Sul Web, pensare a volte fa male
Mercoledì 15 Novembre 2006 - 08:40
di Francesco de Francesco

No, non mi sono bevuto il cervello. Arrivato a 45 anni, ogni tanto mi accorgo che pensare fa male, in particolare quando riteniamo di avere le capacità per prevedere o per stabilire sulla base delle nostre conoscenze ciò di cui gli altri hanno bisogno, quello che vogliono o le difficoltà che incontrano.
Sto piano piano cambiando il mio modo di comportarmi. Quando si tratta dei navigatori, mi sono ormai convinto di non sapere nulla. Tutto quello che io credo possa essere, spesso si dimostra molto lontano dalla realtà, dal pensiero dell’utente, dalle sue necessità.
Come Cartesio ci diceva nel suo Discorso sul metodo, dobbiamo fare “tabula rasa” e partire da zero. Il visitatore preferisce il link testuale o un pulsante? Non lo so. Facciamo una prova o chiediamo a lui. Il navigatore usa il singolare o il plurale, sui motori di ricerca? Attiviamo una campagna PPC e controlliamo. Ecc. ecc.
La frequentazione di contesti in cui tutti siamo simili, per professione, per passioni, per ceto o per altri attributi, ci porta a perdere di vista il fatto che noi siamo solo una rappresentanza spesso sparuta di una popolazione ben più vasta. La nostra miglior conoscenza è quella di non sapere.
I giovani amano i colori scuri. Ma chi lha detto? Fermo. Becchiamo ’sti giovani e chiediamolo a loro, che sono gli interessati.
Le donne amano il rosa. Ma di che donne parli? Il rosa non piace neppure a mia figlia di 5 anni. I tecnici vogliono maggiori approfondimenti sulle pagine. Ma sei sicuro? Li hai visti navigare? Ti sei accorto di quante volte non superano la decima riga di un post e già stanno mettendo un commento di risposta?
Io la mia decisione lho presa. Alla mia ragazza ho chiesto di darmi una botta in testa ogni volta che, sbadatamente, dico cose tipo “Guarda, io penso che loro preferirebbero…”. Non pensare. Prova o chiedi.
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Commenti
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Sante parole, Francesco! Peccato che chi commissiona il più delle volte non è incline al proviamo! Ti paga, e crede di aver pagato delle certezze, in un mondo in cui pagare AdWords è come giocare in borsa e di certezze non ce ne sono.
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Pensare è sbagliato ma generalizzare è peggio. Il navigatore, i giovani, le donne… sono tutte entità troppo astratte per pensare di poterle classificare.
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Io ODIO il rosa :-))). Ottimo post fra…mai dimenticare di non poter prevedere, se con un approssimazioni più o meno buone, ciò che altri faranno! francesca
# - postato da fra_975 - 15 Novembre 2006 - 10:24
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Concordo! Nel target a cui ci si riferisce ci saranno sempre eccezioni che non si può trascurare ma è impossibile prevdere.
Uno strumento di feedback un po’ trascurato, secondo me, è il sondaggio: è una soluzione interessante per rilevare dati sulle preferenze dell’utenza. Putroppo noto che non è pratica molto diffusa…
# - postato da Francesco Gori - 15 Novembre 2006 - 11:27
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In linea di massima concordo con il tuo ragionamento, anche se su certe questioni non vedo la soluzione: prova, bene provo.. poi? Chiedo… a chi e come? Non mi chiamo Istat di cognome e anche ricevendo risposte avrò un campio troppo limitato per arrivare ad avere certezze su temi così generici. Senza contare che la percezione di certe cose cambia radicalmente in base al Paese, e Internet, purtroppo o per fortuna, riguarda tutto il mondo.
Ho gradito moltissimo la tua citazione del Discorso sul Metodo di Cartesio, credevo di essere l’unico ad averlo letto, di recente in realtà, considerandolo un testo attualissimo che si adatta perfettamente anche a tematiche sconosciute a Cartesio, come appunto Internet.# - postato da Gabriele Fabbri - 15 Novembre 2006 - 11:43
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All’inizio del romanzo Le tre stimmate di Palmer Eldritch di Philip Dick c’è la figura di un precog senior, un guru preveggente, che lavora per una multinazionale e applica le sue premonizioni al marketing. Quando un mercante gli offre da analizzare dei vasi decorati, lui risponde che non si tratta di merce destinata a futuro successo. La giovane assistente, precog junior, afferma l’esatto contrario. Poche pagine dopo si scopre che i vasi erano fabbricati dall’ex-moglie del precog senior.
