei in Tibet a fare meditazione s non fosse occupato.M.
# - postato da Marco Grazia - 16 Luglio 2008 - 09:38
3
5 punti.
Di cose cosi banali potremmo arrivare al milione.. come la lista del terror score amerdikano. ^___^# - postato da LordMax - 16 Luglio 2008 - 09:49
4
Questioni troppo filosofiche quanto labili per essere di vero aiuto in fase lavorativa. Ognuno ha un suo approccio e queste regole sono più un fattore di buon senso che altro.
# - postato da \\Dav - 16 Luglio 2008 - 09:58
5
Occhio all’ortografia nel primo punto.
# - postato da Roberto Bandini - 16 Luglio 2008 - 12:11
6
Condivido quanto scritto da \\Dav: “queste regole sono più un fattore di buon senso che altro…”
Gestire il proprio comportamento dipende sempre da molti fattori… a volte imprevedibili
7
…considera le diverse alternative invece di puntare i piedi sulla tua…
…quante volte ho sbattuto la testa su uno script che non andava e poi… il giorno, a mente lucida, bastava cambiare punto di vista ed era davvero una cacchiata!
8
Il problema sorge quando, dopo aver concesso la ragione all’altro, nasce l’errore. Morale: non ci si prende mai.







