Ma a me mi piace…
Giovedì 14 Dicembre 2006 - 09:11
di Cesare Lamanna

È di questi giorni la notizia che nel mese di novembre i siti collegati alla Fox Interactive di Rupert Murdoch, grazie al fondamentale contributo di MySpace, hanno superato per pagine viste quelli legati a Yahoo! (i dati sono di Comscore, su TechCrunch potete consultare il grafico comparativo).
Leggendola ho pensato subito ad un articolo in cui mi sono imbattuto qualche giorno fa e che iniziava più o meno così: “MySpace è quel servizio famoso per la musica, le orde di teen-ager e gli orribili template…” (purtroppo non riesco a ritrovare il link). Come dare torto all’autore. Date un’occhiata a pagine come questa o quest’altra. Mica prese a caso, perché sono nella lista dei blog o post più popolari. Mica nate dal nulla, perché magari sono state generate con arnesi come questo geniale MySpace Layout Stealer. Beh, sono o non sono la negazione di tutte le belle cose, delle pillole di saggezza webbica, delle mitiche best practices di cui si disquisisce quotidianamente su questo blog e su altri simili? Eppure i numeri parlano chiaro. Ognuno tragga le conclusioni che ritiene più opportune. Anzi, facciamo così. Fate finta che sia la traccia di un tema. Svolgimento…
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Commenti
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scusa eh ma non si può paragonare il network yahoo a quell’insieme disorganizzato di siti che è myspace… allora contiamo anche http://wordpress.com/ e vediamo…
# - postato da Andrea Paiola - 14 Dicembre 2006 - 09:37
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mi vien da chiederti: ma allora, secondo quanto hai scritto, ritieni che date dei consigli inutilmente?
# - postato da smal - 14 Dicembre 2006 - 09:39
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Il primo che hai indicato sembra anche normale…
Questi bei siti (che sono sempre più larghi della finestra del browser!) hanno l’abitudine di linkare direttamente immagini da altri siti. :-(
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pensate alla quota di web-designer (gente che veramente sa fare siti, ora pensate di questi quanti rispettano le direttice del w3c, di questi quanti realizzino layout belli), adesso considerate quale percentuale occupano queste persone nella sfera dei blogonauti.
adesso prendete il resto delle persone, alle quali piace l’animazione gif di sottofondo con l’audio a tremila e mille elementi che animano la pagina.
beh, sono quelli che fanno numero, non noi.
# - postato da Salvatore PECORARO - 14 Dicembre 2006 - 10:20
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Il tutto dimostra come ci sia differenza tra il web pensato per “vendere” e quello pensato semplicemente per i “teen-ager”, ovvero per chi ha un approccio diverso alla rete.
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dimostrazione che conta il “CONTENUTO” non la forma :)
qui si cura tutto meno che quello ;)riflettiamo…
# - postato da PiccoloSocrate - 14 Dicembre 2006 - 10:21
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Io quotidiamnamente vado qui, che non è certamente un sito gradevole e raffinato (e ti assicuro che fono a un po’ di mesi fa era molto peggio).
Però nel campo è il più autorevole e faccio come fa il 99% degli utenti web: vado in una pagina per consultarne il contenuto, e una volta stabilito che il contenuto mi soddisfa, ci torno, anche se fosse fatta con un template di Frontpage97.# - postato da ellevì - 14 Dicembre 2006 - 10:24
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l’aspetto grafico è importante, ma il contenuto lo è ancora di più (per fortuna). I siti frutto di “saggezza webbica” sono quelli che andranno venduti e sono quelli che assicurano la pagnotta a noialtri che facciamo questo mestiere. Ma guai a pensare che TUTTO il web debba raggiungere l’eccellenza nel design…
…saremmo tutti senza lavoro :D
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Permettetemi un paragone o, come nel più celebre film di De Crescenzo, permettetemi un pensiero poetico:
E’ come fare musica.
