Rubare risorse al motore di ricerca
Giovedì 13 Luglio 2006 - 09:47
di Francesco de Francesco

Un motore di ricerca come vive?
- esposizioni vendute a click o ad impression (pubblicità, in sostanza);
- ricavi dalla vendita di dati ad altri motori o sistemi di ricerca.
Per avere potere commerciale, cosa deve avere nel suo magazzino?
- dati da vendere;
- dati per richiamare utenti che poi si sorbiscano le esposizioni pubblicitarie.
Quali sono i dati di un motore di ricerca? Beh, questo lo sappiamo tutti. Pagine web.
Così come alcuni di noi producono siti web per vivere, altri disegnano layout, altri sviluppano applicazioni, altri producono marmellata, altri fanno le pulizie, qualcuno dirige enti istituzionali ed altri ancora curano i denti, i motori cercano continuamente nuove pagine da inserire nei propri indici.
“Toh, guarda, qui cè uno che non vuol farmi vedere un po di pagine web. Perché?” - si chiede il motore in una certa situazione.
Perché un webmaster non vuole che un motore possa vedere altre pagine web? Ecco quello che potrebbe pensare il motore (supponendo che abbia un intelletto, anche se virtuale):
- non vuole perché quella pagina è migliore della sua, quindi preferisce tenerla nascosta;
- non vuol fare pubblicità ad un altro;
- sa che io calcolo il PR, quindi tenta di non girarlo a nessuno… furbino…;
- tenta di limitare la mia conoscenza di nuove risorse, così lui fa il principe, essendo solo;
- la pagina secondo lui non mi fa bene… ma saranno cavoli miei?
- vuol mostrarsi generoso con gli utenti, ma senza che io acquisisca le stesse informazioni;
- gli avevo detto di dirmi cosa voleva non fosse pubblico, ma non ha capito che mi riferivo alle sue stesse risorse, non a quelle degli altri;
Siete sempre dellidea di mettere i no-follow come clausola dei link out-bound?
Categoria: Motori di ricerca | Permalink
Commenti
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Io già non li mettevo…
# - postato da Andrea Paiola - 13 Luglio 2006 - 11:13
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Sull’abuso dei nofollow ce ne sarebbe da dire, comunque sono utilissimi per evitare la spiderizzazione di alcune sezioni del sito. In un forum, ad esempio, che senso ha fare spiderizzare il login, la registrazione, etc. etc.
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Andrebbero anche convinti i signori di HTML, visto che, ad esempio, i link nei commenti sono “nofollow”.
Che tristezza…
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Beh…visto che i motori di ricerca hanno deciso di aderire allo standard “nofollow” forse hanno pensato semplicemente che i vantaggi dell’uso fossero maggiori degli svantaggi dell’abuso
# - postato da Baoh - 13 Luglio 2006 - 12:22
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I signori di Html mettono il nofollow nei commenti altrimenti sai quanto spam in più ci sarebbe nei loro commenti ???
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DarCas, ho già parlato di questa cosa, lo ribadisco per l’ultima volta sennò sembra che qui ci siano intenti punitivi quando invece della cosa a me importa una cippa (l’unica faccenda che non è tollerata è lo spam): Movable Type inserisce automaticamente il nofollow sui link presenti nei commenti e nei trackback. L’unica alternativa è eliminarlo per i commenti inseriti da utenti autenticati con Typepad. Il fatto è che abbiamo preferito non fare l’autenticazione con Typepad per evitare a tutti di andare a crearsi un account. Detto altrimenti: questo è il default.
Potrei disabilitare il plugin, ci avevo già pensato, tanto i commenti di spam e quelli tipo ‘Vieni a vedere il mio nuovo sito ché è una figata pazzesca’ li cancello a mano. Ma di certo, perdonami, non lo farò pensando che sia una ‘tristezza’ come dici tu. Fossero queste le tristezze del mondo…
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io non li ho mai messi…va contro la share philosophy sulla quale si fonda internet e sulla quale credo molto!
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share philosophy?
# - postato da Aldo - 13 Luglio 2006 - 14:52
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Beh… potete dire quello che volete… ma andate contro l’etica del web.
Anche perché, HTML.it deve la sua popularity al fatto che viene linkato in buona fede… il problema è che non ricambia questa “buona fede”.
Quindi, Stefano ed anche Cesare, non vi scaldate… ma HTML.it, con queste ed alcune altre scelte, va contro all’etica del web…
P.S.
E non mi dire che è così difficile modificare il sistema di pubblicazione di M.T., con tutti i cervelloni che bazzicano qua dentro…
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Parere pacato e personale
Darcas…ma che minchiate dici?
Già così c’è gente che commenta solo per ottenere un click figurati se i link fossero privi di nofollow. Lo decidi tu cos’è l’etica del WEB?
Nei commenti il nofollow è sacrosanto, come principio secondo me vale questo: dal mio sito linko solo chi voglio io e se voglio dare un link a qualcuno lo faccio esplicitamente perchè ritengo che se lo meriti.
Tu comunque sei uno di quelli che spammava in Edit attraverso technorati…o sbaglio?
