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Siti corporate: 10 regole da rispettare

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Si torna a parlare di progettualità  e design dei siti Web, questa volta in chiave corporate. A tutti sarà  capitato di imbattersi in portali d'azienda poco curati, poco fruibili e scarsamente user-friendly. Un sito mal progettato presenta in modo nefasto la società , rimandando l'idea della scarsa cura, del poco interesse verso investitori e clienti, di assente attitudine al mercato.

Prendendo spunto da un lungo articolo apparso su Venture Beat, metteremo in risalto alcuni aspetti di non si può davvero fare a meno.

  • Tutti d'accordo: il lancio di un nuovo sito Web non deve essere una questione unicamente a carico del comparto grafico, ma dell'intera azienda, compresi gli investitori. Tutti devono essere concordi sugli obiettivi da raggiungere, i risultati che ci si aspetta dal sito Web, le modalità  con cui presentare le proprie attività  al pubblico. Prima di iniziare i lavoro, di conseguenza, è necessaria una grande riunione per rispondere a domande quali "cosa manca?", "cosa ci piace dell'attuale sito?", "cosa non ci piace?", "cerchiamo un restyle o una riprogettazione totale del sito?", "cosa possiamo raggiungere come azienda?" e via dicendo;
  • Budget e banda: un sito corporate non è di certo uno scherzo, servono professionalità  e risorse. Non bisognerà  allora essere troppo parchi sul budget, i server e i costi di banda e traffico: un progetto di piccole dimensioni difficilmente scenderà  sotto i 7.500-15.000 dollari, compreso di tutte le spese e consulting esterno. Possono sembrare grandi cifre per il lettore di passaggio, ma si ricordi come non si stia parlando di blog personali o progetti amatoriali;
  • Benchmark e performance: prima di iniziare, si studi a fondo l'attuale versione del sito web, se esistente. Ci si concentri sugli elementi chiave della performance - tempo di permanenza sul sito, numero di link interni ed esterni, frequenze di rimbalzo, indicizzazione, impression, traffico e molto altro - per determinare cosa si voglia ottenere dal nuovo sito e cosa si voglia evitare. Già  dallo step zero della progettazione, questi dati devono essere autoevidenti;
  • Audience: il target a cui si mira deve essere chiaro dal primo giorno. Si definisca la propria audience, per poi agire di conseguenza con il tono della scrittura, il design globale del sito, la tipologia di contenuto che meglio rappresenta l'azienda (video, foto e via dicendo), modalità  di espressione delle call-to-action;
  • Piano malleabile: si definisca un piano d'azione prima di avviare la fase di progettazione, con evidenti desideri e obiettivi del nuovo sito. Si distribuisca una copia di questo piano a tutti i soggetti coinvolti e lo si rinnovi di continuo in itinere, affinché a tutti siano chiari eventuali bisogni che potrebbero sorgere in un secondo momento;
  • Centralità  al copy: un sito corporate non deve essere solo bello da vedere, ma anche intrigante nel suo utilizzo. Per questo il copy diviene centrale nel progetto: non basta un buon livello di scrittura, servono dei testi che mirino al target di riferimento, che inseguano il comportamento degli utenti in Rete, che sappiano ammaliare e convincere;
  • L'universo dei bot: i contenuti del sito non dovranno essere solo orientati al target, ma anche ai bot e agli spider dei motori di ricerca e degli altri strumenti di indicizzazione. Per farlo, bisogna evitare i link morti sostituendoli con dei redirect 301, proporre una sitemap aggiornata affinché i bot comprendano la transizione effettuata, organizzare delle analisi per pagina dell'evidenza delle keyword centrali;
  • Hosting: qualora non si disponesse di propri server in-house, come è stata scelta la società  di hosting? Si è scelto un server privato o una macchina virtuale? La banda mensile è sufficiente ai nostri bisogni? Quali linguaggi di programmazione il server supporta? Quali sono le velocità  di caricamento e latenza?;
  • Google: il motore di ricerca di Big G detterà  il buono e il cattivo tempo del proprio sito Web. Oltre al SEO, è consigliabile spiegare le funzione dei Google Webmaster Tools a tutti i soggetti in gioco nella gestione del portale;
  • Strategie post-lancio: fatto il sito, non bisogna adagiarsi sugli allori. Servono specifiche strategie di marketing e PR per informare gli utenti dei cambiamenti, serve coinvolgere la stampa specializzata per aumentare il proprio bacino di diffusione, servono sempre nuovi contenuti focalizzati sia per ottimizzare la propria presenza sui motori di ricerca che per attirare nuovi visitatori.

Fonte: VentureBeat

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