Sono molti gli elementi da prendere in considerazione nella scelta di un font che, oltre a rappresentare il proprio business, si inserisca perfettamente nelle più recenti tendenze di design. Naturalmente, non vi è una regola universale da seguire, poiché molto dipende anche dalle proprie esigenze. Di seguito, qualche consiglio.

Serif o sans serif?

La prima domanda che ci si porge, quando ci si appresta a scegliere un font per un design essenziale, è quale tipologia di caratteri prediligere tra serif e sans serif. I primi sono dotati di grazie, quindi di abbellimenti estetici per ogni lettera, i secondi sono invece privi di ogni fronzolo.

Nel design minimalista, almeno fino a oggi, hanno avuto la meglio proprio i sans serif, poiché semplici e altamente leggibili, basti pensare al successo di Helvetica.

Nei primi mesi del 2018, però, si assiste all'affermarsi di una nuova tendenza, un orientamento che vede una commistione degli ormai canonici font con delle alternative serif, giocando sul contrasto estetico fra le due famiglie. In particolare, i sans serif sono scelti per titoli e titoletti, mentre i serif per paragrafi e didascalie.

Personalità

Il secondo fattore da prendere in considerazione è quanto il font, indipendentemente sia serif o sans serif, sia in grado di riflettere la propria personalità, l'identità del progetto che si vuole realizzare.

Esistono i più svariati typeface e ognuno è in grado di suscitare emozioni diverse nell'utente: ad esempio, un font monolitico potrebbe essere efficacemente abbinato al color-block, tanto da risultare la soluzione più gettonata per i siti dedicati a mode e tendenze.

Anche in questo caso, non vi sono regole scritte da seguire. Se il budget a propria disposizione dovesse permetterlo, può essere utile realizzare un font da zero, ex novo, affinché sia unico e rappresentativo della propria azienda. Ormai quasi tutti i big che operano online hanno realizzato font proprietari, da Google ad Apple, passando per Netflix e molti altri.

Peso

Nella scelta di un font, un passaggio fondamentale da compiere è valutarne il peso all'interno della pagina, analizzando la resa nelle più disparate condizioni di utilizzo. Un font eccellente per i titoli e le grandi dimensioni, ad esempio, potrebbe non essere la risorsa più indicata per il corpo dei paragrafi, e viceversa.

Trovare un font che possa garantire la medesima qualità in tutte le condizioni d'uso è davvero difficile, per questo il consiglio è quello di abbinare più famiglie di font diverse, purché garantiscano nella loro unione una certa armonia estetica e visiva. Si ricordi, inoltre, di vagliare a fondo i colori, sia dei caratteri che dello sfondo.

Ancora, si dovrà giocare con le gradazioni: un titolo monolitico bianco sui sfondo nero, ad esempio, non potrà essere accompagnato da un corpo del testo ugualmente bianco, per non generare un fastidioso effetto di persistenza a livello visivo. Meglio, per quest'ultimo, ricorrere a un chiaro grigio.

Non solo testo

L'errore più frequente che si compie nella scelta di un font è concentrarsi unicamente sui testi - titoli, titoletti, paragrafi e didascalie - dimenticando come probabilmente la famiglia caratteri risulterà utile ad altri scopi. Nel logo del proprio sito, ad esempio, ma anche per la creazione di simboli di navigazione, icone, intestazioni per documenti e fatture e molto altro ancora.

Non è automatico che un font dall'alta leggibilità e piacevole da vedere, quindi ideale per le funzioni di testo, sia altrettanto efficace quando impiegato come abbellimento grafico. Serve quindi sperimentare per trovare una soluzione che sappia soddisfare entrambe queste esigenze.

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