La McEwen ha notato come la professione di writer sia divenuta con il tempo sempre più complicata, soprattutto in considerazione del fatto che i salari medi sono diminuiti e spesso gli editori effettuano tagli molto pesanti del personale per affidarsi a lavoratori in outsourcing, professionisti che in buona parte dei casi verrebbero sottopagati.

La medesima situazione si starebbe verificando anche nel settore IT, dove sempre più aziende si rivolgono a team esterni, spesso collocati in India o in paesi del Sud Est Asiatico, questo perché lo stesso lavoro viene svolto non di rado ad un costo minore nelle economie emergenti.

Questa analogia tra il mondo del giornalismo e quello dei developer può sembrare forzata date le differenze tra i due comparti, ma in realtà essa è l'esempio lampante di come il mondo del lavoro sia interessato ormai da decenni da una delocalizzazione sempre più accentuata.

Malgrado settori altamente specializzati come appunto l'editoria e il development siano stati al riparo da questo fenomeno per anni, ora, anche a causa della crisi economica mondiale dell'ultimo decennio, questi ultimi starebbero facendo i conti con un riassetto globale della domanda e dell'offerta di lavoro.

L'editoria e il mondo del giornalismo stanno subendo radicali cambiamenti e i vecchi modelli di business sembrano ormai superati. Il mondo dei developer ha però un arma in più dalla sua parte, trattandosi infatti di figure in costante evoluzione è più semplice che gli sviluppatori possano ampliare le proprie skill, questo per adattarsi alle nuove esigenze lavorative, magari cambiando l'ambito di sviluppo di riferimento e andando ad approfondire la conoscenza di nuovi framework e linguaggi di programmazione.

Via Melissa McEwen

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