Insomma: hacker o cracker?
Martedì 14 Febbraio 2006 - 11:40
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Tempo fa alcuni amici mi fecero le pulci per un articolo in cui avevo usato impropriamente il termine “hacker“, chiedendomi per talune accezioni negative di usare “cracker” o cos’altro, ma non “hacker”. L’hacker è un’altra cosa, Hacker Are Not Criminal. Le loro istanze erano educate, puntuali, ben esposte e ben motivate, così che da allora ho fatto molta attenzione all’uso del termine. Ammetto però che non raramente avverto un certo imbarazzo nel vedere testate di un certo calibro e giornalisti non certo da strapazzo usare il termine “hacker” senza inibizione alcuna. E spesso li ho dovuti citare, lettera per lettera, seguendo la loro impostazione di significato. Il termine “cracker” nel giornalismo comune sembra quasi non esistere, e nel momento in cui una parola viene usata per un preciso significato, pur se errato, ecco che questo significato viene inestricabilmente connesso alla parola stessa. Fa parte delle regole del codice linguistico.
La domanda che pongo è: va fatta la distinzione tra hacker e cracker? Chi mi risponderà pensi in piena coscienza se nella propria mente questa distinzione è chiara e se il termine “hacker” è usato propriamente o meno. Penso che l’uso delle parole vada sempre soppesato ed in questo caso, nel quale non si possono considerare i termini come sinonimi, la distinzione sia opportuna ed auspicabile. Ma se non viene fatta dalla gran parte dei giornalisti, la distinzione non ha senso di esistere: il codice linguistico è troppo labile, i giornalisti dovrebbero informarsi meglio o certe pulci non andrebbero fatte? Da parte mia farò attenzione e, onde evitare problemi, magari eviterò temporaneamente entrambe le parole in attesa di una definizione assoluta dei termini. Ma in questo limbo le soluzioni logiche sono due: o si fondono le parole, o le si divide una volta per tutte. O si lascia che l’omeostasi linguistica faccia il proprio corso, il che è forse l’opzione più papabile.
Definizioni secondo Wikipedia:
Hacker: un hacker è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.
Cracker: in ambito informatico il termine inglese cracker indica colui che entra abusivamente in sistemi altrui allo scopo di danneggiarli (cracking), lasciare un segno del proprio passaggio, utilizzarli come teste di ponte per altri attacchi oppure per sfruttare la loro capacità di calcolo o l’ampiezza di banda di rete.
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Commenti
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dividerli, assolutamente.
inoltre i giornali usano la parola hacker solo per fare notizia, per attrarre il maggior numero di lettori, e vendere di più.# - postato da Salvatore PECORARO - 14 Febbraio 2006 - 11:53
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Trovo ottime le definizioni di Wikipedia. I giornalisti non sanno leggere, figurati scrivere.
# - postato da Andrea Paiola - 14 Febbraio 2006 - 11:55
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Prima ancora di WikiPedia i padri dell’informatica come la conosciamo oggi hanno scritto un testo
di nome Jargon file
http://www.catb.org/~esr/jargo.....n/
secondo cui la definizione di Hacker e’ ben diversa da quella cui fanno uso i giornalisti,
cracker o lamer, script-kiddies, esistono molti termini per indicare qualcuno che un hacker proprio non e’.Poi secondo il tuo ragionamento la parola comunista sarebbe un offesa o indicherebbe persone di poco rispetto…..seguendo il tg4 ;)
# - postato da kentaromiura - 14 Febbraio 2006 - 12:28
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Per me dovrebbe essere d’obbligo. Ma le masse ormai sono stati bombardati dall’idea che gli Hacker sono pirati informatici. Quindi purtroppo credo che fare la distinzione abbia senso solo quando si sà che letture saranno diretti a un pubblico informaticamente preparato, altrimenti si crea solo confusione.
# - postato da Mariano - 14 Febbraio 2006 - 12:41
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Hacker ha a che fare con la condivisione, con il rispetto, con l’open source: nomi ed ideologie da brividi. Se la giusta valorizzazione del termine non parte da noi informatici, come potremmo aspettarci che lo facciano i quotidiani?
