Il giusto titolo
Venerdì 14 Aprile 2006 - 11:05
di Giacomo Dotta

Su vari blog leggo in questi giorni un nuovo spunto di discussione secondo cui la scrittura sul web starebbe diventando noiosa perchè troppo rigidamente prostrata alle virtù dei motori di ricerca. La teoria è semplice: si scrive più per il mezzo che non per l’utente (McLuhan se la ride orgoglioso), dunque i titoli dei vari articoli si fanno noiosi perchè creati più per ottemperare ad una necessità di keyword ed indicizzazione che non per stuzzicare la lettura.
Propongo uno spunto opposto: i titoli fatti per stuzzicare, non sono forse troppo spesso “falsi”, nel senso che non indicano con precisione il contenuto ma cercano il click beffardo che porta l’utente a lasciarsi stuzzicare da qualche parola ben disposta in una sequenza stimolante?
Quando scrivo per Webnews uso sempre titoli molto esplicativi, poco fantasiosi, assolutamente indicativi circa quello che sarà il contenuto che si va a leggere cliccandoci su. Trovo questo comportamento forse più noioso, ma sicuramente più “sincero” nei confronti dell’utenza che viene a cercare informazioni o che le cerca su un qualche motore di ricerca. Nelle ultime ore, proprio per portare avanti una prova contraria, ho usato due titoli più simpatici dietro ai quali si può solo intuire ciò che si andrà a leggere: “Vola Fastweb vola” poteva essere “Fastweb cresce in borsa”, così come “Lucy in the sky with iTunes” poteva essere “I Beatles potrebbero approdare su iTunes”. Nel caso specifico ho messo a confronto i due estremi: l’estetica e la funzionalità. Nel primo caso pizzi e merletti sono probabilmente eccessivi per una finalità informativa, nel secondo caso un eccesso di informazione trasforma il titolo in una sequenza fredda incapace di coinvolgere la lettura.
Come sempre, insomma, la soluzione migliore è quella che sta nel mezzo. Penso sia un buon titolo il precedente “Scatta l’ora di Google Calendar“, ad esempio. Salato al punto giusto. Non sempre si trova la soluzione ideale e soprattutto non sempre sul web c’è sufficiente attenzione al problema: spesso non si “perde” la quantità giusta di tempo sul meditare un titolo più o meno efficace.
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Commenti
1
Secondo me tutto va a vantaggio dell’utente. Che i titoli stiano diventando “noiosi” non significa molto, a mio parere.
I titoli dovrebbero servire a far capire il contenuto di un articolo senza bisogno di leggerlo, se per avere migliori risultati sui motori di ricerca vengono inserite nel titolo parole chiave inerenti all’argomento tanto meglio.Non credo che titoli troppo astratti possano servire a qualcosa.
Se si costringe l’utente a leggere parte dell’articolo per capire di cosa si sta parlando, spesso questi non andrà nemmeno avanti nella lettura e passerà all’articolo (o al sito) successivo.
2
Perfettamente d’accordo con Tom. Titolo ed eventuale sottotitolo devono essere efficaci per l’utente e per la macchina. Chiaro, mi piacerebbe un sacco trovare (poter inserire nel mio sito/blog) qualcuno dei bellissimi titoli usati da Il manifesto: originali, graffianti, spesso amaramente divertenti, che giocano sul sottinteso e la metafora… finiremo però per non sapere più quale termine usare per la ricerca. L’esperienza delle biblioteche e degli archivi nazionali (ad es.) insegna che la scelta e l’applicazione di un Thesaurus di termini controllati è l’attività più complessa nell’ambito catalografico. Far convergere linguaggio naturale e controllato non è cosa da poco.
# - postato da sil - 14 Aprile 2006 - 22:38
3
che dire poi di quelle notizie che hanno un titolo che non rappresenta il contenuto?
e quelle notizie che la sparano grossa quando in realtà la notizia è tutt’altro!
l’uso intensivo di un sistema statico e degli rss rende poi il tutto “non correggibile”. questo impedisce agli autori stessi di poter modificare il titolo, visto che cambia anche il nome del file.
immaginate di scrivere una castroneria con movable, immaginate di modificarne il titolo perchè vi accorgete dello sbaglio. come rappezzate?
# - postato da Salvatore PECORARO - 15 Aprile 2006 - 10:56







