Quando e quanto investire nel design?

Venerdì 13 Marzo 2009 - 08:49

di Cesare Lamanna

Web Design

Persino uno, come chi scrive, poco avvezzo a tali questioni è in grado di capire la formula che è alla base del concetto di ROI (Return on investment).

Sicuramente più complicato è trovare la formuletta magica per misurare quello che Seth Godin chiama Return on design. Posto che il design può certamente avere un impatto sul successo o sull’insuccesso di un’applicazione, di un sito o, in genere, di un prodotto, e che il design stesso prevede una qualche forma di investimento in tempo e/o denaro, rimane difficile calcolare con una semplice operazione matematica il ritorno positivo o negativo. Ciò rende poi complicata la scelta delle decisioni da prendere: investire di più? E in che direzione?

Godin individua però quattro aree in cui ci si potrebbe grosso modo trovare: quella del ritorno negativo, quella neutra in cui il design non ha di fatto un impatto apprezzabile, quella del ritorno positivo, quella in cui un design di qualità è di fatto il prodotto.

Il suggerimento è quello di cercare di comprendere con la massima precisione possibile in che situazione ci si trova (e a quale si vorrebbe pervenire). Solo a quel punto si potranno assumere decisioni sensate e agire di conseguenza. Per dire, stabilito che ci si trova nel secondo scenario, uno potrebbe accontentarsi della situazione e decidere che non vale la pena fare ulteriori investimenti.

Avete mai elaborato dei metodi per stabilire il return on design?

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Commenti

1

Non ci va un grande sforzo: basta progettare bene il sito, dotarlo di caratteristiche che lo distinguono dalla massa dei concorrenti e, soprattutto, rempirlo di contenuti validi.
Peccato che, spesso, tra i commettenti ci siano curiosi personaggi che non comprendano o non provino interesse queste cose.

# - postato da Ratamusa - 16 Marzo 2009 - 11:14

2

E` un concetto a cui avevo gia` pensato. Io fondamentalmente divido i siti web in 4 fasce: siti di informazione per pochi “amici:
siti di interesse “pubblico” (dove chi ci va lo fa per cercare/trovare informazioni utili)
siti con grande affluenza (dove devi trovare delle informazioni importanti) - ad esempio pubbliche amministrazioni, banche, altri servizi
siti di grande impatto (essenzialmente per vendere qualche prodotto).
Quindi il target e` diverso, e diverso e` il modo di realizzare le pagine corrispondenti.
Nel primo caso si puo` anche usare “Frontpage” (o prodotti simili) per realizzare il sito: il target lo si tiene sotto controllo, e se qualcuno non vede il sito (o una parte) lo dice e si puo` correggere.
Nel secondo caso il sito deve essere fatto bene, possibilmente in una DTD Strict, e possibilmente in modo accessibile, ma questa non e` una priorita`.
Nel terzo caso lo Strict, l’accessibilita` e l’usabilita` sono un must: e` un servizio e nessuno deve essere tagliato fuori. E` anche importante che il sito sia realizzato secondo uno schema ragionevole (quindi niente sperimentazioni sulla posizione dei bottoni: queste cose non si fanno in un sito di servizi).
L’ultimo gruppo si riferisce ai siti di commercio elettronico: in questi e` anche pensabile di usare CSS specifici per browser diversi, e tutto deve funzionare perfettamente in tutti i browser: per questi siti un cliente poco soddisfatto e` un cliente perso.

Effettivamente non avevo pensato al concetto “return to design”, ma a mio parere e` una parte del “return to investment”: sicuramente per i siti dell’ultimo tipo, forse per i siti del terzo tipo, meno importante per i primi.
Invece il ritorno negativo e` qualcosa che non dovrebbe mai essere presente: vuol dire aver fatto errori di progettazione, e questo non e` ammissibile per nessuno, nemmeno per chi fa i siti “con Frontpage”. Ma un minimo di studio anche in rete permette di evitare tali errori.

# - postato da Mich_ - 16 Marzo 2009 - 11:24

3

A tutti gli amanti del design consigliodi partecipare al concorso : “young design awards:promuoviamo il talento!”
Talento e creatività: ecco la nuova sfida che l’Azienda Lamberti e De Rosa propone a giovani designers e architetti, tramite la promozione di un progetto senza precedenti. Ha, infatti, preso il via “Young Design Awards”, il primo concorso sponsorizzato, finalizzato all’ideazione e realizzazione di elementi di design in acciaio inox.
3mila euro in denaro il premio in palio, oltre all’importante opportunità di collaborare con un’azienda ben affermata sul mercato nazionale e in continua espansione.
L’evento, sponsorizzato dall’Agenzia di comunicazione integrata Mtn Company di Cava de’Tirreni (SA), vedrà inoltre la presenza in giuria di prestigiosi rappresentanti del settore Architettura e Design e autorità istituzionali.
Per maggiori informazioni e per avere risposte alle vostre domande visitate il sito www.youngdesignawards.it.
Buon lavoro e in bocca al lupo a tutti!
eufemia

# - postato da eufemia - 17 Marzo 2009 - 16:33

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