ICANN apre ai domini liberi, possibile registrare qualsiasi suffisso

Lunedì 16 Gennaio 2012 - 11:59

di Kiko

Web Standards

L’ICANN scatena una discussione mondiale con la recente proposta di permettere la registrazione di domini liberi. Cosa si intende per “liberi” Semplicemente significa che il TLD, cioè l’estensione di un nome di dominio, non è più vincolato a quelle già esistenti, ma sarà possibile registrare qualunque nome, di qualunque lunghezza. In pratica sarà possibile avere nomi di dominio con estensione .apple o .linux e così via.

Le critiche e i corollari a questa proposta sono evidentemente numerosi. Per esempio ci si chiede come l’ICANN si comporterà con marchi ed eventuali dispute? Il problema è tuttora aperto con i nomi di dominio. In Italia è famoso il caso di armani.it: lo stilista contro il piccolo imprenditore. Come sia andata è un problema che non riguarda questo articolo. Circa queste dispute l’ICANN assicura che verranno attuate severe procedure di controllo sulle richieste che mano a mano arriveranno.

Un primo ostacolo a eventuali operazioni di cybersquatting potrebbe poi essere l’elevato prezzo richiesto per un dominio libero: oltre 100.000 dollari. Il che poi apre un altro problema di etica: l’ICANN vuole speculare sui domini liberi? La tassa appare infatti oltre modo esagerata e probabilmente fuori portata della maggiore parte delle piccole e medie aziende.

E ancora, i domini liberi potrebbero alimentare il fenomeno delle truffe online. Sarà possibile registrare microsoft.comm? O poste.itt? E quali sono i parametri di valutazione per ritenere una richiesta valida o meno?

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Commenti

1

Ottimi spunti, mi sembra evidentemente una manovra “economica”. Non esiste nessuno motivo che possa giustificare l’apertura dei domini liberi, se non quello di lucrarci sopra con il rischio estremamente pratico, di incasinare la vita di chi sul web ci lavora e degli utenti meno esperti che possono diventare vittima delle peggio azioni di phishing

# - postato da Fabio - 16 Gennaio 2012 - 12:30

2

Non ci vedo nulla di strano, l’unico problema è il discorso dei marchi registrati ma per il resto non vedo alcuna difficioltà,
Trovo pretestuose le perplessità legate al post.itt (già ora poste è contraffatto)

# - postato da thomas - 16 Gennaio 2012 - 15:15

3

thomas ha ragione,
poste.itt inganna quanto postte.it

i domini liberi rappresentano il completamento del passaggio verso il nomen omen…
cioè
-io non digito più lo 02.1234, ma P-i-n-c-o P-a-l-l-i-n-o
-non gli scrivo più come farfallina76@email ma come pinco.pallino@email
-non visito più nomeazienda.com?it?org?uk? ma profile.nomeazienda

il punto su cui riflettere è il costo elevato… e la facoltà di selezionare le domande…
i padroni della Rete stanno calando le brache… vogliono quello che vogliono tutti gli altri padroni…

anni di lavoro e di generosità di gente che ha creduto nella mission del web, e ora gli imperatori si creano piccole reti chiuse (FB e Co.) o tendono a creare una Rete di serie a raggiungibile solo da alcuni privilegiati…

# - postato da EsseZeta - 16 Gennaio 2012 - 18:30

4

è la libertà della rete!
Non vedo perchè porre limiti ai nomi du internet: come ben sapete internet è uno strumento neutrale e sta a chi lo ultilizza farne buon uso. E’ il solito luogo comune ma mi sembra che la gente se ne dimentichi continuamente. Quindi ben vengano novità e ampliamento degli orizzonti.

Devo aggiungere che mi piace poter avere il suffisso del dominio personalizzabile e quelli che hanno paura del cybersquatting, sono abbastanza grandi da pagarsi un’avvocato per risolvere il problema…

# - postato da Giacomo - 16 Gennaio 2012 - 19:54

5

Io mi trovo d’accordo con @Fabio.
L’apertura di domini liberi darà semplicemente spazio a migliaia di truffe.

Non parlo solamente di phishing, parlo anche di professionisti poveretti che convinceranno ignari clienti che un’estensione di dominio è meglio di un’altra.

Questa forma di truffa esiste già ora… ho personalmente trovato dei clienti che si son fatti fregare registrando “tutti” i domini possibili (cosa che poi non è nemmeno reale…)

Cosa succederà quando di regole non ne esisteranno più?

@Giacomo: sostenere che “Internet è neutrale” è un po’ come dire “chi primo arriva meglio alloggia”. E’ sicuramente un argomento di delicatezza estrema ma sono dell’opinione che forme di regolamento e tutela siano un “male necessario” perchè non tutti sanno difendersi dai “cattivi”.

# - postato da Marco - 19 Gennaio 2012 - 09:19

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