Credere di poter fuggire dal proprio vissuto ed entrare nella testa degli altri è perfettamente inutile. Il progetto cartesiano non ha il suo valore nell’evidenza, meta mai raggiunta, eterno sogno del positivismo ma nel dubbio. Quindi caro Fra, dubita, pensa e continuerai ad esistere…
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Meno male!!!
No dico meno male che non ho avuto bisogno di arrivare a 45 anni per attuare una politica del genere.
Che non me ne voglia Francesco, ma è già da un pò che effettuo statistiche sui miei probabili clienti e pseudo internauti.
E’ da dire anche che ho dei punti fermi sui quali, almeno per ora, non transigo.
Ogni volta che mi capita di andare da un cliente osservo il suo modo di ravanare la rete. Non mi siedo mai al suo posto. Faccio fare a lui perché prima di tutto gli insegno qualche “trucchetto” che servirà a lui, e a noi in futuro, per una migliore navigazione. Poi testo le sue capacità di interazione e soprattutto prendo nota dei suoi metodi di approccio verso il “browser” (questo sconosciuto).
Mi servirebbe un statistica fatta su una scala più larga, questo è vero. Per ora ho a disposizione questi mezzi (e questi tempi); “chest passa a chiesa” si dice qui in Terronia. La cosa che mi fa piacere è sono già mentalizzato per questo tipo di tattica.Ah!!! Ovviamente non ho letto che i primi post per poi correre a scrivere la mia hehehe. ;)
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Completamente d’accordo.
# - postato da Simone - 15 Novembre 2006 - 13:57
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@Gabriele
Hai ragione nell’affermare che spesso non si riesce a lavorare sui grandi numeri. Però è il principio che conta. Se sappianmo di non sapere, almeno qualcosa sappiamo. (scusate il gioco di parole).@Stepius
Philip Dick è il mio scrittore preferito :-)
Io penso che si debba sempre considerare il proprio vissuto, ma tenendo presente che è diverso da quello degli altri. Altrimenti si diventa autoreferenziali. Si rischia di fare un sito come piace a noi (ed il cliente paga), senza tenere presente che non siamo noi a doverlo navigare.@7Key
Il fatto che io l’abbia capito a 45, credevo fosse chiaro, ma evidentemente non lo, era ironico. Difficilmente certe cose si capiscono a 45 anni, se non le si è capite a 25.
Mia nonna mi diceva sempre che chi nasce tondo non può morir quadrato :-)
Anche io da sempre mi interrogo su cosa fa la gente (non per nulla progettavo interfacce, da giovane).
Il vero problema, secondo me, è che molti questo problema neanche se lo pongono. Pensano di sapere e tanto gli basta.
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@Fradefra
Era ironico anche il mio “meno male che l’ho capito prima”. Non mi sarei mai permesso di mancare di rispetto a vossignoria. (;Pensar di sapere dovrebbe “far pensare”. Evidentemente le persone che attuano dei propri metodi di sviluppo e ricerca, diversi da questo, riescono anche a trarne dei vantaggi…
…
forse.
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@7keys
:-)
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azz Fra anche io adoro Dick!!!
# - postato da Andrea Paiola - 15 Novembre 2006 - 17:59
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Caspita fradefra!
Pensa che Dick assieme a Cervantes è l’unico autore che ho in e-book nel palmare.La prossima volta parliamo di letteratura cyberpunk, altro che algoritmi!
Ciao.
# - postato da :) - 15 Novembre 2006 - 21:14
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Ooops… Incasino sempre i campi…. :)
:)
# - postato da Pieropan - 15 Novembre 2006 - 21:17
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Potrei essere d’accordo con te.
L’informati è da sempre una materia sperimentale, ciò che va bene oggi non può andar bene domani.
Il webmarketing anche ma le base sono solide, altrimenti Eco e Volli avrebbero sbagliato tutto.“Chiedi e saprai non sparare mai a caso”
questa è cosa giusta..IHMOP.S. mi sono proprio ricordato ora di aver letto fino alla 5 riga ;)
un saluto Frà!
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Alla fine Cartesio trova nell’introspezione l’unica certezza…
Il fatto è che chiedere a se stessi ha un sacco di vantaggi: ci si risponde sempre, di solito si va d’accordo, qualche volta ci si trova intelligenti..;-)
Chiedere agli altri richiede tempo, è costoso, si ottengono risultati inconsistenti..
lo si può fare quando il target è costituito da poche persone ben note, altrimenti…
non resta altro che il ricorso all’autorità (standard, convenzioni, prassi, casi di successo ecc.).
Con buona pace di Cartesio e soddisfazione della Scolastica!# - postato da Alb - 23 Novembre 2006 - 11:27







