Ad oggi è probabile che numerosi giovani Web designer e developers non abbiano sentito mai parlare di Dreamweaver, ciò a causa di una fenomeno forse più legato all'evoluzione dell'industria del software che alle reali qualità di tale applicazione che non sono in discussione in questo post; a proposito di quanto detto è possibile citare una definizione recentemente riportata da Noah Stokes, Senior Product Designer presso Creative Market, che commentando la parabola del prodotto di Adobe sostiene:

Dreamweaver was *the* tool to use, until it wasn’t

Cosa rende un software, un tempo universalmente conosciuto, se non proprio anonimo soltanto una tra le diverse e numerose soluzioni disponibili sul mercato? In parte il sopraggiungere di alternative che riescono a crearsi uno spazio pubblico non sempre giustificato dal market share acquisito, ma anche la velocità con la quale queste ultime riescono a mantenere vivo il consenso che si crea intorno ad esse.

Non è necessario attribuire connotazioni negative alla capacità di conquistare popolarità di questo o quel progetto per ricordare come alcuni di essi siano ormai finiti nell'ombra, del resto parliamo comunque di scelte spesso giustificabili anche dal punto di vista tecnico; ma se fino a qualche anno fa script.aculo.us (e il discorso rimarrebbe valido anche per MooTools) era al centro dell'attenzione degli sviluppatori, ora risulta chiaro come anche a jQuery si contrappongano numerose alternative emergenti.

Nello stesso modo, se fino a poco tempo fa EmberJS o Backbone godevano di un'attenzione particolare, ora il fronte del consenso sembrerebbe essersi spostato con decisione verso Angular e React, con tutte le differenze del caso. Insomma, Dreamweaver sembrerebbe essere divenuto un riferimento quando poteva esserlo, oggi nel pieno di un'evoluzione caratterizzato dalla knowledge overwhelming, si sarebbe invece affermato il concetto per il quale "The Tools Don’t Matter".

Via Noah Stokes

3 CommentiDi' la tua

Il tuo indirizzo email non sarà mostrato pubblicamente. I campi obbligatori sono contrassegnati da *

Ridateci HomeSite!! Scherzi a parte, Dreamwaver per il webdesigner era un ottimo compromesso tra il visuale ed il codice scritto a mano. NON parto di webdeveloper per i quali ci sono ide che gestiscono meglio i progetti. Rimane notepad++ ma per essere valido deve essere fortemente stravolto configurandolo ed aggiungendo molti plugin. Con il completamento codice di Dreamwaver si scrive codice alla velocità della luce, Notepad++ per esempio non ti suggerisce i valori contestualmente alla proprietà ma va un po alla CDC.

TaTaC
TaTaC

Qui si vede Dreamweaver solo dal punto di vista dello sviluppatore ma l'utilizzo principale è da parte di chi prende gli script di javascript e li apprica e non sa quasi nulla di codice. Vorrei vedere un sito di 300 pagine, responsive, javascript, etc, fatto solo con un framework

EXPO
EXPO

si chiama semplicemente evoluzione, solo che nel campo informatico avviene talmente velocemente che siamo in grado di apprezzarne i cambiamenti nell'arco della nostra vita.

mik
mik