Il libro che verrà… se verrà

Venerdì 12 Giugno 2009 - 08:31

di Massimiliano Scorza

Contenuti e Web Writing

Ho letto questa notizia su Google Book Search e ho fatto qualcosa di più di un volo pindarico. Ho visto un pezzo di futuro. Un giorno i nostri figli - o forse i figli dei nostri figli - andranno a scuola senza cartella. Senza libri. Senza astucci pieni di penne, matite, gomme e temperini.

I nostri figli, o i figli dei nostri figli, avranno miniportatili superleggeri, dispense digitali sulle quali seguire le lezioni e in ogni scuola saranno installate stampanti ecologiche alimentate da carta ecocompatibile, il cui utilizzo sarà riservato solo a quanto strettamente necessario.

Si instaurerà un nuovo modello di editoria scolastica (perchè coloro che scrivono e pubblicano libri continueranno a fare il loro mestiere, ovvero scrivere e pubblicare) non più controllato da pochi editori e da un unico Ministero, ma direttamente dagli istituti scolastici.

Il vecchio libro cartaceo? Roba da topi di biblioteca e musei di modernariato. Adobe e Google domineranno la scena.

A scuola ci siamo andati tutti… ripensatevi bambini, come vi sareste trovati in una scuola digitale?

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Commenti

1

Nonostante la recente notizia che da quest’anno le scuole verranno dotate di lavagna digitale (ma quante?? e soprattutto i professori le sapranno usare?) ho l’impressione che tu abbia una vista mooolto lunga, anche se probabilmente sarà lì che si arriverà.
Pur essendo sempre stato portato per ciò che riguarda la tecnologia e i computer, essendo nato negli anni 70 non riesco a immaginare come sarebbe stata una scuola digitale, vedo i bambini di oggi che a 5 anni vanno in giro con PSP e Gameboy, io ricordo decisamente con piacere le pause dell’intervallo a giocare a calcio nel cortile.
Questo passaggio è inevitabile ed è giusto che avvenga, però non riesco a guardare con una cieca fiducia il processo di spersonalizzazione che sta avendo in tutti i campi la nostra società che è sempre più portata ad avere rapporti con le macchine (computer, distributori automatici, risponditori telefonici automatici) che con le persone.
Non riesco a immaginare un mondo senza libri da poter sfogliare, annusare, e (ad esempio per i libri scolastici) da scarabocchiare :-)

# - postato da gianiaz - 12 Giugno 2009 - 09:06

2

Se ripenso allo spreco di carta dovuto alle fotocopie fatte da professori menefreghisti che ho avuto mi vien male…. A cosa mi serve avere fotocopiato metà dell’inferno della divina commedia?? Avere un lettore tipo Kindle avrebbe salvato chissà quanti alberi da quella professoressa…:)

# - postato da lloyd27 - 12 Giugno 2009 - 09:10

3

@gianiaz
Completamente d’accordo, quello dici dovrebbe essere letteralmente studiato

# - postato da Pino - 12 Giugno 2009 - 09:16

4

E ho dimenticato un particolare: il ministro Gelmini l’anno scorso ebbe a dire: entro il 2011 tutti i libri scolastici dovranno essere distribuiti in versione elettronica…
secondo voi è possibile?

# - postato da Massimiliano Scorza - 12 Giugno 2009 - 09:47

5

Non capisco perché dovrebbero essere gli istituti scolastici e non più il Ministero a controllare l’editoria scolastica. Che si fa? Si torna a quando ognuno studiava le cose che voleva, nel modo che voleva, e soprattutto nella versione che voleva? Si chiamava Medioevo eh…

# - postato da William Ghelfi - 12 Giugno 2009 - 09:50

6

Ciao William,

all’ultima edizione del bookforum (www.bookforum.it) è stato ipotizzato che potrebbero essere i singoli insegnati a costruire il proprio piano editoriale. Siccome ci sono 1,2 milioni di insegnanti, avremmo potenzialmente 1,2 milioni di piani di studio. Ogni anno. Nessuno vuole tornare al medioevo, ho solo preso dei pezzi di attualità (google book, le dichiarazioni della Gelmini, le considerazioni al bookforum e le ho trasferite qualche anno più in là…;-)

