La risposta ce la dà un recente sondaggio sul mondo dei consumi online in Italia dell’Istituto di ricerche di mercato Survey Sampling International (SSI), in collaborazione con
Idealo.  I risultati del sondaggio sono molto interessanti soprattutto per chi vende online, visto che su Internet si vende bene solo ciò che la gente ama comprare, mentre per i prodotti poco richiesti le performance medie di vendita sono spesso molto ridotte.

Su tutti spiccano nettamente 3 settori:

  1. Libri e media (71%)
  2. Moda e scarpe (68%)
  3. Computer e elettronica (68%).

I dati in percentuale non si riferiscono al fatturato, ma alla frequenza con cui gli acquirenti online acquistano in un determinato settore (quindi il fatturato per settore non segue necessariamente la stessa distribuzione). In totale nel 2016 il fatturato B2C è stato di 21 miliardi di euro, con una quota attorno al 3,6% della spesa complessiva. Non è specificato il numero complessivo degli italiani che hanno acquistato online almeno 1 volta nel corso dell'anno, ma tra chi ha effettuato almeno 1 acquisto ben l'81% ha acquistato tutti i mesi almeno una volta!

Tra coloro che hanno effettuato almeno 1 acquisto nel 2016 il 71% ha acquistato libri o audiovisivi, il 68% moda o scarpe ed il 68% computer o altri dispositivi/accessori elettronici. Seguono cosmetici (44%), articoli sportivi (42%), giochi e videogame (39%), casa e giardino (38%), valigeria (33%), cronografi e preziosi (32%), arredamento (28%), alimentari (22%) e articoli per animali (21%).

Da notare sia il primo posto di libri ed audiovisivi, sia le ottime performance di arredamento e alimentari, e la "new entry" degli articoli per animali.

Tengono bene la moda (che in realtà oramai domina il mercato da un paio di anni), e l'elettronica (ovvero il settore che è decollato per primo), ma crescono anche i cosmetici, gli articoli sportivi, e casa/giardino. Curiose le performance di valigeria e orologi/gioielli.

Sembra invece un poco deludente la performance dei videogiochi, ma in questo sondaggio sono incluse solo le vendite di prodotti (ovvero con spedizione fisica) e non i servizi (di cui fanno parte ad esempio i viaggi): quindi le App non rientrano nella categoria "giochi e videogame" (così come sono ignorati in questa classifica anche la vendita di biglietti, ed altri settori a performance elevata, ma che non richiedono la spedizione fisica del prodotto).

Via Idealo

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