Sull’uso dei contratti elettronici nelle web agency
Martedì 15 Dicembre 2009 - 14:09
di Cesare Lamanna

L’ultimo numero di A List Apart ospita un articolo di Biorn Enki dedicato all’uso di contratti elettronici nell’ambito di una web agency.
La seconda parte dell’articolo è tecnica e mostra come creare un modulo da far compilare al cliente usando Adobe Acrobat e un pizzico di PHP.
L’aspetto interessante è però anche quello della prima sezione, quello che concerne il lato legale e pratico della questione.
Primo punto: quanto conta davvero, in termini di competitività rispetto alla concorrenza, consentire al cliente una forma di relazione così veloce e semplice come quella rappresentata dalla stipula di un contratto via web? L’autore, per esempio, sostiene che è uno dei tanti modi per stare un passo avanti ai concorrenti in tempi di competizione sempre più serrata.
Secondo punto, quello legale. Dalla lettura dell’articolo emerge che nella legislazione americana anche il semplice cliccare su un pulsante o link di accettazione rende vincolante il contratto. Non c’è pertanto la necessità della tradizionale firma. Non so se in Italia le cose funzionino allo stesso modo. Ho cercato qualcosa, ma questo e questo documento (entrambi PDF) sembrano far riferimento soprattutto all’ambito dell’e-commerce. Qualcuno ha mai sperimentato questa modalità di stipula dei contratti? Si può fare? La ritenete comunque un’idea valida?
Commenti
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Non so se in Italia le cose funzionino allo stesso modo.
in Italia è già grassa se un contratto te lo fanno… figurati se ci si può porre problemi sul formato elettronico…
e poi se anche te lo fanno un contratto, col q che copre e corrisponde alle mansioni che davvero svolgi…
finché non si estinguono tutti ’sti dinosauri agganciati alle loro poltrone la terra dei cachi continuerà a far ca_ _ _ _
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In Italia la questione è più spinosa. Per farla brevissima, a parte segnalare questo link (http://it.wikipedia.org/wiki/Firma_digitale) affinché un contratto firmato digitalmente abbia lo stesso valore legale di uno firmato su carta è necessario che chi firma digitalmente possieda un certificato per la firma digitale e un dispositivo idoneo a consentire la sua identificazione e la firma stessa (smart card o simile). Sarebbe una cosa comodissima, purtroppo non è ancora così diffusa. Un PDF può essere firmato digitalmente, lo fanno alcune soluzioni ma non tutte, altre soluzioni prevedono la creazione non di un PDF (che ha il vantaggio di essere leggibile da chiunque abbia un lettore di PDF) bensì di un contenitore che include il documento firmato. Peccato che per leggere il documento in quest’ultimo caso serva il software stesso che lo ha creato. Dike, se non ricordo male, è il nome del software. Diciamo che per la diffusione sarebbe meglio spingere sul PDF perché almeno quello lo leggono tutti. Poi lo firma solo chi ha smartcard+ certificato, ma almeno in fase di lettura (su Reader è possibile vedere se il documento ha all’interno una firma digitale) l’accesso sarebbe molto semplice.
# - postato da maurizio - 15 Dicembre 2009 - 17:52
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Grazie Maurizio per i chiarimenti :)
# - postato da Cesare Lamanna - 15 Dicembre 2009 - 19:07
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Anche una stretta di mano ha valore legale, il più è provare che è avvenuta.
# - postato da Mik - 15 Dicembre 2009 - 20:29
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A me è capitato di fare un contratto digitale con $aziendaautomobilistica
Funzionava cosi, giuro.
Apri la pagina web, compili il modulo, lo stampi e lo mandi via fax… solo che era tutto in ajax e non c’era verso di stamparlo, ho dovuto fare un printscreen per poterlo inviare.
^__^
6
secondo me sono contratti ad oggi, impugnabili
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@Maurizio
Volevo solo aggiungere che Adobe ha pubblicato da tempo una pagina molto interessante dove è descritta la firma digitale nei PDF prodotti con Acrobat, in riferimento alla normativa italiana: http://www.adobe.com/it/securi.....igsig.html