I LunaPop (o L’una a nott come diciamo noi) raggruppano migliagia di ragazzetti ai loro concerti. Non sono delle cime con gli strumenti ma fanno musica commestibile, comprensibile e discutibile. Insomma una musica W3C.Ora, prendiamo un trio jazz qualunque…
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La comunicazione è una pulsione. Come il sesso, no? Bene o male, tutti vogliono rimanerne soddisfatti. Tutti vorremmo una bella donna, ma alla fin fine tutti si adattano e fanno quel che possono. Tutti vorrebbero un bel sito, ma alla fin fine tutti si adattano e fanno quel che possono.
Qui si consiglia come fare un bel sito, come comunicare con tutti i crismi, come presentarsi bene agli altri e come fruire bene di quel che si ha a disposizione. Poi ognuno fa quel che può.
Ergo: ricordate quell’allenatore che su un giornale commentò “che si vinca o che si perda, per me l’importante è [censured]”?
Scusate la metafora, ma se si parla di pulsioni tento di colpire l’istinto e non la ragione. Dunque, finché gli strumenti non saranno ottimali il web sarà questo.
Inutile prendersela con chi usa Frontpage o i vari editor online: se il web è aperto a tutti, non si può però chiedere a tutti di studiarsi HTML, Ajax, Javascript e CSS. Gli utenti non vogliono fare siti internet, ma vogliono comunicare.
E noi, qui, cosa ci facciamo? Siamo un’avanguardia, semplicemente. E penso dovremmo maturare un senso di comprensione ed apertura nei confronti di certi trend che, per forza di cose, [mughini mode]”aborriamo”[/mughini mode].
p.s. tema fatto. Prof, mi dia il voto!
# - postato da Giacomo - 14 Dicembre 2006 - 12:19
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Imho MySpace e’ un caso un po’ a se, dovuto al suo target.
I teenager vogliono personalizzare tutto (basti vedere diari e zaini dei liceali). Ma allo stesso tempo non volgiono che sia “bello” ma che sia “loro”.
Se io mi facessi una pagina MySpace fatta bene, darei subito un messaggio diverso: forse “io sono piu’ adulto”, forse “io me la vanto”, etc… E non voglio. Invece voglio che sia “mio”: chissene se e’ brutto!
Te lo impaggineresti te uno studente che va a scuola con una ventiquattrore in cuoio nero? Imho e’ la stessa cosa.
# - postato da Diego Virasoro - 14 Dicembre 2006 - 13:38
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Smal, il punto non è dare consigli utili o inutili. Tutto voglio fare nella vita tranne che l’evangelizzatore del buon web design o della perfetta usabilità. Prendo solo atto della realtà: il web è pieno di pagine che consigliano le migliori strategie per rendere i contenuti fruibili, accessibili, ottimizzati per un caricamento veloce o per i motori di ricerca e quant’altro. Il network di siti personali oggi più popolare al mondo pare essere impermeabile a tutto ciò.
Perché? Molte delle cose che penso le ha dette Giacomo (7 ). Per il resto, il post non contiene le mie conclusioni ma solo la premessa, la traccia. Coma la penso? Io amo MySpace, ci ho passato e ci passerò tante ore, amo soprattutto l’improvvisazione e l’imperfezione che ci ritrovo perché comunque dietro ci ’sento’ voglia di comunicare, stringere relazioni, etc. Lo preferisco ad altri servizi simili, come il Vox di Six Apart, dove i template sono tanto carini, fatti persino senza tabelle, ma che è tanto tanto freddo come ‘luogo’. Insomma, la bellezza di tutto il gioco è che c’è spazio per tutto e tutti. Noi che magari ci nutriamo di letture interessanti, che pensiamo di essere avanti solo perché ci trastulliamo con l’ultima figata CSS o Ajax, dovremmo umilmente prendere atto che il mondo non finisce con il giudizio di validazione del W3C :) Lo dico perché tante volte rischiamo di cadere nella tentazione di giudicare siti come quelli di MySpace con gli stessi parametri che adottiamo per giudicare siti nati in contesti e con intenti ‘professionali’. Faccio un esempio. Abbiamo imparato che è cosa buona e giusta aggiungere un testo alternativo per le immagini o che l’attributo title può svolgere un ruolo fondamentale per garantire l’accessibilità dei contenuti. Ma davvero dovremmo indignarci se nessuno su MySpace segue queste indicazioni? È una domanda, ché se qui se ne fanno tante è perché si pensa che ci sia sempre qualcuno che ne sa più di te.
