Social network e pubblicità: un incontro difficile
Lunedì 16 Febbraio 2009 - 08:43
di Nicola Ferrari

Nonostante le interessanti potenzialità, i social network non sono ancora stati in grado di convincere gli inserzionisti a investire “seriamente” su di loro. Ed è lecito chiedersi se si tratta solo di questione di tempo oppure se, strutturalmente, Facebook & co non siano proprio in grado di diventare strumento di advertising.
E proprio Facebook riguardano le ultime cifre che segnalano, per il 2008, un - 20,8% rispetto alle previsioni di spesa (210 milioni contro 265): per l’anno in corso le proiezioni vedono un ulteriore calo.
Possiamo quindi concludere che la pubblicità sui social network non diventerà mai fenomeno rilevante?
Non ne sono convinto. Ora come ora l’advertising 2.0 non funziona con grandi performance ma, sospetto, è soprattutto un problema di modalità. Si stanno replicando i modelli utilizzati finora: probabilmente non basta.
È lecito pensare che i social network richiedano “linguaggi” differenti: quali? Ragionamoci insieme.
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Commenti
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Certo, richiedono assolutamente un nuovo approccio.
Inoltre la pubblicità deve essere necessariamente molto vicina alle caratteristiche del soggetto che utilizza il social network.I social networks dovrebbero essere strumenti più semplici e veloci da utilizzare, perchè se ci pensate, ogni giorno ne nascono tanti nuovi ma solo alcuni hanno vita duratura. Questo perchè sono dispendiosi in termini di tempo e gli utenti devono scegliere.
Questo aspetto potrebbe cambiare nel futuro, non intendo dire che gli utenti potranno utilizzare tutti i social network esistenti, ma probabilmente ne potranno utilizzare di più con lo stesso impegno di tempo ed energie.# - postato da Federico Capoano - 16 Febbraio 2009 - 09:46
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certamente il modello di pubblicità vincente, al momento, pare essere ancora quello di google ma credo che, grazie alla profilazione spinta dell’utente, tipica dei social network, si possa arrivare ad una efficacia anche in queste piettaforme.
Dalla mia esperienza, tuttavia, ho riscontrato che in questo momento l’efficacia di adwords batte facebook 100 a 1# - postato da Giacomo - 16 Febbraio 2009 - 09:59
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Sui social networking ho notato che un modello di advertising molto diffuso e secondo me piacevole è l’advertising che permette all’utente di interagire e magari di scegliere se andare a visitare il sito o no…
esempio su myspace ci sono dei giochi semplici da fare direttamente nell’advertising e superata una certa soglia viene chiesto se si vuole proseguire con l’advertising vero e proprio…lasciando l’utente libero dal bombardamento di popup o popunder.
forse l’unico problema è che questo tipo di adv viene usato solo e solamente da compagnie che vendono suonerie per i cellulari…e non viene sfruttato da brand che possono permettersi dello sviluppo più “forte” e mirato da campagne marketing.
# - postato da Alex - 18 Febbraio 2009 - 13:54
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Proprio oggi ho scritto un post sul tema. Credo che una cosa che molti non hanno capito è proprio la necessità di cambiare linguaggio e metodi.
Facebook, ad esempio, attira la gente perché consente loro di divertirsi facendo relazioni (a parte i pochi Webmarkettari). Questo molti non lo hanno capito e puntano ancora su un linguaggio che su Facebook pare alieno.
Non hanno capito che su Facebook bisogna dare sorrisi alle persone, perché questo loro cercano.
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“Non hanno capito che su Facebook bisogna dare sorrisi alle persone”: mi piace come concetto.
e rilancio: ci si ostina ancora col vecchio “linguaggio” anche perchè non siamo pronti a vendere in modo divertito e divertente?
c’è forse un preconcetto che riguarda la necessità di essere “seri” per forza?
# - postato da Nicola Ferrari - 24 Febbraio 2009 - 16:27
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–>”c’è forse un preconcetto che riguarda la necessità di essere “seri” per forza?”
In parte, secondo me, sì, ma anche un’altra cosa.
Vendere in modo divertito e divertente fa paura, perché molte aziende sanno di non avere le risorse umane per farlo. Fare il comico intelligente è difficilissimo. Fare ridere senza sembrare idioti non è per nulla facile.Le aziende scelgono il linguaggio serio, a volte, solo perché è più facile.
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Sul fatto che ci sia un linguaggio pubblicitario inadatto a questo tipo di strumenti sono d’accordo. La domanda che mi viene da pormi, però, è: I social network resisteranno fino al momento in cui i pubblicitari troveranno una forma di comunicazione adatta a loro? O soffocheranno prima sotto il peso di una pubblicità che ne stravolgerà la loro ragion d’essere facendo migrare gli utenti verso nuovi lidi e nuove scoperte?