# - postato da Massimiliano Scorza - 12 Giugno 2009 - 10:03

7

Ciao, io credo che si sarebbe una bella cosa quella di evitare scogliosi e altre malattie dovute all’utilizzo delle pesantissime cartelle che i bambini devono portare, anche se credo ceh questo aggiusti alcuni problemi e ne crei degli altri,

sistemerebbe il problema dei libri, che ognuno ne usa uno per conto suo, e magari uniformare gli studi, poter portare la tecnologia a portata di bambino, e aggiornare i vari professori, maestri ecc… si avrbbe un sistema più ecologico

però crea delle problematiche, si perderebbe quello che è la nostra cultura, la scrittura, la pittura, e tante altre arti che sono bellissime perche fatte propio a mano,si avrebbe un consumo elettrico maggiorato a livelli paurosi, che produce altro inquinamento per sfamare la crescente sete di energia, i bambini perderebbero la fantasia ed il contatto con la carta (molto importante durante lo sviluppo) e poi, porterebbe una grande quantità di bimbi che vedranno male, che si rintaneranno in casa daanti un pc…

ma sopratutto, prima di fare tutto questo bisognerebbe azzerare il digitaldivide!

# - postato da graffithouse - 12 Giugno 2009 - 10:24

8

sul più ecologico non so che dire… in realtà non conosco abbastanza bene il processo produttivo della carta per poter fare un confronto, ma sono sicuro che se abbatto un albero per creare della carta e lo ripianto, quando butterò via il mio quaderno non creerò danni all’ambiente. Non oso immaginare quante lavagne digitali si romperanno e verranno buttate in una scuola (soprattutto alle superiori) quando i professori non ci sono e tra compagni si gioca in modo un po’ troppo scalmanato.

Ad ogni modo finchè saremo dipendenti dal petrolio (per la produzione dell’energia per alimentare gli oggetti elettronici, ma anche per la produzione degli stessi) non esisterà mai una soluzione ecologica per fare le cose.

Se questa deve essere vista come opportunità sicuramente non lo sarà per il fattore ecologico, ma per la possibilità di avere un accesso alle informazioni più immediato, potrà ad esempio permettere alla scuola di essere più al passo con i tempi, piuttosto che leggere com’è fatta una cosa dal punto di vista di un libro ristampato 100 volte con piccole modifiche per poter giustificare il riordino di libri uguali.

# - postato da gianiaz - 12 Giugno 2009 - 10:37

9

anche se mi piace l’idea di un mondo tecnologico, reputo che la scuola debba rimanere così com’è. Cartacea.

come dice @@ gianiaz @@, non è detto che dal punto di vista ecologico il tutto migliorerebbe.

Dal punto di vista più semplice: lasciamo che i bambini imparino a scrivere con la penna… La tecnologia va inserita in modo parallelo, non completamente alternativo… Dopo la scuola uno, poi, dovrebbe poter scegliere come costruirsi il resto della vita ovvero se tecnologica o “classica”…

# - postato da Paolo - 12 Giugno 2009 - 11:51

10

Si può imparare a scrivere anche in modo digitale, con la pena su tablet, se si devono risparmiare gli alberi meglio il digitale, se pensiamo c’è la carta elettronica e-ink su quale possono stare 100-1000 libri…sarebbe una rivoluzione, andrebbero in fallimento le tipografie, pero

# - postato da Avasilcai Daniel - 12 Giugno 2009 - 12:33

11

L’unico neo della tua descrizione rimane l’annoso problema che salta sempre fuori quando si parla di Wikipedia delle fonti editoriali (attendibili) per far studiare i miei pronipoti (ma spero che per allora sarà tutto risolto).

Infine mi sento un po’ come Nathan Never che nel futuro di Urania colleziona dischi in vinile e vecchi libri sgualciti: perché mai abbandonarli?

