In pratica, secondo quanto dichiarato di recente dallo stesso Håkon Wium Lie, CSS sarebbe stato proposto con l'intenzione di impedire che il Web diventasse una sorta di gigantesca fax machine caratterizzata da un aumento spropositato dei tag HTML; consentendo nello stesso tempo agli sviluppatori di poter sviluppare i propri progetti con la massima flessibilità possibile e risolvendo alcune problematiche relative all'accessibilità dei contenuti.

Lo schema iniziale dei "Cascading HTML style sheets" prevedeva l'indicazione di una percentuale alla fine delle regole, come per esempio h1.font.size = 24pt 100%, quest'ultima avrebbe dovuto esprimere il grado di influenza richiesta a carico dell'elemento stilizzato; essa fu poi abbandonata per via delle difficoltà relative alla possibilità di conciliare in tutti i casi i desideri e le preferenze degli autori con gli automatismi e le impostazioni delle applicazioni per il reading.

A cambiare è stata anche la sintassi per i fogli di stile, essa era ispirata inizialmente ai parametri X resources per l'X11 Window System, un progetto del MIT, ed era basata sui punti (font.size), successivamente si preferì adottare un sistema basato sui tratti d'unione (font-size)per incrementare la leggibilità degli elementi. L'attenzione posta nella costruzione sintattica dei "Cascading HTML style sheets" non impedì però l'insorgere di problematiche cross-browser e cross-version riguardanti Netscape e Internete Explorer.

L'evoluzione di questa tecnologia ha portato oggi non solo alla disponibilità di CSS3, ma anche alla diffusione di pre-processors come SASS e LESS che a loro volta potrebbero influenzare i futuri sviluppi dei fogli di stile.

Via Dev.Opera

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