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Faccio un esempio. Abbiamo imparato che è cosa buona e giusta aggiungere un testo alternativo per le immagini o che l’attributo title può svolgere un ruolo fondamentale per garantire l’accessibilità dei contenuti. Ma davvero dovremmo indignarci se nessuno su MySpace segue queste indicazioni?
No. Semplicemente xchè è un sito di ragazzini, e x ragazzini. E se non è accessibile, pazienza, xchè (fuori da ogni ipocrisia, guardando il mondo x quello che è) è la stessa discriminazione di cui sarebbe vittima un ragazzino cieco nella sua classe: magari ti saluto, ma non giochi a pallone con noi. Sarebbe come prendersela xchè alla cena di classe della terza media nessuno mangia la pizza con la forchetta ;)
Ciò non significa che l’evangelizzazione attiva di cui parlavo nei commenti ad un altro post ieri o ieri l’altro sia una cosa da abbandonare. Perchè il problema sono i siti commerciali, o cmq “adulti”… il problema sono, x restare nella metafora, gli adulti che ruttano a tavola !
Insomma, in questo caso non è content is king, ma target is king ;)# - postato da paperogiallo - 14 Dicembre 2006 - 16:52
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Mi piacerebbe ascoltare l’opinione di questi ragazzini, sembriamo dei vecchi rimbambiti che denigrano la musica “dei giovani” o assurdità del genere. “eh, ai miei tempi…”
-Perchè li fanno?
-La parola SEO ha senso per loro? (spero di no)
-Chi guarda quei siti?Comunque, la pizza si mangia con le mani anche dopo il periodo scolastico…
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Quanta confusione in questo post … web standards messi sul piano della popolarità di un paio di pagine della comunità più nota del globo … che oltretutto faranno scalpore anche per il mese di Dicembre se tutti ne parleranno nel bene o nel male … miii quanti accessi, Dicembre più che Novembre, ma va ? L’avete linkati ovunque cosa vi aspettavate ?
Come dire che siccome la Lecciso sta in televisione è inutile perdere “una vita” dietro studi e scuole di recitazione perchè tanto a fare successo è una persona “come lei” … quale è il nesso ?
Il discorso l’ho già proposto qualche giorno fa, che cosa c’entra il successo di un sito con gli standards web, l’accessibilità, l’usabilità e tutto quello che vorrebbe far parte di questo settore ?
Assolutamente niente, tra i siti più navigati d’italia c’è il blog di beppe grillo, che segue gli standards ed ha contenuti sicuramente interessanti come il sito di calendari pieno zeppo di frames, dialers, trojans, banners e chissà quante porcherie a livello di markup e semantica … ci prendono pure i virus ??? … chissenefrega, mettono a posto dal “tecnico dei piccì” negando ogni cosa o cascando dalle nuvole e poi ci tornano e sempre con IE per riprendersi i dialers, i trojan e tutto il resto … e tutto per “i contenuti” (tira più un pelo di …)Ribadisco un concetto postato giorni fa sul forum di PHP
gli standards non si seguono perchè “fa fico”, si seguono perchè garantiscono maggiore supporto futuro e migliore qualità del codice/markup prodotto/utilizzato nonchè maggiore knowhow sulle caratteristiche del “mezzo usato”
In questo caso, il Web, garantiscono maggiore possibilità di navigazione da parte di tutti gli utenti, anche quelli col cellulare, il 56Kb o configurazioni di altro tipo … quindi fossero stati fatti bene, avrebbero avuto il successo che meritano, per i contenuti, più quello che non possono avere, per le persone impossibilitate dal navigare tali contenuti.
Non c’è best practice W3 o WCAG per attirare utenza … e da quanto ne so, il W3 non ha mai parlato di siti di successo perchè standards … ripropongo l’esempio Google SE … c’era bisogno di vedere Naruto su sfondo psichedelico per accorgersi che non esiste alcuna relazione utenti/markup ???