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nelle definizioni di wikipedia, hacker usa la creatività per aggirare le limitazioni impostegli anche nella vita…
quindi uno che apre un conto off-shore alle Cayman per non pagare le tasse imposte dalla legge italiana è un hacker? :-O
sono anche io per dividere le cose, ma ci vuole maggiore attenzione nelle definizioni!!
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forse nella definizione di hacker si dovrebbe comprendere il fatto che l’hacker ha delle conoscenze molto avanzate nel suo campo,molto superiori alla media, altrimenti uno che usa l’autobus per aggirare il limite dei piedi per muoversi, può considerarsi un hacker, tutti noi quando risolviamo un problema siamo degli hacker…
# - postato da davide - 14 Febbraio 2006 - 13:50
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I giornalisti non sanno più dove prendere idee, notizie e definizioni. Secondo voi riusciranno mai a capire la differenza e applicarla?
# - postato da Fabio - 14 Febbraio 2006 - 14:35
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L’hacker trova soluzioni originali e le condivide.
# - postato da Andrea Paiola - 14 Febbraio 2006 - 14:52
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Bisogna chiarire se le soluzioni di un hacker possono anche essere illagali… (senza contare che le leggi variano da paese a paese!)
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Ma il mio commento e’ andato perso?
# - postato da kentaromiura - 14 Febbraio 2006 - 15:20
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Per come la vedo io, un hacker è giustamente una persona che ha conoscenze al di sopra della media nel suo campo e le usa per sfruttare quei vuoti legislativi o bug informatici per aggirare i limiti, ma rimanendo nella legalità. Del resto si parla di ingegno, non di criminalità… poi che il limite dell’illegalità nell’informatica sia sottile e spesso valicato, questo dipende dalla persona, non dalla definizione di hacker.
# - postato da Lathspell - 14 Febbraio 2006 - 15:23
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No, stava solo flirtando con lo spam filter. Li ho divisi, non mi sembrava il caso ;)
# - postato da Giacomo Dotta - 14 Febbraio 2006 - 15:23
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cracker o lamer, script-kiddies, esistono molti termini per indicare qualcuno che un hacker proprio non e’.
sucker ? :D
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probabilmente dipende dal fatto che non esiste ancora la AHU (Associazione Hacker Uniti)
# - postato da puntoeacapo - 14 Febbraio 2006 - 18:23
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Tuttavia ci sono dei casi, come questo, in cui è difficile stabilire una linea di confine. Al progetto peraltro ho indirettamente partecipato anch’io traducendo dei documenti in italiano. quindi come dovrei essere definito? correo? io l’ho fatto per fare in modo che la cosa fosse accessibile anche al pubblico italiano, quindi in piena filosofia della condivisione assoluta delle conoscenze. Credo che occorra usare il termine hacker il meno possibile, perchè non rende giustizia alle persone. Kevin Mitnick è molto più che un hacker ad esempio, è un innovatore, un divulgatore, un teorico. Ci sono alcuni che però accettano di buon grado il termine, come Johnny Long, altri che lo rifiutano. Lasciamo parlare i fatti: gli studiosi ed i sociologi troveranno volentieri nuove definizioni e nuovi termini. ciao a tutti! ;-)
# - postato da Gabriele Romanato (thomas_anderson) - 14 Febbraio 2006 - 19:28
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L’hacker non è uno che ha conoscenze superiori alla media.
La definizione, che è consultabile nel Jargon file, viene così tradotta da una rivista:
“Persona che si diverte ad esplorare […]” una qualunque delle cose della vita e nel mondo (questo pezzo ce lo metto io) “e come espandere le loro capacità, a differenza di molti […] che preferiscono imparare solamente il minimo necessario.”
Ho tagliato e riaddattato alcune parti perché la rivista faceva riferimento all’ambito informatico, mentre tutti sappiamo che l’hacking va oltre l’informatica. Rimanendo però in tema informatico, insisto sull’idea che uno per essere hacker non deve possedere già conoscenze in partenza.