# - postato da Baoh - 13 Luglio 2006 - 15:20
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Ok, faccio una premessa. La discussione è partita come fatto tecnico.
Il no-follow tecnicamente è conveniente, secondo me, non metterlo.
Se per altri motivi si decide di metterlo, vuol dire che la gestione che ne consegue costa di più di quel che si perde sul lato tecnico in termini di posizionamento.
Il fatto etico, invece, non credo sia questa la sede per discuterlo.
Possiamo per piacere, quindi, tornare agli aspetti tecnici?
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In effetti non è difficile. Basta cliccare su ‘Disable’. Il fatto è che quando mi alzo la mattina il primo pensiero non è rivolto al nofollow e alle sue implicazioni etiche. Mi ero ripromesso di toglierlo dopo l’ultima discussione sul tema e l’ho fatto appena ora perché me ne ero dimenticato. Del resto ho fiducia nel prossimo e penso che se uno lascia un commento, qui o altrove, lo fa perché ha qualcosa da dire e vuole arricchire la conversazione, mica per guadagnare punticini su Google. O no?
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@Baoh:
1) il fatto che tu faccia una scelta non vuol dire che sia la migliore e/o la sacrosanta, quindi le tue opinioni presentale come tali;
2) Il box di Technorati veniva gestito autonomamente da qualche script del blog, quindi non potevo in nessun modo spammare utilizzando quel canale. Se poi è spam pubblicare sul MIO blog più di un articolo, allora è meglio che vai a prendere una boccata d’aria che di ossigeno che hai bisogno;
3) Sai chi non vuol fare partire i link dal proprio sito? Quelli che hanno siti sfigati e che, visto che non riescono a raggiungere un page rank adeguato, frustrati, tentano di far calare anche quelli degli altri.
Detto questo, valuta prima di parlare. Sai a chi metto nofollow io? Lo metto a chi lo mette a me, tra cui anche HTML.it per il momento; se poi le cose cambiano si vedrà!
L’etica del web è una cosa (e di etica si tratta, visto che il web si basa sullo scambio di risorse), le scelte personali sono altre: possono essere opinabili l’una e l’altra, ma vanno trattate come tali senza sentirsi superiori… capito Baoh?!
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Tralasciando i toni troppo accesi di alcuni colleghi…sarò pessimista ma penso che Cesare dovrà fare gli straordinari d’ora in poi :)
Per quanto riguarda le riflessioni tecniche… le supposizioni di Fradefra sono interessanti ma forse varranno in un futuro: al momento la presenza o meno del nofollow nei link, per chi ne fa uso, non ha conseguenze.
Tra l’altro, se ci pensiamo, lo “standard” del nofollow (odioso o meno che sia) lo hanno caldeggiato proprio i motori di ricerca
http://googleblog.blogspot.com.....-spam.html
# - postato da Fabio Sutto - 13 Luglio 2006 - 16:23
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@Fabio Sutto - futuro
Hai ragione, ma noi non possiamo pensare ad oggi, dobbiamo pensare a domani. Se una cosa segue il buonsenso, secondo me è solo questione di tempo, prima o poi i motori ci arriveranno.
Lavorando seguendo il buonsenso, anticipiamo le mosse. Ovviamente in modo accorto.
Inoltre, non sono tanto sicuro che non considerino questo aspetto… Una simile prova è impossibile da fare.
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X Francesco
sono d’accordo con te che l’abuso potrebbe portare in un futuro a conseguenze indesiderate, ma visti gli allarmismi e le legende urbane che spesso girano su Google non vorrei che dalle tue osservazioni , condivisibili, passasse il messaggio che “il nofollow è pericoloso”….
Per quanto riguarda le conseguenze immediate sto monitorando una serie di Blog, in alcuni viene fatto volontariamente un uso spregiudicato del nofollow (alla maniera del javascript per intenderci), a distanza di un anno non ci sono differenze rilevabili.
Certamente non si tratta di una verifica certificabile al 100% ma direi che gli apprensivi del WEB possono ancora dormire sonni tranquilli :)# - postato da Fabio Sutto - 13 Luglio 2006 - 17:38
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Fabio, il punto è, secondo me, che il nofollow, il giorno che diventerà penalizzante, se lo diventerà, non sarà una cosa del tipo che se lo metti, ti toglie 5 punti, se non lo metti, ti aggiunge 5 punti.
Sarà una di quelle cose che interaggiscono con altre mille a formare un quadro che solo complessivamente si potrà giudicare, senza sapere esattamente cosa pesa negativamente e quanto.Il punto è che io sto tentando di lavorare (e tento di convincere gli altri a lavorare allo stesso modo) con una tesi: se il motore da indicazioni circa l’uso di un certo x, quell’x usalo così come il motore dice, non inventarti cose tue solo per averne un vantaggio. Non paga.
Tutto qui.
Cosa significa? Parlo del nofollow come esempio, ma vale in molte altre situazioni.