# - postato da Gio - 12 Giugno 2009 - 12:49

12

Un lontano futuro che si realizzerà entro 2-3 anni al massimo.
Ormai la strada è iniziata e non vi è modo di tornare indietro, come per i cellulari.

# - postato da lordmax - 12 Giugno 2009 - 13:39

13

Occorrerà spiegare ai genitori che spenderanno meno per i libri, ma dovranno spendere 359$ per un lettore (per ogni figlio) senza poter essere sicuri sulla durata del lettore (potrebbero accettare una spesa per un apparecchio che duri qualche anno o tutto il ciclo degli studi), ma se dovesse durare solo un paio di anni (perchè si rompe, si perde o qualcuno a scuola allunga le mani) … inoltre provate a convincere una persona anziana o con una bassa scolarizzazione (come mi succede più spesso di quanto possiate immaginare) a comprare un lindle invece di un libro (magari preferiscono comprare un cellulare ma un lettore di ebook??). Inoltre devo assicurarvi una cosa.
Come libero professionista potrei anche spendere 400€ per un lettore. Scarico l’iva e il costo dall’imponibile.
Come insegnante non sono assolutamente disposto a spendere la stessa cifra, in aggiunta a ciò che spendo per aggiornarmi senza avere nemmeno la possibilità di detrarre 5 € dalle tasse che pago sempre tutte e senza nessuno sconto (38% di aliquota).
Inoltre fare ben attenzione a usare wikipedia come fonte “certa” di sapere. Negli anni passati mi è capitato di leggere alcune (diciamo benevolmente) inesattezze riportate grazie “copia-incolla” da studenti molto fiduciosi su tesine di maturità.
Sono convinto che wikipedia sia una cosa meravigliosa ma come tutti i processi informativi richiede tempo e successive iterazioni-revisioni per poter essere affidabile.
Ultima nota. Più il tempo passa, più i ragazzi sono convinti che possedere (un libro, una fotocopia, un file …) significa conoscerne il contenuto o essere capaci di replicare il processo che porta ad un determinato risultato (disegno, progetto o dimensionamento).
Cosa comporta questo? Semplice si penalizza la conoscenza in favore di scorciatoie. I ragazzi saranno anche in grado di usare PSP e cellulari di ultima generazione ma il loro rapporto con la tecnologia è estremamente superficiale ed utilitaristico. Compito a casa? -> google -> “copia-incolla” (qualche volta) -> stampa -> fine.
E poi convincete le case editrici a fare solo le versioni pdf anche protette. Credete che gli studenti non si scambieranno file e password?
Ancora meglio delle fotocopie!

# - postato da Carlo - 12 Giugno 2009 - 15:34

14

@Carlo
L’intervento di un insegnante era quello che ci voleva ;-)
Ottime considerazioni, io credo però che il costo del “lettore” sia piuttosto il costo di un “miniportatile” ovviamente utile per fare dell’altro. Io ai kindle e simili non credo. Lo strumento che legge contenuti in versioni elettronica esiste da anni e si chiama pc portatile… magari mi sbaglio ma il kindle farà la fine dei lettori di vhs/dvd. Mi sembra un prodotto già vecchio.

# - postato da Massimiliano Scorza - 12 Giugno 2009 - 16:48

15

Se poteste immaginare quante famiglie non hanno un pc a casa … figuriamoci un portatile o un netbook. e comunque non è pensabile che duri 8 anni (medie + superiori) sia perchè dubito che resistano sia perchè potrebbero diventare obsoleti prima. Io cambio il portatile, volente o nolente, ogni 2 o 3 anni. Non mi durano di più (soprattutto le sk video). Pensate alle scuole che dovrebbero attrezzarsi per poter “custodire” i portatili quando gli studenti fanno “educazione fisica” o durante l’intervallo o in laboratorio di chimica o … e poi pensate che non passerebbero il tempo su FB o a chattare da una classe all’altra o a giocare in rete invece di seguire le lezioni? Già è difficile evitarlo durante le lezioni in lab. di informatica figuriamoci se i pc sono di loro proprietà.