Infatti gli hacker si sottoclassificano con vari titoli: a partire dal “newbie” fino ad arrivare al “wizard”.# - postato da Luca - 14 Febbraio 2006 - 21:43
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bah ora mi farete una cappotta in 20 ma secondo me tutta questa divisione è inutile, visto che penso che la maggior parte delle persone che sono considerate hackers hanno fatto qualcosa (e anche di qualcosa) di illegale, guarda kevin mitnick, guarda quello che viene detto il primo hacker della storia, se non sbaglio capitan crunch e guarda tutti gli altri.
perchè stiamo qui a divinizzare questa casta a parte degli hacker, che secondo l’ideale degli addetti ai lavori sono delle persone caste e pure che fanno tutto, MA PROPRIO TUTTO, solo per la pura conoscenza…
kevin mitnick è stato in galera che in libertà, capt crunch rubava le telefonate: tanto per intenderci, non sto qui a dire se quello che facevano sia giusto o sbagliato, semplicemente lo facevano perchè ne erano in grado e volevano farlo.
Dico, i ladri si sono mai incaxxati perchè magari quello che ruba con stile viene chiamato ladro così come quello che ruba per guadagnarsi la pagnotta? o quello che ruba per fare il figo? sempre ladri sono e nessuno dice niente. tutta questa divisione con l’accetta mi sembra quasi infantile…è uso comune della gente tentare di trovare il bianco e il nero in ogni cosa.E poi, tra parentesi, voi date tutti addosso ai giornalisti (spesso sono degli ignoranti, è vero), ma secondo voi se un giornalista mette sulla testata “Hacker commette un reato” oppure “Cracker commette un reato” è la stessa cosa? se mettono la prima, tutti pensano ad un pirata informatico, se mettono la seconda, la maggior parte penserà ad un biscotto col sale sopra che commette un reato…
scusate lo sfogo ma è un pensiero che mi si è formato in anni di convivenza con esaltati che pensano che l’hacking sia la cosa figa che esista sul pianeta
# - postato da Giuliano - 15 Febbraio 2006 - 20:24
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@Giuliano:
no, non e’ la stessa cosa,
gli hacker erano quelli del MIT che hanno posto le basi all’informatica
come la conosci tu oggi, tra di loro si chiamavano cosi’,
per rispetto verso di loro io non posso considerare quello che tu dici per
vero# - postato da kentaromiura - 16 Febbraio 2006 - 12:51
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bè per come la penso io quelli erano programmatori, tecnici, o come si possano chiamare, molto dotati. Hacker deriva da hack, che se non sbaglio letteralmente vuol dire lacerare, attaccare, e perciò penso che se uno crea un sistema operativo o pone le basi dell’informatica non è un hacker, almeno non per quel lavoro, continuo a non capire perchè ora hacker sia diventato sinonimo di “tizio bravo al computer”. e, poi, comunque, non sto qui a dire chi è hacker e chi no, mi basavo solo su quello che dicono tutti, senza discutere sulla veridicità di quei luoghi comuni, semplicemente perchè non era importante al fine del mio discorso, ovvero che queste distinzioni sono inutili visto che non esiste nessun Robin Hood virtuale da divinizzare per trovare qualcosa in cui credere. esistono quelli bravi, quelli bravini, quelli scarsi, quelli semibravi, i guru etc….Poi, chi vuole, si mette anche a trovare un modo per bucare i sistemi, chi no, no, senza dover cercare un biglietto di ingresso per la casta degli invincibili
# - postato da giuliano - 17 Febbraio 2006 - 01:40
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Hacker si chiamavano così al MIT non perchè erano bravi coi computer (che manco esistevano per come li conosciamo adesso), ma perchè era pratica diffusa fare scherzi divertenti (gogliardate) e introdursi di notte negli uffici chiusi a chiave per poter usare gli accessi ai terminali ecc ecc.
Guarda han fatto veramente di tutto :D
http://hacks.mit.edu/Hacks/Gal.....lery.html
# - postato da Andrea Paiola - 19 Febbraio 2006 - 22:38
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“hacker” is someone who does some sort of interesting and creative work at a high intensity level
# - postato da Andrea Paiola - 19 Febbraio 2006 - 22:41
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IL CRACKER E’ BUONO CON UN PO’ DI STRACCHINO E UN GAMBERETTO
HACCKERO, COM’E’ BUONO!!!# - postato da AJEJE BRAZO - 02 Aprile 2006 - 19:46







