Italia, la strada è lunga
Martedì 13 Ottobre 2009 - 08:24
di Nicola Ferrari

Brutto da dire ma l’abbinamento “Italia” - “Internet” lascia ancora a desiderare.
Lo dice, anzi lo conferma, il rapporto 2009 dell’Osservatorio Italia Digitale 2.0, segnalando problemi di tipo sia infrastrutturale sia (peggio ancora) di natura culturale.
Vediamo le cifre (cito i dati dello studio, grassetto mio):
- solo il 47% della popolazione tra 15 e 74 anni (21,6 milioni nel 2008) accede tramite internet ai servizi disponibili on-line;
- 1/3 delle aziende continua a non essere in rete, e tra le microimprese il tasso sale al 43%. La diffusione di piattaforme ICT di base (PC, banda larga, sito web, software) nella fascia di imprese sopra i 50 dipendenti vede l’Italia sostanzialmente allineata rispetto alla media dei 27 paesi UE;
- in generale l’innovazione digitale è ancora poco associata alla possibilità di sviluppare il business.
- solo il 52% delle famiglie ha un computer e oltre 22 milioni di italiani non hanno disponibilità di banda larga.
Ma la cosa più “drammatica” suona così: (fonte: Il Sole 24 Ore, grassetto mio):
Non si spiega altrimenti la risposta che danno famiglie e imprese a una domanda importante: perché non fate uso di internet? Ebbene, per il 73% dei nuclei familiari e per un disarmante 75% delle imprese medio-piccole (per le realtà più grandi la situazione è differente) la prima ragione addotta è che questi servizi sono inutili. Probabilmente una simile risposta in Scandinavia sarebbe assurda.
Ho poco da aggiungere.
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Commenti
1
Che il rapporto internet-italiani fosse tormentato si è sempre saputo. I soldi “spesi” in Italia.it/com/net/biz/info ne sono la chiara dimostrazione. Speravo che col tempo le cose sarebbero cambiate ma il nostro popolo sembra essersi intestardito con la TV e non ha voglia di mettersi davanti ad un altro tipo di schermo. Nel nostro paese si legge poco e il più delle volte si preferisce un pacchetto pronto piuttosto che scegliere cosa mangiare (anche se siamo un popolo con forse i menu più lungi al ristorante). Fa sorridere…
# - postato da Paolo - 13 Ottobre 2009 - 09:31
2
Be’, da un paese che ha eletto con un quasi plebiscito un magnate populista che ha creato un impero mediatico-televisivo a suon di veline, non mi aspetterei nulla di diverso. :-(
Tutto torna: non è un caso che siamo la nazione che legge meno tra i paesi civili e che all’80% si informa esclusivamente da telegiornali. Siamo anche il paese con più automobili pro-capite (pianificare uno spostamento con mezzi pubblici - e rendersi conto che è più convenite di usare l’auto - implica la capacità di tenere in esercizio la mente) e tre telefonini a testa (affogheremo nel nostro chiacchiericcio continuo?)
Perchè usare Internet, quando la TV ti fornisce l’informazione (e non solo) già bella che digerita?
Scusate lo sfogo, ma essere messo di fronte alla realtà con notizie come questa è sempre doloroso…# - postato da idrolitina - 13 Ottobre 2009 - 12:36
3
Eggià.
Infatti sarei curioso di leggere le statistiche in merito a quanti privati hanno già a disposizione il digitale terrestre: tecnologia appena nata, ma che lo stato sponsorizza e agevola.# - postato da Luigi - 13 Ottobre 2009 - 13:12
4
e questo conferma anche l’approccio nella richiesta di realizzazione di un sito che dalle piccole aziende viene visto più come un “volantino digitale accessorio della propria azienda” piuttosto che come un vero e proprio investimento produttivo..
# - postato da antonio gioia - 13 Ottobre 2009 - 13:39
5
E’ tutto legato anche alle conoscenze informatiche della popolazione italiana che sono veramente ridicole.
La maggior parte dei clienti non sa nemmeno dove inserire l’url di un sito all’interno dell’interfaccia di un browser… (senza passare per google ovviamente)
un vera vergogna.
6
nei commenti trovo cose abbastanza condivisibili…
però una cosa la vorrei aggiungere…
voi davvero vi fidate di una cosa come Il Sole 24 Ore ?!?
non sono tra quelli che fanno i cd-guida ad Office??!! …se avessero di questi dati sul serio non investirebbero su iniziative editoriali del genere…
sono dati troppo alti… non sono credibili…
se poi il pizzicagnolo è inserito tra le aziende… a beh… allora…
7
“1/3 delle aziende continua a non essere in rete, e tra le microimprese il tasso sale al 43%”
2/3 di mercato libero… :-)
# - postato da Nicolò - 14 Ottobre 2009 - 09:40
8
@EsseZeta
Il pizzicagnolo è un’azienda, cosí come lo è un idraulico, un falegname e qualsiasi altra persona giuridica munita di Partita Iva.
Se queste persone-aziende fossero piú informatizzate e consce del ruolo di internet la situazione lí da voi sarebbe un poco migliore, che ne dici?# - postato da Paolo Dodet - 14 Ottobre 2009 - 16:53
9
Ragazzi…In Italia, la strada, quella strada, non esiste. Devono ancora immaginarla….
# - postato da Ratamusa - 15 Ottobre 2009 - 11:09
10
@Paolo nell’8
No Paolo, non sono d’accordo…
o meglio sono d’accordo che tutti i P.iva sono aziende, ma se me li metti a fare percentuale mi falsi i dati…
perché se il pizzicagnolo si informatizza (non lui persona, ma lui azienda) fa una caxxata (o quantomeno un di-più-non-necessario-non-specifico), e se invece non lo fa, non lo fa perché nono gli serve… (La Palice ;) )il problema sorge se trattando e analizzando i dati tu analizzatore non li filtri a dovere…
e determini sillogismi del c…es:
su 999999 aziende (le P.Iva) solo 999 informatizzate, ergo il tot% non è ancora informatizzato…errato!!
si dovrebbe fare:
999999 aziende, 666666 informatizzabili, tra queste (e non tra tutte) 555 informatizzate, ergo il tooot% informatizzate…e inoltre: tra quelle non informatizzabili c’è addirittura un TiT% di informatizzate…
e via di seguito…
Capisci cosa intendo?
quando gli ISTAT e Co. mi danno i risultati delle loro indagini senza fornirmi dati sui criteri di selezione-e-scarto… beh… io non sto lì a bermi le conclusioni da TG…
tutto qua…
scusate se l’ho fatta lunga… ma stasera ho la grafomania accentuata…buona serata e buona cena a tutti…
:p