# - postato da Carlo - 12 Giugno 2009 - 17:27

16

è bello su edit trovare anche di queste discussioni… ed è bello leggere tanti commenti… mi piacerebbe poter rispondere a tanti commenti, contraddicendo, appoggiando, convenendo, rettificando, ecc.

mi limito a replicare a questa nota di Carlo nel commento 13 (perché stona in mezzo alle altre sue riflessioni pertinenti e motivate e condivisibili e in fin dei conti giuste…):

in aggiunta a ciò che spendo per aggiornarmi…

è molto triste questo “vizio” dei docenti che lamentano la necessità di aggiornarsi… spesso (sempre?) collegato al fatto che non vengono nemmeno remunerati/rimborsati per farlo…
(collaboro con un istituto che si occupa di e-learning e formazione del personale scolastico, studenti e corpo docente in primis, e sento troppo spesso questo triste ritornello)

è triste perché la formazione continua dovrebbe essere strasentita da un docente (come si fa altrimenti a non impallidire di fronte alle giovani menti dei discenti? come si fa a dialogarci?)

in genere rispondo che anche noi altri professionisti abbiamo la necessità di aggiornarci… eppure mica veniamo remunerati per farlo… addirittura, aggiungo, per continuare post lauream con un master… eh… l’ho dovuto pagare…

per intendersi, non sto attaccando, anzi è lo stesso argomento che avanzo a difesa della categoria dei docenti quando si sostiene che lavorano poco tempo… a chi sostiene ciò rispondo sempre che con il tempo che devono spendere per formarsi e aggiornarsi in continuazione raggiunono di sicuro lo stesso monte di ore di qualsiasi altra categoria di p r o f e s s i o n i s t i… però devono agire/ragionare da professionisti e la devono (voler) fare questa formazione continua… non atteggiarsi a dipendenti-col-posto… quella del docente è la categoria meno adatta a sentirsi arrivata perché-ora-ha-preso-il-posto (come si diceva un tempo)…

buonanotte a tutti…
:)

# - postato da EsseZeta - 13 Giugno 2009 - 01:23

17

Sarà come dite voi ma io continuo ad avere questa enorme sensazione di Deja-vu come quando “i cellulari non servono a nulla”.
Io uso il lettore digitale da oltre due anni e francamente NON è un libro, è un’altra cosa.
Come un cellulare non è un telefono fisso.
Io personalmente non saprei più fare a meno del lettore digitale se non per brevi periodi.

# - postato da lordmax - 16 Giugno 2009 - 09:29

18

Forse è passata in secondo piano, ma il governatore della California, ha idee molto interessanti per l’editoria scolastica: http://arstechnica.com/open-so.....iative.ars

In pratica propone libri opensource, frutto della collaborazione tra i docenti. Questi libri sarebbero manna dal cielo per il formato, la redistribuibilità e l’intrinseca coerenza derivata da centinaia di menti che collaborano.

Kindle (DX) è secondo me, un pezzo di futuro molto interessante. Anche se credo sia solo una ipotesi, in quanto possiede caratteristiche “inutili” (il modem 3g a che serve in una scuola?). Avere un lettore pdf in tecnologia e-ink, magari ricaricabile fotonicamente, con interfaccia touch e lettore SD (o memoria solida del futuro) multi slot, potrebbe drasticamente migliorare la scuola e, come “effetto collaterale”, la nostra ecologia.

E-Ink non affatica, potremmo salvare parecchio inchiostro e carta leggendo tutto li.

Avevo letto in giro che i display OLED, con una lieve modifica, sarebebro utilizzabili come pannelli solari (ma è riminiscenza di parecchio tempo fà).

Immagino un mondo dove ognuno ha un piccolo “kindle” con display A4 (pieghevole) da tenere sempre con se, con migliaia di manuali tecnici, guide, libri scolastici e testi di narrativa, unitamente ai propri appunti scritti a mano, sempre con se.

Sarebbe fantastico :)

My 2 cents

# - postato da Luca Gervasi - 11 Luglio 2009 - 14:41

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