Il nofollow è stato pensato dai motori perché tu possa dire a lui di non seguire link che a lui potrebbero dare fastidio. Per esempio, per evitare loop infiniti, per diminuire le necessità di banda, per evitare di inserire contenuti doppi.
Il motore non ha pensato il nofollow perché tu lo usassi per dirgli di non leggere altri link perché a te non fa comodo perché sono concorrenti, perché ti toglierebbero quote di PR, ecc.
Infatti, io non dico di non usare il nofollow (lo uso anche io in certi frangenti). Dico di usarlo per quello che era stato creato, non per fare i comodi nostri. Non paga.
Tutto qui.
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siete ancora qui a parlare di google senza intuire che questi sono dettagli da poco se pensate che i motori di ricerca di prossima uscita saranno sincroni e non “ridardati” come quelli attuali (che si dimostrano assolutamente inefficaci per cercare informazioni appena pubblicate).
cmq non capisco quale sia il problema del non volere commenti spam sul proprio blog. se un amico che commenta il mio blog ha qualche link interessante ne parlo in un post…
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@Baldo
i blog sono popolati da appassionati e sono fatti anche per le “pippe mentali”, quando vorrai renderci partecipi delle tue sui “synchronous search engine” sono sicuro che ci troverai disponibili e preparati :-)
@Fradefra
il nofollow da quel che so è nato ed è stato voluto con questa interpretazione
“Io di questo sito non so se fidarmi oppure no dei suoi contenuti, metto un link ma non me la sento di ‘raccomandarlo’”
Diventa molto difficile, allo stato attuale, per uno occhio non umano determinare quando questo comportamento sia “abuso” e quando non lo sia…specialmente dal momento che i motori di ricerca hanno caldeggiato l’utilizzo dell’attributo con questo scopo.
Ad ogni modo, come ti dicevo, sottoscrivo in pieno le tue considerazioni generali.
# - postato da Fabio Sutto - 14 Luglio 2006 - 12:35
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secondo me é un bene che le piattaforme blog inseriscano di default il nofollow. il problema é che molte piattaforme sono ancora vecchie, e quindi il nofollow non é proprio contemplato.
se poi ci lamentiamo dello spam sulle ricerche (come quello che va forte in questi giorni, che lancia un trojan…) dovremmo prendercela con chi non aggiorna il proprio software blog e non modera i commenti con la dovuta cura.ma credo anche che, se la moderazione non diventa troppo impegnativa, si possa togliere. io l’ho appena fatto sul mio blog (e solo dopo ho letto questo post), ma perché ho una mole di commenti che mi permette di controllare manualmente tutto quel che viene scritto, e decidere. poi a me sta bene restituire il BL a chi commenta, ma solo e soltanto perché so (spero?) che non ci sará spam in piú.
tornando al post, mentre lo leggevo io pensavo al robots.txt, mica al nofollow. e sono d’accordo con fradefra: non conviene usare il nofollow per linkare pagine da “nascondere” ai motori di ricerca.
insomma, il nofollow va bene per l’uso per il quale é stato pensato, non come modo standard di linkare altri siti.
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Darcas….
nessuno ha detto che le mie scelte siano sacrosante: semplicemente il nofollow sta ad indicare che non si intende fornire vantaggi i maniera indiscriminata a siti che ottengono un link in maniera automatica. Come puoi contestare questo principio?
Come ha detto Fabio Sutto i motori di ricerca hanno aderito a quello standard, anzi lo hanno promosso.
Il principio sacrosanto è che
Se voglio linkare qualcuno lo faccio esplicitamente, non lascio che chiunque sia libero di inserire un link nel mio sito (sempre che io non preferisca passare le giornate a fare moderazione).
Il nofollow è una scelta perfettamente legittima: se html.it decide che il blog del povero Darcas merita un link nelle proprie pagine sarà html.it a deciderlo, non Darcas stesso.
Comunque il nofollow non ha introdotto nulla di rivoluzionario, da sempre si possono fare i link in Javascript per renderli invisibili agli spider, quindi inutile scandalizzarsi per qualcosa che è possibile da tempo.
La vera rivoluzione non è il “nofollow” ma la presa di coscienza da parte degli utenti di internet dell’importanza dei link.
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Vorrei porre l’attenzione sul fatto che il nofollow attualmente pare che non corra alcun rischio di essere o di diventare penalizzante per chi lo usa. Non lo dico io, lo ha confermato quest’estate lo stesso Matt Cutts di Google: leggi
Che poi ci siano delle implicazioni etiche sul suo uso, quello sì, e fuori di dubbio.
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Ciao Giuseppe, il punto non è se un no-follow faccia male o no, ma se l’uso sistematico e continuo, anche dove non serve, solo per togliere PR al destinatario, faccia male o no. Di questo, Matt non ha detto nulla :)
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@fradefra
Certo Francesco, come ho detto le implicazioni “morali” della pratica non sono trascurabili. Ove posso anche io cerco di evitare il nofollow (altre volte invece lo uso).
Avevo in mente in particolare le angosce che prendono chi pone ad esempio un nofollow su un link ad una pagina interna del suo stesso sito.







