Farsi un sito e’ web marketing

Martedì 16 Maggio 2006 - 10:40

di Francesco de Francesco

Web Design

Nella generale confusione che c’è attorno all’espressione “Web Marketing”, che troppi ancora confondono con la promozione o con la vendita, molti non hanno chiaro che farsi il sito è già, a tutti gli effetti, un’azione che vi rientra a pieno titolo.

Se andiamo a leggere le definizioni più accreditate, il web marketing è di fatto uno studio, un tentativo di comunicare col proprio mercato, un modo per influenzarlo, ecc. ecc.

Il realizzare un sito, soprattutto per un’azienda (ma non solo), è il primo dei sistemi per entrare in contatto col proprio mercato internet. Che il sito sia una semplice vetrina, un portale o un e-shop, non cambia la sostanza dei fatti. Abbiamo creato un canale comunicativo tra noi ed i nostri possibili interessati.

“Beh, e allora?” – si potrà chiedere qualcuno.

Questo post nasce da una constatazione sul campo. Spesso il sito è dominio di tecnici e persone che in generale di marketing non ne sanno nulla.

Per favore, non lanciatemi le solite uova marce. Non sto dicendo che un sito realizzato da un tecnico non possa essere un ottimo sito, anzi. Quello che voglio affermare, invece, è che i contenuti, la grafica ed in generale tutta la comunicazione dovrebbe rispondere a precise linee guida sotto il controllo diretto di chi in azienda è il responsabile di ciò.

Credetemi, spesso anche in aziende dove un responsabile marketing ci sarebbe, il sito resta dominio dell’IT. La prima cosa che mi viene in mente, è che in queste aziende Internet valga come il due di picche o che il relativo mercato non è considerato in alcun modo.

Se appena ci si fermasse un attimo a pensare alla relazione - Sito uguale Marketing – metà dei terribili agglomerati di pagine scoordinate esistenti probabilmente sparirebbero.

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Commenti

1

Se posso azzardare una precisazione, la grafica lascia il tempo che trova, e spesso si fa l’errore di gestire QUELLA in base alle linee guida dell’azienda committente.
C’è differenza tra decorazione e design.
Il layout, il persuasive copywriting di immagini e testi deve essere appannaggio del web designer, che deve basarsi sulle linee guida dell’azienda che deve solo precisare il brand da rafforzare.

Un designer è un tecnico a tutti gli effetti, il problema è che realizza qualcosa che purtroppo si crede passibile di autorevole giudizio da parte di tutti.

Quando un committente ha l’arroganza di dire “io lo farei cosi”, chiedo ” e perche?”.
La risposta, 99 su 100, è “perche è più bello”.

E io “sceglierebbe come testimonial per uno spot una velina o una giornalista?”.

# - postato da Evi|A|ivE - 16 Maggio 2006 - 13:33

2

Evi|A|ivE .. l’ultima frase ha un retroscena davvero tosto ! Complimenti !

# - postato da Gabriele Antonello - 16 Maggio 2006 - 15:57

3

in effetti io sceglierei la velina…
a prescindere :-)

# - postato da nic - 16 Maggio 2006 - 17:05

4

[i]Un designer è un tecnico a tutti gli effetti, il problema è che realizza qualcosa che purtroppo si crede passibile di autorevole giudizio da parte di tutti.[/i]

Mi permetto di dissentire.
Un designer non è semplicemente un tecnico ma un vero e proprio progettista in grado di gestire con professionalità la comunicazione della complessità dei diversi aspetti che la creazione di un sito comporta.

Se il designer non è in grado di sostenere con argomentazioni efficaci le proprie scelte, a mio parere il problema non sta esclusivamente nella mentalità del cliente ma forse nella poca attenzione che si pone nel comunicare con lui.

# - postato da Daniela Trifone - 17 Maggio 2006 - 14:15

5

Le tue argomentazioni sono assolutamente condivisibili, ne ho parlato molto spesso sul mio blog.
Mi piace pensare che una strategia di marketing digitale abbia due componenti, la dimensione della credibilità che afferisce alla capacità di costruire contenuti rilevanti per i propri pubblici e la dimensione della visibilità che afferisce alla capacità di generare attenzione e trasformare tale attenzione in azioni da parte dei propri pubblici, direttamente misurabili.
Occorre insistere, associare web marketing ad esempio alla sola attività di search engine marketing è altamente riduttivo.Sono felice che tu lo abbia fatto.

# - postato da Maurizio Goetz - 17 Maggio 2006 - 19:35

6

Un sito esite solo se viene visitato e rivisitato, quindi se ha un pubblico e dà a quel pubblico dei contenuti che a loro interessano.
Non basta mettere on line qualcosa, forse bisogna rispondere a qualche domandina:
1)Perchè faccio un sito: identificazione obiettivi
2)A chi mi rivolgo: identificazione target
3)Come voglio raggingere 1 e 2: identificazione strategia.
Da qui spazio a Markettari Kreativi e a IT, poi i risultati si misurano…
Con acessi, percorsi, tempo trascorso sul sito, contatti, contatti che sono andati a buon fine…
Quindi sono assolutamente con te…

# - postato da Vic - 18 Maggio 2006 - 11:56

7

Francesco,
anche io concordo con te.
Direi di piu’. Trovo che anche la piattaforma tecnologica di content management (specie se complessa e centralizzata - e cio’ avviene soprattutto in realta’ multinazionali) vada sviluppata tenendo in grande considerazione a priori le esigenze di chi fa marketing online.

In caso contrario chi si occupa di online marketing rischia di trovarsi tra le mani uno strumento potenzialmente valido ma poco utile agli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Esperienza personale ;-)

# - postato da Andrea Andreutti - 01 Giugno 2006 - 18:54

8

e un bel sito

# - postato da Mariano - 23 Aprile 2007 - 22:24

9

Concordo con Vic, un sito che non viene visitato….sarebbe come avere una ferrari sempre chiusa in garage.

# - postato da luciana - 23 Febbraio 2009 - 08:36

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