Concludo salutando tutti, vado a sfogliarmi l’ultimo calendario delle veline :D
(ovvio, con FireFox, quello standard :P)# - postato da Andrea Giammarchi - 14 Dicembre 2006 - 17:11
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Andrea, la relazione c’è. Se agli utenti di myspace non fornissi le stesse possibilità di “elaborazione” delle loro pagine, andrebbero da un’altra parte. Se gliele fornisci, sporchi il codice, xchè lasci il markup in mano a gente che non lo conosce. Quindi in questo caso non è vero che
fossero stati fatti bene, avrebbero avuto il successo che meritano, per i contenuti, più quello che non possono avere, per le persone impossibilitate dal navigare tali contenutisemplicemente xchè non avrebbero avuto quei “contenuti”, in senso atecnico evidentemente, xchè sulle pagine myspace il “contenuto” è l’ultima tamarrata che riesco a mettere sulla mia pagina! ;)
# - postato da paperogiallo - 14 Dicembre 2006 - 17:56
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Scusa Andrea, ma chi ha parlato di web standards? Sì, nell’esempio che ho fatto nel commento puoi cogliere un accenno ad essi, ma il discorso era di usabilità generale, quella minima minima che per esempio ti consiglia di mettere un font che sia leggibile da un umano (vedi prima pagina linkata) o che ti sconsiglia di piazzare in una pagina 3 mega di immagini più una dozzina di video di YouTube (vedi seconda) :)
Ah, comunque non è poi così vero come un tempo che MySpace è *solo* per teen-ager. Cioè, non risolverei la cosa come un semplice portato dell’acne adolescenziale :D
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paperogiallo quei contenuti avrebbero potuto presentarli in modo migliore con link esterni per le versioni 1:1 delle immagini, per fare un esempio, dato che la gente non vede l’immagine a dimensione reale ma in resize forzato dal tag … capito cosa intendo ? In questo modo anche altri avrebbero potuto scaricarla evitando di attendere minuti prima di poter vedere qualcosa e magari abbandonare … ambito best practice, l’immagine non dorebbe essere forzata a dimensioni diverse dalle reali … meglio più grande da una più piccola che il contrario, ovvero shot da 3 mega pixel schiaffati sulla pagina.
@Cesare il mio intervento era generico, non solo rivolto al tuo post … mentre per i teens, spero non dicessi a me che non ho parlato di adolescenti quanto di comunità tra le più grandi della rete, ergo molto frequentata a prescindere :)
# - postato da Andrea Giammarchi - 14 Dicembre 2006 - 20:28
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Secondo me, i due siti indicati dal Cesare, sono solo mal sistemati…alcune idee presenti in essi, nel primo, soprattutto non sono male….basta adattarle in maniera adeguata ai nostri lavori.
# - postato da Ratamusa - 18 Dicembre 2006 - 09:35
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Una ragazza americana che è venuta in italia 5 anni fa per uno scambio scolastico ha aperto un account su my space. Grazie a quello so se è viva o morta e so anche di più…
analizzando my space per il FINE, lo reputo davvero utile (non saprei se originale). Certo, potrei usare l’email per tenermi in contatto con lei, ma non sarebbe la stessa cosa. Il template che usa per il layout è a dir poco “orripilante” e l’opposto dell’usabilità (caratteri poco contrastati, testi piccoli, etc…). Tuttavia, seppur “orripilante” (nel senso dell’accessibilità), è l’espressione del suo carattere e guardando l’evoluzione del “sito” nel tempo vedo anche l’evoluzione del suo carattere.
Chiedere a persone come la mia amica di modificare il suo sito secondo gli standard del W3C sarebbe come trasformarla in un elettrodomestico… sai dove sono i tasti per accenderlo, ma non ti farà mai vedere il suo nuovo tatuaggio!
Credo che di my space vada apprezzato il fine non il mezzo.
[modo egoista]
In fondo sono contento che ci sia gente che non sa realizzare siti usabili e standard compliant, vuol dire che forse avrò un lavoro ;-D
[/modo egoista]# - postato da sonik - 08 Gennaio 2007 - 23:16







