Si riparla di HTML (5)
Lunedì 15 Gennaio 2007 - 09:55
di Alessandro Fulciniti

Appuntamento dedicato ad alcuni link, notizie e risorse sull’universo HTML. Roger Johannson ha da poco riassunto alcuni elementi nuovi che troveremo nell’HTML 5 e presenti nella recente
reference HTML5 Elements and Attributes. Ricordo che il lavoro sul cosiddetto HTML 5 (Web Applications 1.0 è la denominazione ufficiale della specifica) non è del W3C ma di WHATWG, un gruppo di lavoro formato da aziende e sviluppatori che intendono promuovere l’adozione di questa nuova generazione del linguaggio di markup fondamentale del WWW (su ICTv un video su HTML 5).
A proposito del futuro dell’HTML: qualcuno per nome conoscerà Chris Wilson, impiegato Microsoft e Platform Architect di IE7, responsabile di molte migliorie del supporto dei CSS a Internet Explorer. Bene, Wilson presiederà il nuovo
HTML Working Group del W3C. La scelta della sua candidatura ha suscitato qualche polemica: da parte di Daniel Glazman ad esempio, a cui Wilson ha risposto sul suo blog.
Ho trovato molto interessante uno degli ultimi articoli su Digital Web Magazine: Markup as a craft di Garrett Dimon, che contiene 21 regole d’oro per scrivere buon codice HTML.
Concludo con due pratiche reference: per quanto riguarda l’HTML, da ILoveJackDaniels ecco l’HTML Cheat Sheet; la seconda è il Microformats Cheatsheet per i microformats.
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Commenti
1
Come mai si parla di HTML5? Dov’è finito l’XHTML2? A me sembra che il WHATWG voglia fare un passo indietro e favorire esplicitamente Microsoft e il suo IE.
2
Concordo con quanto detto da Daniel Glazman, aggiungo che il W3 ha l’enorme pecca di essere troppo lento a fare qualunque cosa o prendere decisioni … troppi nomi, pochi fatti … per come la vedo io, e se non fosse così non ci sarebbe nemmeno bisogno di formare un ulteriore nuovo gruppo che già parte in disappunto … che dire, osserverò in disparte curioso ma non troppo fiducioso.
3
WHATWG e HTML 5 non faranno che confondere le idee e creare disordine, secondo me. Il solo fatto di creare una quinta versione mi stupisce e nel frattempo delude: al W3C stanno facendo (o meglio, hanno fatto) un ottimo lavoro con XHTML 2.0, ma allora perchè fare questo passo indietro (citando l’espressione di malex) ?
Il namespace di HTML 4.01 era vecchio e necessitava di una grande opera di pulizia. In XHTML sono stati rimossi tutti quegli elementi e quei tag a scopo presentazionale, in favore di un markup più semantico che concedesse di creare pagine più accessibili (anche grazie all’ausilio dei fogli di stile) e ben formate, e questo lo sappiamo tutti.
Eppure, c’è ancora chi si ostenta a riproporre delle specifiche che hanno fatto il loro corso, e non sono più adatte in questi tempi. Il lavoro, d’altronde, è stato già fatto anni fa, quindi oserei dire che HTML 5 è un doppio passo all’indietro che probabilmente porterà a prendere una strada completamente sbagliata.
D’altronde, proporre all’utente $numero_indefinito di modi per fare le stesse cose non è saggio e non è logico. Cosa sceglierà lo sviluppatore, fra <article> e <div>, o fra <aside> e <p>? Senza dimenticare <b>, <i>, e compagnia bella, o la ridicola proposta dietro <progress> o <meter>. Il caos più totale.
In XHTML 2.0 (a tal proposito ho anche scritto un piccolo articolo) hanno proposto <handler> per rimpiazzare <script> e proporre un metodo più schematico per gestire la dinamicità di una pagina; <section> e <h> ci offrono un metodo più semantico per costruire la sua struttura; <access> facilita e stimola la creazione di mappe accessibili, e <… role=”" …> fa sì che ogni elemento abbia effettivamente uno scopo ben preciso nel contesto. Ed è solo qualche esempio estrapolato qua e là dal working draft ufficiale.
La differenza, comunque, si nota subito. HTML 5 non fa nient’altro che aggiungere tag più o meno anonimi ed inutili affianco a quelli che ormai abbiamo già imparato a conoscere (ed evitare) col tempo, privi soprattutto di contenuto veramente semantico. XHTML 2.0 invece è fatto di sostituzioni mirate ed aggiunte sensate, e in tal modo descrivere l’”impalcatura” del documento diventa più semplice. Di conseguenza, mentre nel primo caso devo perdere tempo a pensare e scegliere con attenzione il tag più adatto al mio scopo (senza risultati sicuri), nel secondo questo non accade, e vado sul sicuro poichè sostanzialmente il margine d’errore è minimo. In fondo, non si può andare a scovare il particolare, perchè ogni pagina è diversa dalle altre, frutto della rispettiva mente umana. Questo mi sembra un pò l’errore commesso dal WHATWG. Poi, per carità, si tratta di un parere, e tale deve rimanere…
Imho, non c’è rigore, non c’è razionalità, non c’è coerenza. Sarà che amo i concetti dietro a XML, e le accoppiate vincenti come XFORMS XHTML 2.0.
4
in compenso complimenti al parser movable … mi sa che ha bisogno di una piccola revisione :P
riguardo XHTML 2.0 … è “già” ufficiale ? in caso mi sono perso qualche news :E
5
Daccordissimo con eKoeS: il linguaggio di internet deve essere uno standard. Robbe proprietarie non vanno bene, ma nemmeno avere piu’ di uno standard!
E deve essere semplice, senza avere ripetizioni inutili. HTML fu’ creato quando non esisteva CSS: la razionalizzazione del W3C e’ solo che buona, a mio parere.
Non solo, le aggiunte in XHTML 2 sono eccellenti: in primis la lista per i menu’ di navigazione (tag nl, credo) e l’idea di usare h/section invece dei 6 livelli di header classici. Non solo e’ piu’ semantico, ma aiuta a creare una pagina facendo “collage” di pezzi diversi: uno non deve ricordarsi a che livello sei.
Sfortunatamente e’ anche vero che l’W3C ci sta’ mettendo troppo, ma non e’ che i browser stanno solo ora iniziando a raggiungere le specifiche del W3C: HTML/CSS (ed SVG, etc…).
Un vero peccato. :(
# - postato da Diego Virasoro - 16 Gennaio 2007 - 09:32
6
Chi?
HTML 5 ?!?!?!FERMATE IL WEB… VOGLIO SCENDEREEEE!!!!
# - postato da Cheope - 16 Gennaio 2007 - 11:32







