Carbon, la svolta commerciale di Drupal
Venerdì 14 Marzo 2008 - 08:34
di Claudio Garau


Cosa accade in casa Drupal? In questi giorni si inseguono le notizie riguardanti una svolta “corporate” di quello che è considerato, unanimemente, uno dei migliori CMS Open Source in circolazione.
Chiariamo subito la questione, il progetto Drupal è, e dovrebbe rimanere, open fino a prova contraria, ma ad esso si sta affiancando un altro progetto, denominato per il momento Carbon, che non è altro che il gemello commerciale di Drupal.
Quali saranno le implicazioni di questa svolta? Assisteremo un giorno ad uno scisma in casa Drupal. In questo momento nulla sembrerebbe portare ad una conclusione di questo tipo, ma è possibile ipotizzare che la parte no-profit di Drupal rinunci, così facilmente, alla vasta schiera di utenti profit conquistata fino a questo momento?
Nell’ipotesi più ottimistica si dovrebbe assistere al formarsi di due ramificazioni: da una parte Drupal, con la sua comunità che ruota attorno ad un progetto sviluppato su base volontaria, che dovrebbe rimanere libero e gratuito; dall’altra Carbon, un Drupal dotato di supporto commerciale, a cui dovrebbero rivolgersi gli utenti che intendono fare un uso “aziendale” dell’applicazione.
Detto così non dovrebbe cambiare molto, la creazione di un progetto come Acquia, per il quale sono stati messi sul tavolo ben 7 milioni di dollari, è stata accolta abbastanza bene dalla comunità che ruota attorno al sito ufficiale di Drupal. Un ottimismo che fa ben sperare.
Commenti
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Sto seguendo con interesse fin dall’inizio le vicende del fondatore di Drupal e il suo nuovo progetto commerciale Acquia. Devo dire che sono un po’ preoccupato dei futuri sviluppi di Drupal. Imparare ad utilizzare Drupal decentemente richiede tempo, affidarsi alla sua buona comunità online sicuramente aiuta, e pensare che vi possano essere delle nuove features non accessibili e modificabili mette qualche dubbio se Drupal sia ancora una in grado di offrire un modello di business open source / free software. Se si pensa a Wordpress ed Automatic verrebbe da pensare che non ci siano problemi, anche se Drupal mi ricorda più il caso di Mambo e Joomla, se così fosse forse sarebbe meglio un fork ingrado di salvaguardare il lavoro fatto fin ora dalla community, 7 milioni di dollari sono nulla rispetto il tutto il lavoro svolto fin qui da chi sviluppa, utilizza, promuove Drupal. Vederemo cosa accadrà. Avrei sicuramente preferito uno sviluppo più distribuito dell’utilizzo di drupal come piattaforma enterprise. Il fatto che in rete non vengano espressi dubbi, mi fa pensare che siamo ancora tutti in attesa e che magari ci sia un po’ di censura dei pareri negativi rispetto l’operazione Acquia. Intanto sto pensando alla migliore alternativa. Forse anche questo e free software.
# - postato da akagitano - 14 Marzo 2008 - 09:51
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Un conto è un fork, un conto una società che fa assistenza a pagamento. Spiegatevi meglio.
# - postato da Nanuciao - 14 Marzo 2008 - 19:50
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Oltretutto il fondatore di Acquia è Dries Buytaert il creatore di Drupal. Detto così sembrano due gruppi diversi, invece sono le stesse persone. Anche Gabòr Hojtsy, manutentore del CVS di Drupal, lavora in Acquia.
# - postato da Psicomante - 24 Marzo 2008 - 11:44







